| Cuba
all'Idroscalo. Il sapore esotico della vita
di Giorgio Maimone
Se
il secondo disco del Trio Milonga è interessante per i testi
e per i brani scritti in italiano, oltre che per una musica suonata
sempre in punta di dita con grande discrezione e classe, il primo
disco è quasi forse più bello. La cosa migliore è
ascoltarli uno dopo l'altro, come sto facendo in tutto questo sabato
uggioso. La linea di confine tra l'uno e l'altro è quasi
inavvertibile. Se poi, per puro caso vi capita di ascoltare nel
giro di un breve lasso di tempo, anche l'ultimo disco di Fiorella
Mannoia, "Onda tropicale", la differenza salta all'occhio.
Professionale, professionalissimo il disco di Fiorella, intarsiato
di duetti di alto livello, ma da filodiffusione. Vitale e imperdibile
questo "Trio Milonga".
"Trio milonga" è stato inciso nel 2002 ed è
una piccola miniera di classici, soprattutto cubani degli anni '30/'40.
Con una chicca italiana dello stesso periodo: "Non partir",
scritta nel 1938 dal maestro D'Anzi. sono 14 pezzi, bizzarramene
chiusi da una "Star trek theme" (che fu sigla di una trasmissione
di Radio Popolare) che però non stona con l'insieme.
Per il resto otto pezzi sono cubani, due di Trinidad, uno brasiliano,
uno Argentino, uno pare sia stato scritto ad Amsterdam, poi ci sono
il brano italiano e quello americano già citati. L'età
di composizione dei brani è simile: tutti compresi tra il
1928 e il 1940, tranne "Jamaica Farewell"
del 1956, "Como la cigarra" del 1972
e "Star Trek Theme" del 1966.
Sul
loro sito, il Trio spiega che "questa prima raccolta firmata
dal gruppo attinge principalmente al repertorio latino-americano,
riproponendo classici consacrati insieme a brani sconosciuti ai
più, reinterpretati alla luce di un gusto europeo e contemporaneo
ma senza concessioni a stereotipi commerciali. Obiettivo di tale
operazione non è tanto l'esemplificazione del rigore filologico,
quanto la ricerca di forme espressive originali e di atmosfere ora
nostalgiche, ora ironiche, ora appassionate".Posizioni
di principio che ci trovano del tutto d'accordo e che si possono
dire ampiamente raggiunte.
Restano da scegliere i brani preferiti. E qui la scelta si fa molto
difficile: c'è una versione di "Yolanda"
il noto pezzo di Pablo Milanes che
è da brividi (ed è l'unico non cantato da Marcella,
che però fa i cori). Spiegano nel libretto che "Yolanda"
appartiene al filone della "Nueva Trova", la canzone politica
impegnata cubana degli anni settanta che si proponeva di recuperare
le radici. Da applausi. Ma se Yolanda era conosciuta, del tutto
ignota giunge "Rum & coca cola",
un successo delle Andrew Sisters degli anni '40, costruita sulla
stessa melodia del "L'année passée"
che è un Calypso di Lionel Belasco composto a Trinidad nel
1906 e che qui viene proposto unito. Una canzone per l'estate.
Bella ma conosciuta
"Jamaica Farewell" di cui ricordiamo
la splendida versione di Belafonte, ma anche una più recente
(e pure bella) di Eugenio Finardi. "Por que me tratas
asì?" è invece un gioiello a me sconosciuto
e "Arrola!" è travolgente, come dal suo significato
etimologico (travolgere, trascinare nella danza) e ricche di fascino
sono anche "Burucuntum" e l'introduttiva
"Alla en el batey". Molti di questi
brani, spiega il ricco libretto, sono tratti dal repertiori di Rita
Montaner. mitica e spregiudicata cantante cubana di inizio secolo,
conosciuta anche come "La Unica". La riproposizione è
degna di altissima lode. Secondo applauso convinto per il Trio Milonga,
seguito subito dal terzo: la grafica di copertina del primo è
del secondo scio, curata da Giovanni Montoncello, è identica:
cambia solo la luce: in questo siamo in pieno sole, nel disco più
milanese, "Oltre i vetri", lo stesso panorama è visto
di notte e compaiono gli occhi del gatto del Ceshire. Geniale!
Trio
Milonga
"Trio Milonga"
Autoprodotto - 2002
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o sul
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Ultimo aggiornamento: 25-11-2006
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