| Nostalgia
del Beat? Accomodatevi, qui c'è tutto.
di
Giorgio
Maimone
Non
vi ricordate più da chi erano composti i Jaguars? Anzi, non
vi ricordate nemmeno che era il primo nome dei Pooh? Avete dei dubbi
sulla composizione delle Facce di Bronzo? O vi state chiedendo da
tempo che fine abbiano fatto i due Girasoli, Alberto Lucarelli e
Roberto Righini? Beh, il tempo delle vostre incertezze è finito
con l'arrivo de "Una generazione piena di complessi".
Un libro completo, una bibbia, una miniera di informazioni per chi
vuol sapere tutto, ma proprio tutto di tutti i complessi del beat
italiano.
Con beat italiano si intende un periodo compreso tra il 1964 e il
1970, e, come viene spiegato nella nota metodologica, vengono tenuti
presenti in questo censimento tutti i "complessi" come
si diceva allora, che hanno inciso almeno un 45 giri regolarmente
distribuito e con sonorità anche solo in parte riconducibili
a quel filone musicale.
Ne deriva un censimento di 529 (se non ho contato male) gruppi che
vanno, in ordine alfabetico da Gli Aironi ai Young
Lions (neanche un gruppo con la Z), passando attraverso
vere e proprie leggende del beat come i Dik Dik, i Rokes,
l'Equipe 84.
Accanto a questi gruppi maggiori, di cui crediamo di sapere tutto
(ma ci accorgeremo che non è vero. Ad esempio che i Pooh
erano nati come Jaguars proprio non lo sapevo),
ci stanno le storie di altre formazioni più o meno note,
come i Delfini, i Corvi, gli Alligatori, gli Aspidi, i Barracuda,
Le Bisce, i Bisonti, i Camaleonti, i Condor, i Cormorani, i Draghi,
i Gabbiani, i Gatti (neri e rossi), i Grilli, i Koala, le Lumache,
i Lupi, i Mandrilli, i Nuovi Topi, le Pecore nere, i Pipistrelli,
gli Scorpioni, gli Squali, le Termiti, le Tigri, le Volpi blu
solo per restare nel regno animale, che disegnano un quadro dell'Italia
del'epoca che non era solo quella metropolitana. I gruppi andavano
magari a incidere a Milano o Roma, ma si formavano ovunque: dalla
Sicilia dei Gens, alla Sardegna dei Bertas
o dei Barrittas, alla Vasto dei Cinque
di Stasera, o alla Varese dei Cuccioli.
Poi abbiamo la Biella dei Diabolici, i Dioscuri
di Mazara del Vallo, i Dragoni di Casale
Monferrato, i Gabbiani di Udine (non quelli di
Nico, però), i Golden Boys
da Lamporecchio (Pistoia), i Grilli di Bergamo,
i Guitarmen da La Spezia, gli Hugu Tugu
di Bari, Jean e i Carbonari da Genova, gli Juniors
da Vercelli, i Kings da Verona, i Kings
Stars da Rimini, Lauro e gli Heralds da
Napoli, i Quattro del teschio da Caorle. .
Ma la provincia non conta solo per i gruppi minori: anche le leggende
come Equipe 84 e Nomadi nascono fuori dai grandi centri, nei dintorni
di Modena, mentre i Ribelli (più tardi il
gruppo di Demetrio Stratos) sono nati a Mantova e i Fratelli
Reitano sono calabresi. Il gioco più divertente
è frugare nelle formazioni dei vari gruppi e trovarvi gente
che poi è divenuta famosa altrove. Come Mauro Pagani
che, prima della Pfm, era nei Dalton. La stessa
Pfm che prima si chiamava I Quelli
(e con questa denominazione hanno registrato "La Buona Novella"
con Fabrizio De André). Il primo cantante della Pfm era Teo
Teocoli, il comico (il cui vero nome è "Nino"!)
e il sostituto di Mussida quando è andato a militare è
stato Alberto Radius, poi nella Formula
Tre. Il cantante degli Anonima sound di
Urbino, era Ivan Graziani da Teramo. Dai Barrittas
nascono i Salis & Salis, mentre Paolo
Tofani, poi con gli Area, inizia con i Califfi.
Marcello Olamri, membro originaio dei Camaleonti, poi diventerà
noto come Gil Ventura.
Curiosità assoluta poi (se ci si può fidare) i Bit
Nik di Genova sarebbero gli autori veri della melodia di
"Via del campo", sviluppata da Fabrizio
De André su una loro musica composta per una commedia di
Dario Fo, con la partecipazione fattiva alla stesura della canzone
di Dario Fo e Oscar Prudente (in
questo caso sparirebbe Jannacci dal novero dei autori, ma questa
notizia la prenderei con le molle).
Insomma, queste e altre curiosità come queste costituiscono
l'ossatura di questo volume. Non ve ne dico di più per non
togliervi il piacere della lettura. Ovviamente consigliato solo
a chi ancora adesso, a quasi 50 anni di distanza, "sbava"
per il fenomeno noto come beat italiano. Per tutti loro "Una
generazione piena di complessi" è una sorta di Bibbia.
"Il libro".
Claudio Pescetelli
"Una generazione piena di complessi"
Miti e meteore del beat italiano
Zona - Pag 177 - Euro 17,00
Finito di stampare nel giugno 2006
Nelle librerie
Ultimo
aggiornamento il 07-10-2006
|