| Gli
anni affollati del signor Gaber, rivisti da un altro Signor G.
di
Giorgio
Maimone
Annus
mirabilis il 2006 per Vinicio Capossela. Un anno da segnarsi anche
per noi, suoi fan. Quando ormai sembrava scomparso nei gorghi dei
suoi percorsi personali, dopo 5 anni di silenzio discografico, interrotto
solo dalla raccolta "L'indispensabile" del 2003, dopo
averci lasciato un “testamento” artistico come “Canzoni
a manovella” del 2001, un disco troppo bello per avere
un seguito, Vinicio ha invece voluto tornare e in misura massiccia:
a inizio anno è uscito con un album ancora più bello
di “Canzoni a manovella” (e sembrava difficile!), un
album destinato a rompere convenzioni, abitudini d’ascolto,
pigrizie, per farci precipitare nell’inaudito, nell’inascoltato,
nella stupefazione amorosa: “Ovunque
proteggi”, il disco “obliquo e rimbalzante”,
“sghembo ed abbracciante”, si è rapidamente imposto
come il miglior prodotto di musica d’autore uscito nel corso
del 2006.
Tanto da aggiudicarsi due tra i premi più “prestigiosi"
dell’anno per la musica d’autore: la Targa
Tenco e il primo posto tra gli “Imperdibili”
di Bielle . Ma poteva accontentarsi di questo, Vinicio? Ovviamente
no. Quando è tempo di vendemmia è il caso di vendemmiare
a piene mani. Ed ecco che, dopo la stagione della raccolta, i tini
di Vinicio ribollono di iniziative: due dvd, un cd, un romanzo,
forse un nuovo disco per la primavera prossima, rappresentano il
contenuto del pentolone dell’alchimista Vinicio.
Partiamo con ordine: il 24 novembre dovrebbe uscire “Nel
niente sotto il sole Grand Tour 2006”, cd+dvd che
documenta al meglio l’irripetibile stagione 2006, come rappresentata
in quattro concerti dal vivo, più molto altro. “I
concerti - dice Vinicio - servono a rappresentare e spiegare
cosa c’è dietro le canzoni”. Chi ha assistito
ai concerti di Vinicio sa benissimo cosa voglia intendere: dal centro
di un ring alla plancia di comando di un sommergibile, da una discesa
all’inferno a una resurrezione miracolosa. Restiamo in attesa.
Ma per l’intanto è già uscito un altro prodotto
per palati fini: si intitola semplicemente “Vinicio
Capossela” ed è l’ennesimo capitolo
della benemerita serie “Parole & canzoni”
di Einaudi, curata da Vincenzo Mollica.
Un dvd più un libro per sapere tutto quello che c’è
da sapere fino ad adesso di Vinicio Capossela.
Il libro, ce la caviamo più in fretta, si intitola “Niente
canzoni d’amore” ed è una raccolta dei
testi di Vinicio in ordine cronologico dal 1990 fino al 2006. Essenziale
per chi lo conosce e indispensabile per chi non lo conosca ancora.
Ma i veri valori aggiunti sono a fondo libro, sotto la voce “Altre
parole”, dove vengono raggruppati altri scritti sparsi
di Capossela: articoli per giornali, presentazioni di dischi, introduzioni
a concerti o al libro (ebbene sì, Vinicio ha scritto anche
un libro: “Non si
muore tutte le mattine” per i tipi della Feltrinelli,
oltre 400 pagine di deliri. Non il punto più alto della sua
opera): basta guardare i titoli dei pezzi riportati sotto “Altre
parole” per farsi venire l’acquolina in bocca: “Sulla
pietra che rotola non si ferma il muschio”, “Notte ambulante”,
“Di fango fu la mia vita, di fango il mio cuore”, “Manifesto
per lunatici”, “Prenderò d’anticipo il
mattino”.
Completano il libro una nota biografica, la discografia, la bibliografia,
una brevissima introduzione di Vincenzo Mollica (una paginetta,
il giornalista meno incline a scrivere che si conosca) e un piccolo
saggio (sei pagine) di Goffredo Fofi.
Ma il vero “sugo” del cofanetto sta nel dvd: un’ora
giusta di immagini, musiche e parole. Impagabile. Unici tonfi verso
il basso, gli interventi in intervista del Mollicone (aka Vincenzo
Magno) che non riesce a fare di meglio che a “marzullare”
domande incoerenti, rispetto alle quali le risposte di Vinicio (in
poesia, perché non parla in prosa), stralunate e bizantine,
fanno la figura della Bibbia messa vicina a Sorrisi e Canzoni Tv.
D’altra parte capisco che condurre un’intervista a Vinicio
possa assomigliare stranamente a un tour sulle montagne russe: non
è facile riportare il discorso a una boa d’appoggio
o comunque in acque meno profonde. Come dice lui: è possibile
“perdersi nel Grande Capodoglio della quantità”
e scrivere rappresenta un metodo per “spuntare col
becco della penna i fanoni del Grande Capodoglio della quantità”.
Cosa ci aspetta in questa stravagante e ondeggiante ora passata
in mare con Mastro Capossela al timone? Canzoni: da
“Modì”, eseguita dal vivo nel 1991
al Club Tenco, fino alll'inedita "Lomas
de Sulmona” dal Parco Fluviale Augusto Daolio
del 2006, una rivisitazione di “Lomas de New Jersey”
di Marc Ribot.
In mezzo possiamo vedere di tutto: da un giovanissimo Vinicio che
canta “... e allora mambo”
in televisione a Domenica In, per far ballare Stefania Sandrelli,
Ornella Muti, Corinne Clery e Elena Sofia Ricci (pietoso. Ed è
un Vinicio talmente ripulito per presentarsi davanti a Pippo Baudo
che sembrerebbe indirizzato a tutt’altra carriera). Poi troviamo
ancora Capossela con Bobby Solo nel 2000, in una
versione molto roccata di “All’una e trantacinque
circa”, dove il Bobby nazionale fa un figurone,
con un assolo di chitarra che neanche Johnny Winter.
I pezzi migliori, le chicche sono però “Sol
e notte”, inedito assoluto o comunque introvabile,
filmato live al Club Tenco 2003. con musica di Philippe Eidel su
testi di Michelangelo Buonarroti con Mario
Brunello al violoncello e Vinicio in camicia di forza in
una grande interpretazione, poi la recitazione della poesia di Vittorio
Sereni “Via Scarlatti” e i
monologhi: sugli artisti maledetti (“Mi
sono sempre arrivati dentro quegli artisti che ti fanno male. Forse
per questo si chiamano maledetti? Perché fanno male. Ti fanno
capire e sentire di preciso quanto hai mancato il bersaglio della
tua vita”): del pesce e dell’esca (“nel
momento preciso in cui sta per infilzarsi l’amo, l’esca
al pesce piace”); sulle musiche girovaghe (“le
musiche viaggiano di per sé, non dovrebbero appartenere a
un autore, a un’epoca, a un luogo. Non bisognerebbe fare altro
che farsi trovare al loro passaggio”); sull’onda
radiomagnetica (“una tregua con la contingenza. In altre
parole non siamo del tutto e precisamente contemporanei”).
Insomma c’è così tanto Capossela qui dentro
da sconvolgere. Per chi proprio volesse andare oltre però,
l’abbuffata potrebbe non finire qui. Oltre al cd+dvd in uscita
a fine novembre si preannuncia un libro, un romanzo breve: “Il
paese dei coppoloni”, ambientato tra salire e discese
dell’Irpinia (e probabilmente scritto a quattro mani con Paolo
Rumiz sull’onda dei pellegrinaggi con la Topolino
del ’53 sulle creste dell’Appennino) e poi “Il
disco della Cupa”, ispirato al repertorio di Matteo
Salvatore che potrebbe uscire la primavera prossima.
A Natale inoltre, periodo molto amato da Vinicio, si esibirà
nelle chiese per la rassegna “Musica nei cieli”.
E chissà che anche da lì non nasca qualcosa.
Giulio
Casale
"Se
ci fosse un uomo"
( Gli anni affollati del signor Gaber)
Arcana Songbook - Euro 14,00 - Pag.163
Finito di stampare nel giugno 2006
Nelle
librerie
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aggiornamento il 02-01-2007
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