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BiELLE LIBRI
"Parole e canzoni" di Vasco Rossi

Il Blasco a tutta simpatia tra le capaci fauci di Mollicone
di Giorgio Maimone

Un tempo la collana “Parole e canzoni” di Einaudi era una collana di particolare prestigio. I primi nomi che vi sono stati ospitati erano i massimi cantautori dell’epoca: l’esordio è toccato nel 2000 a Fabrizio De André, seguito qualche mese dopo da Francesco Guccini e poi, via via, da Lucio Dalla, Roberto Vecchioni, Francesco De Gregori, Franco Battiato, Enzo Jannacci. Il meccanismo è sempre analogo, con un’unica variazione fondamentale, ma tecnologica: il passaggio dal vhs al dvd allegato a un libro che, sostanzialmente, riporta i testi delle canzoni.

Nel video allegato al libro (vhs che fosse o dvd che sia) trova spazio una lunga intervista all’autore da parte di Vincenzo Mollica, più immagini d’archivio, generalmente della Rai, che ripercorrono in parte la carriera del personaggio sotto esame, tendenzialmente in ordine cronologico.

E’ facile vedere dai nomi elencati sopra che la collana si proponesse di presentare il “Gotha” del cantautorato nazionale, con un paio di uscite all’anno. L’ultima uscita del 2005 ha però mostrato più di uno scricchiolio: il personaggio riportato era Claudio Baglioni. Ottimo artista sì, ma un po’ eclettico rispetto al mondo stretto dalla canzone d’autore (mai invitato a un Club Tenco, ad esempio). Da lì la domanda: da un discorso strettamente d’autore non staremo passando a un discorso eminentemente commerciale? Il libro+dvd appena uscito non risolve il dilemma: stiamo parlando di “Parole e canzoni: Vasco Rossi”, cofanetto indivisibile da 24 euro, composto dal libro “Provokautore” e dalle classiche interviste intervallate dalle canzoni.

Vasco è un bellissimo personaggio, quasi letterario, ma difficilmente le sue canzoni possono reggere la “prova su carta” e in effetti lo smilzo libretto viene innervato con contenuti terzi, limitando le canzoni a 100 pagine sulle 190 totali. Dove invece Vasco funziona alla grande è su Dvd. Per due motivi: la simpatia istintiva, accentuata dalla sua calata profondamente emiliana e il fatto che, essendo meno “prestigioso” il personaggio, l’intervista di Vincenzo Mollica è meno “inginocchiata” e più presente, più attenta, più incalzante del solito. Insomma, Vasco non incute la soggezione che possono ispirare un Paolo Conte o un De Gregori.

Le canzoni sono forse un po’ sacrificate. Ci sono tutte: da “Albachiara” a “Siamo solo noi”, da “Vado al massimo” a “Vita spericolata”, da “Sally” ad “Amico fragile”, cover deandreiana, ma in alcuni casi vengono scorciate o limitate ad assaggi, come nel duetto con Enzo Jannacci su “Vita spericolata”. Proprio sui duetti c’è uno dei passaggi più interessanti delle interviste. Chiede Mollica: “come mai solo due duetti nella tua carriera” e Vasco risponde: “non credo nei duetti. Che senso ha se due si mettono lì a cantare insieme l’uno sull’altro? Potrebbe avere senso solo se si trattasse di grandi cantanti”. E il duetto con Jannacci lo conferma in pieno: la versione di “Vita spericolata” fatta dai due è lenta e soporifera, per quanto tenera e partecipata.

Altri temi interessanti: l’ispirazione per le canzoni, più che provenire dai libri, proviene dai fumetti (Linus e Alan Ford su tutti). All’università lo studente Vasco, proveniente dalle scuole tecniche, si era iscritto a psicologia. Con De André il debito d’affetto è di lunghissima epoca e Vasco, in fondo, vorrebbe raccoglierne un po’ l’eredità, occupandosi sempre più degli ultimi, dei reietti della terra, dei “tagliati fuori”. Come ispirazione originaria poi, per quanto Vasco sia considerato uno dei pochissimi rockers italiani, non è mai stato Elvis Presley, ma piuttosto Mick Jagger il mito di riferimento. Anche se “io vengo su con miti come Little Tony, l’Equipe 84, Patty Pravo e Bobby Solo! Quelli erano i miei cantanti preferiti. Ai primi concorsi per voci nuove che ho fatto cantavo “Riderà” di Little Tony”. La canzone che gli è venuta più facile è forse stata “Albachiara”.

I filmati ripercorrono un arco di tempo molto ampio: dai primi spezzoni addirittura del 1979, quando il cantante di Zocca aveva solo 27 anni, un faccino smarrito, i capelli corti e una voce che faticava molto più di ora a stare nelle battute e nella metrica musicale, arriviamo fino all’ultima apparizione al Festival di Sanremo del 2005 (come ospite). Insomma, un prodotto documentario interessante: 78 minuti di estratto di simpatia e di buon umore, condito da considerazioni non banali sulla vita e sulla musica. Niente di particolarmente profondo: solo buonumore e buon senso per un divo rimasto ruspante.

Il libro presenta invece una piccola serie di ritratti di Vasco fatti da amici o conoscenti scrittori: come Enrico Brizzi, Carlo Lucarelli, Fernanda Pivano, Alda Merini, Pier Vittorio Tondelli, Walter Veltroni oppure Dori Ghezzi (che riporta un brano di Fabrizio De André su Vasco) e Enzo Jannacci che ricorda, dal suo lato, il duetto a cui abbiamo già accennato sopra. Utile compendio, ma senza nessun tentativo di approfondimento critico sui testi. E qui un po’ ha contato la carità di patria.

Vasco Rossi: "Parole e Canzoni"
Libro Einaudi - Confanetto indivisibile


Vasco Rossi
"Provocautore"
Einaudi- Pag 190 - Euro 24,00
Cofanetto indivisibile + Dvd
Finito di stampare nel marzo 2005

Nelle librerie

Ultimo aggiornamento il 03-04-2006

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