| Il
"doppio lungo addio" raccontato a Massimo Cotto
di
Giorgio
Maimone
Massimo
Bubola ha scritto venti canzoni con Fabrizio De André. Non
sono molte in assoluto, ma bastano a far sì che sia la persona
che più ha scritto con Fabrizio. Anzi, che qualche volta
scriveva canzoni che Fabrizio gli avrebbe poi totalmente stravolto
(è il caso di Andrea che nella prima stesura si chiamava
Lucia e non era la storia di un amore omosessuale). Tra le venti
canzoni ci sono alcuni capolavori assoluti come "Fiume Sand
Creek", "Rimini", "Sally", "Volta
la carta", "Se ti tagliassero a pezzetti", "Hotel
Supramonte", "Don Raffaè" e alti lavori più
dimenticabili come "Verdi pascoli" che la Fondazione De
André non ha ritenuto "degna" di rientrare nemmeno
tra i secondi 53 brani di Fabrizio (i "meno belli") pubblicati
su "In direzione
ostinata e contraria 2".
Partendo da questo dato delle venti canzoni e volendo raccontarci
attorno, Massimo Cotto, massimo raccontatore delle
cose della nostra musica e dintorni, ha pensato bene di parlarne
con Bubola, che finora, a onore suo, dalla morte di Fabrizio in
poi è stato forse uno di quelli che ne ha parlato di meno.
Ne esce questo libro piacevole e di pronta beva "Fabrizio
De André raccontato da Massimo Bubola - Doppio lungo addio"
che ripercorre, tra aneddotti e memoria, la storia di questa strana
collaborazione. Eh sì, perché quando tutto è
partito, Fabrizio era già De André e Bubola un cantautore
esordiente di una ventina d'anni. Fatto sta che in quegli anni,
in quel momento era esattamente la persona di cui Fabrizio aveva
bisogno per cambiare faccia alla propria musica. Così come
sarebbe stato Mauro Pagani qualche anno dopo con la svolta di Creuza
de ma.
Massimo
Cotto
"Doppio
lungo addio"
( Fabrizio De André raccontato
da Massimo Bubola)
Aliberti - Euro 14,90 - Pag.172
Finito di stampare nell'ottobre 2006
Nelle
librerie
Ultimo
aggiornamento il 03-01-2007
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