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Le BiELLE RECENSIONI
Massimo Lajolo e Onde Medie: "Distanze"

Da non confondere con le banalità in Fm. Grande in semplicità
di Leon Ravasi

Massimo Lajolo e le Onde Medie, ossia Massimo Lisa e Gianni Marotta, hanno pubblicato nel 2005 un cd autoprodotto che conferma comunque lo stato di salute in cui versa la musica che gira sotto il cielo di Torino. "Distanze" è il titolo, nove i brani che lo compongono. Chitarra acustica, armonica e voce (Lajolo), basso e voce (Lisa), percussioni acustiche ed elettroniche (Marotta) costituiscono il tappeto su cui si snodano le trame tenui, ma non esangui di "Distanze". Siamo in "onde medie", niente da spartire quindi con le banalità che girano sulle radio in Fm. Non sarà un caso che Lajolo per radio non ci passa.

Come a tutti i debuttanti, anche a Lajolo farebbe piacere sapere che non assomiglia e non ricorda nessuno. Non è così, naturalmente e compito nostro, tra gli altri, è quello di far sapere quanto si muove nel sottobosco di quella nicchia del mondo della canzone che si chiama musica d'autore, categoria dove non ci sta il minimo dubbio che Massimo e soci possano starci larghi. I richiami immediati sono Goran Kuzminac, con cui condivide una buona capacità di colloquiare con la propria chitarra per trarci i suoni più adeguati e, più in generale, il mondo del cantautorato di ispirazione folk americana: il Francesco De Gregori degli inizi tanto per fare nomi ingombranti.

Colpisce in ""Distanze" la semplicità e la nitidezza con cui si delineano i singoli quadri. Acquerelli invero, tinte delicate, sognanti, ma che mai indulgono alla malinconia. Il disco è ricco di suoni e di atmosfere. Suona bene e ammalia per grazia e simpatia. I tempi rilassati, gli interventi appropriati dell'armonica, i ricami chitarristici tutto quanto ci porta a considerare con favore il lavoro di Lajolo che ha anche un'altra caratteristica rilevante.

Ascolta:
"Acqua
"

Apre una chitarra acustica, subito doppiata da un'armonica. Su questo tappeto si distende la voce gentile di Massimo, a volte con controcanto di Massimo Lisa. Scarsi gli interventi degli altri strumenti, ma sempre al punto preciso dove potresti aspettarteli. E le parole piovono con grazia ricercata a coprire esattamente gli spazi che la musica assegna loro. Un abito di sartoria!. "Acqua" è la prima canzone delle 9 che compongono i 36'21" del disco. Neil Young nel cuore e un solido mestiere nelle mani.



Leggermente bluesata "Porte scorrevoli": "Francesco pensa al suo diso e gli vorrebbe parlare/ Ma Dio ha troppo da fare e un paio di occhiali scuri". Gradevolezza assicurata, meno cantautorale e con più spazio alla band. Questione di minuti e poi riparte l'armonica per introdurci alla suggestiva "In mezzo agli occhi", qualcosa a metà strada tra la "Guerra di Piero" ed "Eurialo e Niso". Storia di guerra, di soldati separati da un fucile, di "nera signora" che ti guarda "proprio in mezzo agli occhi". Tutta da seguire con attenzione e il fiato sospeso. Senza far rumore. Uno dei punti più alti del disco.

La quadrilogia dell'inizio trova la sua degna conclusione in "Aspettando il week end", dal clima pigro e trascinato: "Comincia un altro giorno / voglia di nessuno intorno / sei condizionata come l'aria che respiri". Noia e attesa, in "vero senso di scontento", contando i giorni per arrivare al week end.

Ho parlato della bellezzadei primi quattro brani, ma questo non deve far credere che dopo cali l'attenzione. Massimo Lajolo è bravo e sa come interessarci, anche ricorrendo a vibrati, echi, doppie voci, tutto un campionario di "gadgets" sixties che suscita interesse e curiosità. Brani leggermente fuori tempo, anzi, senza tempo. Leggeri e impalpabili. Oppure più corposi come "Ti voglio adesso", per quanto corposo possa diventare un acquerello.

Insomma, lo ascolto e lo riascolto e mi piace sempre. Prende confidenza, viene a mangiarti dalla mano, si fa addomesticare. Si lascia capire a poco per volta, senza smettere mai di carazzarti in favore di pelo. E poi, un attimo prima della fine", un altro scatto: "La stessa storia". "Dalle montagne rocciose / al deserto del Gobi / dai mari ghiacciati all giungla tropicale / dalla notte dei tempi al terzo millennio / la stessa storia / sempre la stessa storia" per chiudere in bellezza.



Massimo Lajolo e Onde Medie
"Distanze"

Autoprodotto - 2005

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Ultimo aggiornamento: 17-05-2005

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