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Le BiELLE RECENSIONI
The Bled : "Found in the floor"

Senza coerenza nè continuità
di Renzo X

Ho ricevuto questo disco tramite amici che conoscono la scena post & metal core molto bene dicendomi che questo era un disco un pò diverso e che per capirlo a fondo dovevo ascoltarlo svariate volte...mah...mi pare che gli elementi per produrre musica che spacca ci siano ma c'è anche qualcosa che li blocca, forse troppi tentennamenti o troppa ricerca nel distinguersi dagli altri gruppi della medesima scena musicale.

Il guaio è che in questo disco non c'è abbastanza coerenza e manca quella continuità necessaria per un ascolto immediato ed intrigante. E manca anche un po' di chiarezza nelle idee della band, che pesca di qua e di là scrivendo dei pezzi eterogenei. Eterogenei perchè non molto lineari e compatti. E non perchè i musicisti non siano validi, anzi: il fatto è proprio che insistono troppo sui giochi di maestria. Conclusione, ti perdi via in un batter d'occhio perchè non riesci a mantenere viva la concentrazione sui brani. Nel complesso l'album ha i suoi momenti, non è assolutamente da cestinare, ma basti considerare che neanche il buon Mark Trombino, storico produttore e membro dei Drive Like Jehu, riesce a medicare completamente un disco già di per sè difficile da medicare.

Si parte con "Hotel Coral Essex", brano riadattato e riregistrato rispetto alla versione che circolava già nel 2004, e "Guttershark"; con questi due ottimi pezzi l'incipit del disco si presenta tanto devastante quanto granitico, con le sue linee post hardcore arricchite da una batteria che si distingue e da qualche riff metallico. Abbastanza aggressive e varie, non farebbero mai pensare ad un seguito che nella pratica si manifesterà deludente. Esempio ne è "My Assassin", in cui la voce prende la fallimentare piega di un nauseato Nate dei Finch misto ad uno scazzato Bellamy dei Muse, a sua volta mescolato ad un Billy Corgan con l'influenza. La struttura è imprevedibile e di questo bisogna dare loro atto, tuttavia verso la fine della canzone compaiono delle chitarre piuttosto improbabili. Mi sorprende che questo sia il pezzo che per primo hanno deciso di lanciare in presentazione del disco. Segue "Antarctica", lenta digressione di sei minuti, una tra le principali responsabili della mia distrazione. Anche qui la voce sa molto di Muse (o forse Radiohead?) ma nella sostanza durante il suo corso non porta da nessuna parte.

Non porta da nessuna parte se non ad uno pseudo risveglio da avviare con "She Calls Home", che risolleva evanescente le sorti di un album dopo il suo primo capitombolo. La percezione per me è estremamente confusa, e mi raccapezzo solamente quando avverto di nuovo le lente note iniziali di "Daylight Bombings", yawn. Yawn? Ah, ecco che riparte con un po' di energia in più, menomale. "Millionaires" arriva e va come una scheggia con il suo minuto e mezzo di durata, e ravviva ancora una volta il disco, dopo che mi sono persa via per una seconda volta. "With An Urgency"... Uguale alle altre. Epica invece la conclusion e con "I Don't Keep With Liars Anymore", che se non altro ha una struttura più lineare e accattivante, e per di più è seguita da un dieci minuti di sottili note che vagamente possono sembrare quelle di un carillon.

Sono quei passaggi eccessivamente astrusi ed anche eccessivamente impiegati, quelli che complicano tutto l'ascolto e lo rendono dispersivo se non noioso. Alla fine tecnica buona e molto dinamica...ma una dinamica esasperante a lungo andare.

voto 6/10

The Bled
"Found in the floor"
Vagrant Records - 2006
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Ultimo aggiornamento: 03-02-2006

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