| Come
reggere alla Legge Fini. Un disco contro l'intolleranza
di Leon Ravasi
Di
dischi così ce n'è bisogno. E meno male che ogni tanto
uno Ricky Gianco e Gianfranco Manfredi lo mettono in piedi! Coinvolgono
gli amici, i parenti, i conoscenti e, visto che conoscono bene,
riescono a raccogliere una buona compagnia di giro, disposta a testimoniare
a favore di una battaglia civile. Poteva essere contro la guerra
come nel caso di "Danni collaterali", può essere,
come in questo caso, per combattere contro la legge Fini per il
proibizionismo sulle droghe leggere. E già il titolo "La
battaglia di Canne", da un'idea di Gianni Mura, è geniale.
Se poi si aggiunge che si tratta dei dischi del Manifesto Cd, prezzo
imposto 8 euro, e che nel cd trovano posto 16 brani (50 centesimi
a brano!) ecco che i motivi per consigliare il disco si moltiplicano.
Ma
non è finita. La compagnia di giro questa volta coinvolge
Neffa, i Pitura Freska, i Folkabbestia, Eugenio Finardi, La famiglia
Rossi, Claudio Bisio, i Tetes de Bois, Maurizio Camardi, Giorgio
Gaber (dal che si deduce che non sono canzoni registrate ad hoc,
tranne poche), i Punkreas, Gigi Marras, i Vallanzaska, gli Articolo
31 e Patrizio Fariselli. Mi sembra uno schieramento di tutto rispetto.
Se non ci si ferma ai nomi si vedrà poi che il prodotto vale
molto più del suo costo.
Il
cd è introdotto da una "nota metodologica" a cura
di Franco Corleone che, commentando la svolta di tolleranza zero
avuta da Fini (che peraltro ha confessato, come pure Casini, di
essersi fatto una canna), invita a non confondere il diritto con
la morale. Peraltro la legge, al momento in cui è uscito
il disco, era ancora impantanata in Parlamento e non se ne prevedeva
una prossima messa in atto, ma, approfittando degli ultimi colpi
di coda della legislatura e del "cavallo di Troia" delle
Olimpiadi della neve, il provvedimento Fini è passato all'improvviso,
all'interno dei provvedimenti urgenti per le Olimpiadi! Che qui
di olimpica c'è solo la calma di chi ha combattuto (e perso)
la "battaglia di canne".
Si diceva dei pezzi inediti: il primo è "Buddha
Grass", cantata da Ricky Gianco e
scritta da Gianfranco Manfredi, Maurizio Camardi e Ricky
Gianco, incisa e mixata nel settembre 2005, un altro è
"Cannari Cannaribe" del Maurizio
Camardi Kammernesmble , che comprende Ricky Gianco e che
è stata scritta da Camardi, Gianco e Massimo Carlotto,
poi "Les paradis artificiales" di Patrizio
Fariselli, solo suonata e ... salvo errori gli inediti
veri e propri finiscono qui. Perché anche "Svita
la vita" di Gianfranco Manfredi con
la Pfm, che mi sembrava nuovo, viene in realtà
dalle session di "Passpartù", il disco del '78
della Pfm, forse qui in una nuova incisione. "Sigarette
Fini" di Gigi Marras è recente
e poco conosciuta, ma è la canzone che sta alla base di tutto
il progetto, quindi è preesistente al disco e già
pubblicata sulla compilation del Mantova Musica Festival
2005 (a proposito, ci sarà un Mantova Musica Festival
2006, ma farà a meno di Bielle. Siamo stati cacciati perchè
troppo "cattivi").
"Legalizzatela" di Eugenio
Finardi, viene da "Roccando rollando"
del 1979, "Il castello ottogonale" dei
Folkabbestia arriva dritta da
"Se la rosa non si chiamarebbe rosa, Rita sarebbe
il suo nome" del 2000, "La mia
signorina" di Neffa è
da "Arrivi e partenze" del 2001, "Maria
Giovanna" di Giorgio Gaber viene
da molto più lontano, dallo spettacolo "Il signor G."
del 1970, "Cime" dei Vallanzaska
da "Sì si sì no no no" di 25 anni dopo!
"Canapa" dei Punkreas
è tratta da "Falso" del 2002. "Ohi
Maria" degli Articolo 31 viene
da "Messa di Vespiri" del 1994. "La droga
fa male" di Claudio Bisio e
Elio Confonti viene da "Rapput", l'unico disco di Bisio,
uscito nel 1991.
"Olanda" dei Pitura
Freska viene da "Yeah" del 1995 e "Libera
la notte" della Famiglia Rossi
da "Fiato alle trombe" del 1998. Infine, e la lasciamo
per ultima perché è la più bella di tutte,
"Non si può essere seri a 17 anni"
dei Tetes de Bois, scritta da Andrea Satta
e Daniele Silvestri a partire da un testo di Arthur Rimbaud,
musicato da Leo Ferré, viene da "Ferrè, l'amore
e la rivolta", il disco dei Tetes del 2002/2003. E'una canzone
che diventa più bella più il tempo passa. Una di quelle
da lasciare maturare e poi gustarsela poco per volta. Prestigioso
il team messo in moto per una canzone! E tutte le componenti lavorano
allo scopo: la poesia di Rimbaud da cui tutto parte, la musica di
Ferré, la traduzione di Silvestri e Satta e l'interpretazione
molto partecipata di Satta. Nel caso non aveste questa canzone,
questo disco sarebbe da non perdere anche solo per questo motivo.
Ma non dimentichiamo il brano di Ricky Gianco, quello di Finardi,
pur nella sua ingenuità e poi Camardi e Gaber e i Vallanzaska
e i Punkreas. Almeno una metà del disco vale l'acquisto e
forse più. Ah, se vi venisse il dubbio di come mai si parla
così tanto di Maria in questo disco ... non andate a chiedere
la soluzione a Fini!
Ricky
Gianco e altri
"La battaglia di canne"
Cd Manifesto - 2005
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aggiornamento: 22-02-2006 |