| Il
fascino delle immagini del circo
di Giorgio
Maimone
Non
possiamo certo parlare di scoperta parlando di Rossana Casale, una
che il suo debutto sulla cena discografica maggiore l'ha fatto nel
1984, ancora ai tempi del vinile e che nel 1989 era già a
Sanremo, una che si è fatta tutte le tappe di un percorso
musicale, forse a singhiozzo, forse non sempre lineare, ma abbastanza
prestigioso. Eppure si sente "Circo immaginario" e si
ha l'impressione che se fosse il disco nuovo di una sconosciuta
si ululerebbe al capolavoro. Con Rossana si resta frenati.
Eppure al debutto con lei suonavano Franco Mussida, Patrick Djvas,
Claudio Pascoli al sax. Nell'86 c'era Maurizio Fabrizio e, in formazione,
un flicorno. Nell'89 una big band jazz con Gianni Bedori, ma anche
Concato, Fortis, Zucchero e, di nuovo, la Pfm. Altre collaborazioni
illustri: Giorgio Conte, Lucio Fabbri, Cosma, Rivagli e Porciello,
Edoardo De Angelis, Touré Kunda, i Solis String Quartet.
Tanto per capirci Rossana ha dedicato dischi interi a Jacqus Brel,
Billie Holiday, agli standard jazz, a "Strani frutti"
come Marilyn Monroe, Edith Piaf, Barbara, Janis Joplin, Elis Regina,
Dalida, Mia Martini, Judy Garland, tutte morte per suicidio.
Insomma, poche palle, Rossana Casale i suoi quarti di nobiltà
musicale li ha acquisiti, conquistati sulla pelle e sulla base di
una serie di scelte non sempre coerenti ("Incoerente
jazz" era il titolo di uno dei suoi album più
apprezzati), ma che non hanno mai perso di vista la strada della
qualità. Ora, con "Circo immaginario"
torna a cantare in un disco di inediti dopo dieci anni, dai tempi
di "Nella notte un volo": si tratta di
un'opera complessa, ispirata al libro omonimo di Sara Cerri, è
composto di 20 brani, 14 cantati e 6 strumentali per oltre un'ora
di musica. Ma non è solo quello: essendo ispirato ad un libro
ha una storia da raccontare e quindi le canzoni, il clima musicale
interno, la tensione dell'intera opera sono ispirate a un tessuto
uniforme. Si tratta quindi di un vero e proprio concept album, organizzato
già come se fosse lo spettacolo che ne potrebbe derivare.
Lo sforzo produttivo infatti non pare di piccolo momento: la versione
incd è accompagnata da un dvd che contiene le registrazioni
in studio di quattro canzoni dell'album, un'intervista di Vincenzo
Mollica a Rossana Casale e a Sara Cerri, un'intervista
di Sandro Neri a Andrea Zuppini (che, a tutti gli
effetti è un po' il coautore del lavoro, oltreché
il coproduttore (con Rossana) e l'arrangiatore e un po' di immagini
dal backstage.
Il lavoro si è sviluppato in più tempi: primo tempo
la scrittura del libro che è preesistente al tutto. Secondo
tempo l'intuizione di Rossana che dal libro si poteva trarne un
disco. Rossana in questo disco ha fatto tutto: scritto le parole,
ideato le musiche (con Andrea Zuppini) ed è andata alla caccia
di una colonna sonora di un film immaginario, facendosi trascinare
dalle immagini uscite dal libro di Sara Cerri e distillando da esse
le musiche che le parole lasciavano già assaporare.
Scritte le canzoni ("sei mesi di lavoro al pianoforte"),
siamo al terzo tempo, è stato messo in piedi il gruppo musicale:
Ivan Ciccarelli, batteria e percussioni; Carmelo
Isgrò al contrabbasso, Mario Rosini
al pianoforte; Andrea Zuppini alle chitarre e mandolini.
Al gruppo base sono stati aggiunti i solisti: al violino Carlo
Cantini, alla tromba e flicorno Marco Brioschi,
all sax tenore, baritono e clarinetto Giancarlo Porro,
al sax alto, soprano e clarinetto Roberto Regis,
alla musette ancora Mario Rosini e alla fisarmonica e organetto
Riccardo Burattini.
Ma non bastava ancora. Per vestire i suoni e per dar loro quell'anima
vagamente tzigana che il circo, in senso felliniano, deve evocare,
si è scelto di includere nel gioco l'Orchestra nazionale
della Radio-Tv Moldova: 46 elementi diretti dal maestro Georghe
Mustea, registrati sul posto a Chisnau in Moldavia. Per non lasciare
niente di intentato c'è stato anche un quinto tempo: la scelta
degli attori per le singole parti, che su disco si riducono a pochi
interventi, ma per fare i quali sono stati provati costumi, trucchi,
interpretazioni: Pierfrancesco Favino è
Alfredo, Mia Benedetta nel ruolo di Micol, Paolo
Briguglia in quello di Victor, Carlo Reali
in quello del clown Groppo e Lola Posani nel ruolo
di Sofia.
Se un appunto si deve fare (ma si deve?) è che la trama del
libro non emerge in modo chiaro dall'ascolto del disco. Ma noi siamo
qui per parlare dell'opera in musica "Circo Immaginario"
e quest'opera sta inpiedi dannatamente bene. Merito di Rossana,
di Andrea Zuppini e del cast scelto. Restano comunque alcune canzoni
memorabili, di impronta vagamente sospesa tra Nino Rota e il primo
Bregovic (ma solo una spezia). Dallo strumentale iniziale "La
bella confusione (Ouverture)" a "Gioir
d'amore" dal tempo vagamente flamenco, da "Il
circo immaginario" a "Il battello
di carta" che introduce il tema del mare. Molto
bella anche l'aria zingara di "Circo"
e le variazioni de "Il matto del paese"
con l'ottimo Carlo Reali.
Il circo in realtà è un topos romanzesco, cinematografico
e anche musicale molto frequentato, talmente tanto che non è
facile trovare ancora strade d'approccio che non siano esaurite.
Rossana e i suoi ce la fanno. E ce la fanno con grande scioltezza,
un chilo di coraggio e un etto di incoscienza che, come quasi sempre,
ama chi, da artista, percorre le vie meno battute e più a
rischio. Alla fine del quinto atto, alla fine della recita, ci alziamo
e, commossi, tributiamo l'ovazione che ci vuole. Applausi, applausi
convinti.
Rossana
Casale
"Circo Immaginario"
D'Autore - Azzurra Music - 2006
Nei negozi di dischi
Ascolti collegati
Ultimo
aggiornamento: 25-12-2006 |