| Demo
per chitarra e voce. Ma sotto la stoffa c'è
di Giorgio Maimone
Il
solito problema di chi prova a scrivere canzoni. Prima o poi ti
viene voglia di fermarle, di salvarle, di metterle da conto o, addirittura,
di consegnarle ai posteri. E così, solo un paio di anni fa,
Alessio Lega, prima di fare il primo disco e di vincere il premio
Tenco, mi diceva: "sono dieci anni che canto, ma non ho mai
fatto un disco. Quindi, anche per chi viene ad ascoltarmi, io non
esisto!" L'esistenza "musicale" passa quindi attraverso
un supporto, fosse anche solo un sito internet da cui si possano
scaricare degli mp3. Non è che, una volta arrivati al disco,
tutti i problemi siano magicamente risolti. No. Lì ne iniziano
altri. Come riuscire a farsi ascoltare, come guadagnarsi visibilità,
come riuscire a fare concerti. Vita dura. Non bisognerebbe mai mettercisi.
Eppure
invece c'è tanta gente che continua a provarci. Con intensità,
con passione, con voglia crescente, con grandi speranze. E tra i
tanti, ogni tanto qualcosa emerge. Ora mi guarderò bene dal
dire che Francesco Sullo è "the next big thing".
E' una sensazione che ogni tanto capita: personalmente mi è
successo con Carlo Fava e con i Sulutumana qualche anno fa, con
Gigi Maieron e con Max Manfredi e con qualche altro. Francesco Sullo
è però, se non "il futuro della musica",
ruolo già occupato da un decennio da Massimo Priviero, almeno
qualcosa in più di una solida promessa.
Ho tra le mani un demo solo chitarra e voce: dieci pezzi
per quasi quaranta minuti di musica. Titoli scarni ed agili, quasi
nervosi. Demo che si intitola come la prima traccia, registrato
in presa diretta il 7 agosto 2005. Ma l'impressione è decisamente
positiva. Anche se, voce e chitarra e per giunta totalmente da soli
è difficile riuscire a rendere appieno cosa potrebbe diventare
un disco. Mettiamola così allora. E' come se Francesco mi
avesse invitato a casa sua, avesse imbracciato la chitarra e si
fosse messo a cantare per me o per un gruppo di amici. Ecco, sarei
rimasto ad ascoltarlo volentieri e alla fine gli avrei detto: "bei
pezzi! Ma perché non li incidi?"
Dal vivo Francesco Sullo, che vive e opera dalle parti di Roma,
suona con un trio jazz che contempla, oltre alla sua chitarra, pianoforte
e flicorno. In alcuni brani ("Anna mia" è stato
provato il violino, con una buona reazione dal pubbblico) e in altri
("Lettera da qui") l'armonica. Insomma esiste anche il
tentativo di dare più aria ai brani che, comunque, anche
nella versione semplificata, chitarra e voce, reggono. E' d'obbligo
ora il solito gioco: a chi assomiglia? Chi ricorda? C'è qualcosa
di Ivano Fossati, ma come potrebbe non esserci
in chi cerca di fare il cantautore ora? Leggerissima anche una spruzzata
di Carlo Fava come armonie vocali.
Visto che è chitarrista, con ascendenze jazz e qualche passione
neanche tanto nascosta per la bossanova potrei citare Augusto
Forin, ma credo (purtroppo) di non aver dato una mano a
chi voglia farsene un'idea più precisa, perché Forin,
pur bravissimo, è anche lui un outsider del mondo musicale.
Diciamo un Lino Straulino con meno tecnica e più
sentimento? O meglio, diciamo che potete provare ad ascoltarlo per
farvene un'idea più precisa. Oppure un Fabrizio Consoli
meno ironico.
La
discriminante in questi casi (disco nuovo, demo chitarra e voce,
personaggio sconosciuto, buona tecnica di base, canzoni più
che discreta) la possono fare i testi. Testi maturi e pregni valgono
una promozione, testi incerti il desiderio di risentirlo in nuove
prove. Francesco nel suo demo ha fatto le cose per bene ed ha inserito
tutti i testi delle canzoni. E questo, da solo, vale un bonus. E
allora partiamo a spiegare il personaggio, anche con l'aiuto di
quello che si trova in rete e che non si poteva del tutto dedurre
dalle canzoni.
Francesco nasce nel 1961 a Bova (Reggio Calabria). Non è
quindi un ragazzino. Esattamente come tutti i cantautori di quella
enorme leva che si chiamerà per sempre emergenti, ha virato
la barra dei 40 anni. Ama scrivere e non solo canzoni. Al suo attivo
racconti, poesie e persino un romanzo (non pubblicato, vi pareva?).
Di mestiere lavora, da free lance alla realizzazione di siti web
e piattaforme di content management, suona il basso in contesti
jazz e "di recente ha ripreso a spacciarsi per cantautore.
E la gente lo prende sul serio" (dal sito www.mooffa.com).
Lo prende sul serio, aggiungo io, perché lo merita.
Francesco ha scritto oltre un centinaio di canzoni, ma solo di recente
si è deciso al grande passo. I testi stanno in piedi, ogni
tanto volano più alti e altre volte cedono a qualche "richiamo"
facile,qualche rima in vocale tronca, eterna maledizione dell'italiano,
ma tutto sommato poche. Il linguaggio è mediamente ricercato
e la scelta delle parole rileva una buona consuetudine con l'italiano.
"Prendi tutto" e "Pioggerella"
sono le mie preferite, con subito sotto la lenta "Festa
sarà" e la più mossa "Nuvola"
o la lunga "Tempo". Una bella manciata
di canzoni! Sono canzoni d'amore e di ricordi, piccoli quadri, bozzetti,
appunti, come dice lui stesso, ancora in evoluzione. Lasciamole
maturare, verranno ancora meglio.
Francesco
Sullo
"Lampo nel temporale"
Autoprodotto - 2006
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aggiornamento: 03-02-2006 |