| Riconsegnare
i canti alla gente perché non vadano perduti
di Luca Vitali
Coerenza.
Per tante persone è purtroppo solo una parola nel dizionario
e nulla più: succede spesso ai politici, ma anche ai musicisti,
che magari si professano grandi ammiratori di un artista o di un
genere per poi far scoprire ad ogni loro uscita discografica che
in realtà le loro intenzioni sono solo biecamente commerciali.
Ma ci sono anche persone che della coerenza hanno fatto uno stile
di vita; è il caso di Gastone Pietrucci
e de La Macina. È il dodicesimo disco in
oltre trentacinque anni di carriera, il secondo volume della trilogia
“Aedo Malinconico Ed Ardente, Fuoco d Acque Di Canto”.
Anche qui come nel primo volume (uscito nel 2002) l’intento
è di recuperare antichi canti della tradizione marchigiana,
ridare loro smalto, colore e calore, e riconsegnarli alla gente,
perché non vadano perduti.
Un altro filo che lega il secondo volume al primo è la presenza
di Giovanna Marini (che canta il “La
Bella Leandra”, insieme a Moni Ovadia)
e di Marino (che duetta con Gastone in “La Sposa
Morta”) e Sandro (alla chitarra elettrica in
“Bello Lo Mare E Bbella La Marina…”)
Severini.
Con i fratelli Severini, anzi, con i Gang (qui
compaiono anche Francesco Caporaletti al basso in cinque brani e
Fabio Verdini, ex tastierista dei Gang, piano e hammond in tre canzoni),
Gastone e La Macina hanno pubblicato in condivisione nel 2004 lo
splendido “Nel Tempo E Oltre, Cantando”, dove la tradizione
si sposava perfettamente con il rock.
Ma ci sono anche un paio di novità, con ospite ancora Moni
Ovadia, e in un certo senso sono due “tradimenti”: uno
è “Pan Pentito”, che arriva dalla Toscana, dal
repertorio di Dodi Moscati; l’altro è “Unter
Dayne Vaise Shtern”, canto della tradizione Yiddish scritto
da Sutskever e Broda, tradotto letteralmente da Gastone in “Sotto
La Tua Bianca Stella”.
Donne che muoiono per amore, canti di emigrazione, di lavoro, di
guerra, di ragazze rapite che diventeranno regine: Adriano Taborro,
Marco Gigli, Michele Lelli, Roberto Picchio e Giorgio Cellinese,
qua e là aiutati da Federico Mondelci al sax, accompagnano
Gastone Pietrucci nelle dodici storie, dodici canzoni che compongono
l’album; anzi tredici, perché c’è una
ghost-track nella quale, nella prima parte c’è ospite
Allì Caracciolo perché “…abitare una traccia
fantasma è il luogo deputato della poesia…”.
Gastone
Pietrucci e La Macina
"Aedo malinconico ed ardente, fuoco ed acque di canto - Vol.2"
Storie di note - 2006
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aggiornamento: 17-09-2005 |