| Una
gran voce, un tappeto sonoro, atmosfere alla Nick Cave
di Giorgio Maimone
Ma
che bel disco! Capita così poche volte di mettere su un demo
e di sentire subito che tutto potrebbe andare per il meglio che
le volte in cui succede quasi non ci credi. E provi a cercare mille
motivi per cui potrebbe essere fallace la prima impressione. Troppo
derivativi? Hanno Nick Cave nel cuore. Cantano in inglese, chissà
cosa raccontano i testi? Il suono è un po' basso? Mmmm qui
c'è una sfumatura troppo annerita, troppo low-fi ... Ma nonostante
tutti gli sforzi fatti, di problemi reali qui non ne ho rilevati.
Amano Nick Cave? Meno male! Significa che hanno buon gusto. L'inglese?
Meglio che se cantassero in cinese, no? E i suoni low-fi? Beh, in
fin dei conti è un autoproduzione.
Ebbene
sì, signori della corte: gli imputati vanno assolti per non
aver commesso il fatto. Non hanno il solito disco del debuttante
italiano e nemmeno il demo chitarra-voce-e-nulla-più. I Nighthawks
prendono il nome e l'immagine di copertina da due differenti quadri
di Edward Hopper: "Nighthawks" è quello famosissimo,
ambientato in una caffetteria con il barista che serve una coppia
uscita dritta dai romanzi di Chandler, mentre il quadro riportato
in copertina è "Hotel room", come da titolo del
demo.
Si tratta di un duo, toscano, di Siena nello specifico,
formato da Francesco Grassiccia che canta e suona
tastiere e cianfrusaglie e da Michel Rigati che
suona tastiere, fisarmonica, cianfrusaglie e partecipa alle armonie
vocali. Accanto a loro, una serie di compagni di strada, senza i
quali il disco non sarebbe risultato così pieno (e così
bello): Michele Borgogni, harp & percussions;
Matt Calabrese, bass; Sara Ceccarelli,
woodwinds; Letizia Goracci, vocals; Marco
Grassiccia, guitars and the "Midnight choir"
e infine Giulio Aldinucci, mixer & syntethizer
programming. Ho riportato la lista degli strumenti in inglese per
rendere al meglio il tentativo del gruppo di darsi da subito obiettivi
più ampi che il semplice panorama nazionale.
E' chiaro che è solo un demo e che le canzoni dovranno crescere
ancora, fino ad assumere caratteristiche meglio delineate (l'unico
rischio oggi è di scambiare il demo per un unico lungo pezzo
di 28'50") e che mi rimane il dubbio di cosa raccontino i testi,
ma la voce di Francesco Grassiccia è decisamente notevole
e l'accompagnamento "orchestrale" (fa ridere, parlando
di un duo, ma il suond è davvero sostenuto) lo sostiene al
meglio, preparando i crescendo strumentali su cui può appoggiare
la sua bella voce profonda ed espressiva.
Il
riferimento a Nick Cave è evidente sia nel
tono della voce che nell'impostazione delle canzoni, ma mi pare
un ottimo riferimento, quello che consiglierei ad ogni ragazzo di
buone speranze che oggi voglia mettersi a fare musica. Le canzoni
sono mediamente lunghe, tutte sui 4 minuti, con due che superano
i 6 minuti, ma, contrariamente alle previsioni più funeste
non stancano.
Tra i sei brani, che seguono un po' sempre lo stesso andamento (partenza
lenta, slargo orchestrale, rilassamento) le mie preferenze si dividono
tra "Mary Jane", maestosa, e
"Christmas eve", più
riflessiva e scandita dall'armonica in sottofondo: casualmente le
due più lunghe, a dimostrazione dell'assunto di cui sopra,
ossia che non stancano. Purtroppo in rete non si trovano informazioni
aggiuntive. Aspettiamo di sentirle direttamente da loro. Come ci
hanno trovato per inviarci il demo, spero che potrenno inviarci
anche altre informazioni e magari i testi delle canzoni.
Nighthawks
"From an hotel room"
Autoprodotto - 2006
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aggiornamento: 20-02-2006 |