| Nella
notte di Milano spunta un sole latino-americano
di Giorgio Maimone
Fanno
musica sottile questi del Trio Milonga, musica gentile, appena accennata
eppure piena, rotonda. Risultato non facile da ottenere quando si
è solo in tre: Marcella Inga, voce, basso e percussioni;
Camillo Sampaolo, voce e chitarra e Renzo Ranzani, voce, chitarra,
mandolino, cuatro, clarinetto, sax soprano e tenore. Una formazione
ridotta al minimo che tuttavia basta e avanza. Il Trio parte da
una passione dichiarata per la musica sudamericana ed arriva a sviluppare
un approccio proprio e canzoni da loro scritte e orchestrate.
Solo alcuni, purtroppo, si erano accorti dal primo loro disco ("Trio
milonga", inciso nel 2002) e pieno zeppo di "rum, calypso
e coca cola" che invece, ancora ascoltato adesso, risulta una
piccola miniera di classici, soprattutto cubani degli anni '30/'40.
Con una chicca italiana dello stesso periodo: "Non partir",
scritta nel 1938 dal maesro D'Anzi. "Oltre i vetri" contiene
invece solo pezzi originali, scritti (tutti tranne uno) da Marcella
Inga per quanto riguarda i testi e da Camillo Sampaolo per la parte
musicale (tranne uno scritto dalla sola Marcella Inga, così
come l'altro è scritto solo da Sampaolo).
Che musica fa il Trio Milonga? E' pur sempre una musica con fortissime
ascendenze latino-americane, ma reinterpretate e adattate alle nostre
latitudini. Pochi strumenti, pochi tocchi di colore, forse solo
un ritmo sotteso ed il sincretismo tra Cuba e Milano è completo.
Parafrasando un vecchio motivo di Gianfranco Manfredi ("non
è un tram che si ruba / se vuoi arrivare a Cuba / se non
hai la giusta linea / il tuo fine è il capolinea" -
"Che Brambilla"). il Trio è riuscito a "dirottare
quel tram" e a portare le sonorità di L'Avana tra le
nebbie di Milano.
Emblematica
in questo senso è proprio la prima canzone: "Nel
metrò": "Cerchi nel grigio /
un po’ di tropico / suoni lontani, colori accesi per te. /
Manca anche a me
un altro cielo / e un grande mare / per cancellare i miei guai".
Spunti quotidiani che si mescolano a vaghi richiami esotici, ma
i richiami sembrano salgariani, sembrano piccole molliche di pane
disseminate per indicare la strada da parte di chi sa benissimo
che siamo a Milano e che le storie che raccontiamo sono storie metropolitane,
inquinate da Pm10 e senza tramonti esotici sul mare.
Ma tutto questo non impedisce di sognare e di miscelare quotidianità
ed extraordinario. "Sguardo improvviso di nera pantera
/ lampo che scioglie la notte più scura./ Fiato sospeso,
un ritmo pulsante / già mi trascina e mi prende con sé"
inizia l'avventura della title track "Oltre i vetri",
ma subito dopo c'è la correzione di rotta: "Mani
protese a sfiorare la luna, / un vento caldo mi spinge lontano /
sento laggiù la stampante impazzita / sputa i miei fogli
sulla moquette!". Dalla luna e dal vento caldo, dal fondale
esotico, veniamo proiettati in una realtà dove il gentile
fruscio che ci faceva da sottofondo non sono le fronde delle palme,
ma i fogli che escono dalla stampante. "Occhi socchiusi,
il computer acceso / sono di nuovo qui, con i conti in sospeso…
/ ma nella mente quel lampo felino... / guardo oltre i vetri nel
grigio, guardo se c’è". Sogni e illusioni
che si tengono per mano e una realtà concreta e piccola che
reclama la sua parte. Il lato B dell'avventura: la vita!
E il trio Milonga
è molto abile a giostrare con questi due pedali emotivi in
tutto il disco che distilla leggera malinconia, sempre temperata da
un guizzo di ironia: non credetemi, con credeteci, ma soprattutto
non credetevi fino in fondo, sempre suggerire la voce di Marcella.
Anche in questo caso un piccolo gioiello ci spiega tutto quanto, si
tratta di "Tiramisù" nel
doppio significato del dolce e del conforto: "Ci risiamo,
lui mi ha lasciata / l’avevi detto anche tu. / Questa salsina...
ma l’hai provata? / Non voglio piangere più!".
Quasi come il Battisti di Supermarket è tutto un mischiare
le sofferenze di un abbandono con le piacevolezze del cibo. "Solite
scuse da ragazzino... / era nell’aria da un po’ / Niente
male il peperoncino... / domani dieta però!"
Sono in totale dieci canzoni, che seguono la falsariga già
indicata. Ora più serie, come in "Naufraghi"
o in "Juana", ora più ironiche e disincantate,
come in "C'est la vie". Un panorama
frastagliato e vivace che costringe a restare ad ascoltare il cd fino
al "Grigio" che conclude e chiosa
lo spettacolo che il Trio ha inventato per noi. "Ma la roccia
ritrova il suo posto / sotto un pino o in mezzo a un sentiero / e
la pioggia ritrova il suo mare / in un freddo grigio mattino".
Il Trio suona assiema dal 1998 e Renzo e Camillo vengono dall'esperienza
del Tecun-uman, gruppo che negli anni 70 aveva inciso
un disco molto apprezzato edito dalla cooperativa L'Orchestra degli
Stormy Six.
Trio
Milonga
"Oltre i vetri"
Autoprodotto - 2006
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Ultimo aggiornamento: 25-11-2006
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