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Le BiELLE RECENSIONI
La Rosa tatuata: "Caino"

Le storie degli anti-eroi
di Dodo

Quarto album della band genovese che riesce a mescolare testi d’autore a una vena puramente rock. Disco – per ora – venduto unicamente in rete, si sta rapidamente diffondendo grazie al passa-parola.

Rock, dicevamo, ma anche richiami al country e persino un momento quasi “hard-rock”: suoni molto americani, sorretti da un tappeto di chitarre, ogni tanto dall’armonica, scritto quasi interamente dal leader Giorgio Ravera (chitarra, armonica e voce solista).

Prodotto da Paolo Bonfanti, voce e chitarra anche in 2 brani da lui stesso composti, rispettivamente “Passa O’ Diao” un grido genovese di forte impatto e “Nelle maniche di un baro”, versione italiana e riadattata di un brano squisitamente pop, inizialmente scritto in inglese: un perfetto singolo, se ci trovassimo sotto l’ala di una casa discografica. E invece è un album (quasi) fatto in casa, dai suoni spogli ma non per questo povero: ogni canzone ha un suo sound, ogni pezzo è un viaggio, a volte intimo e personale (“Si fa quel che si può”, “Cambiamenti”), altre volte nella storia e nel tempo: passando dal Caino che da il titolo all’album, anti-eroe dal destino segnato (“Sotto il segno di Caino”), alla ballata “Triora” che ci racconta la storia di Isotta Stella, condannata nel processo alle streghe del 1587.

E’ musica d’autore, e lo si sente soprattutto nella deandriana, non solo dal titolo, “Signore dei falliti” e in “Pasqua ‘44”, una ballata classica dove si rievoca l’eccidio dei Martiri del Turchino.

Abbiamo dovuto aspettare cinque anni dal precedente “Bandiera genovese” ma ne è valsa la pena.

La Rosa tatuata
"Caino"

Autoprodotto - 2006
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Ultimo aggiornamento: 09-05-2006

 
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