| Dedicato
a chi, un paio d’anni fa, non credeva che si potesse fare
un intero cd solo voce e contrabbasso. Sull’onda del successo
internazionale di “Musica Nuda”, esce “Musica
Muda 2” e, nonostante quanto annunciato dai due autori Petra
Magoni e Ferruccio Spinetti, molti sperano che l’esperimento
vada avanti con un terzo episodio e magari anche oltre.
I due, per il momento,
non solo non lasciano, ma raddoppiano. Al prezzo di un cd singolo,
infatti, dal 31 marzo nei negozi potete trovare un doppio, molto
curato sotto l’aspetto grafico, edito da Radiofandango. Stavolta
(questa è forse la novità più rilevante) accanto
ad un cd realizzato - come nel primo episodio – esclusivamente
da Petra e Ferruccio, c’è anche un secondo disco nel
quale, ai nostri, si affiancano ora Stefano Bollani col suo pianoforte,
ora la voce di Peppe Servillo, ora la chitarra di Fausto Mesolella
e tanti altri amici e colleghi. Quegli amici, in fondo, che fanno
parte del gruppo e della vita di Petra e Ferruccio.
Ma le novità non
finiscono qui. I due, per l’occasione, oltre a cimentarsi
in un vastissimo repertorio di cover (che vanno anche stavolta dalla
musica classica, ai Beatles, a Rettore), ci regalano anche brani
originali (su tutti il bellissimo “Io sono metà”,
scritto con Pacifico), che non si staccano affatto dal resto del
lavoro, ma lo arricchiscono e chiudono la bocca una volta per tutti
a quei (pochi) detrattori che li accusavano della facilità
dell’operazione. D’altra parte, in Francia (dove la
qualità viene premiata molto più che dalle nostre
parti) il lavoro è subito schizzato ai primi posti di vendita
della classifica Fnac, grazie alle prevendite online.
Raggiungiamo
come sempre Petra e Ferruccio in macchina (i casellanti, ormai,
li salutano per nome…) e stavolta, grazie ai prodigi di un
auricolare a due piazze, li sentiamo meglio che in teleconferenza.
La prima domanda, visto l’ingresso dei tanti ospiti nel secondo
cd, viene da sola:
Ragazzi,
state cambiando ragione sociale?
Petra: “No,
no! In realtà, il progetto si basa sempre esclusivamente
su noi due. Infatti, il primo cd è il seguito vero e proprio
di ‘Musica Nuda’, mentre il secondo – che è
un regalo che facciamo a chi ci ascolta – non è altro
che la registrazione su disco di quel che avviene abitualmente durante
i nostri concerti, con un sacco di amici che si alternano sul palco
regalandoci le loro voci e i loro strumenti. Ma è assolutamente
una cosa in più, un omaggio appunto. Il gruppo, anche se
siamo solo in due, siamo sempre io e Ferruccio”.
Quindi
i vostri ospiti sono i vostri amici di sempre?
Petra: “Sicuramente!
Sono persone con le quali condividiamo non solo progetti artistici,
ma anche serate in compagnia e chilometri in macchina. E’
stata una cosa molto naturale, come naturale è stato scrivere
canzoni nostre, che noi riteniamo essere perlomeno carine (ride).
Non abbiamo avuto paura di farci aiutare da altri autori che hanno
più esperienza di noi, come ad esempio Pacifico. Ma è
venuto spontaneo cimentarci anche con la scrittura, visto che ci
sono venute ovviamente molte idee in questi tre anni passati insieme”.
Leggo
sul vostro sito che dopo la Francia avete conquistato anche la Spagna.
Quale “ponte” vi ha portato in quel Paese?
Ferruccio:
“Beh, lì per ora abbiamo suonato solo a Barcellona,
ma le premesse per… espanderci ci sono tutte! Abbiamo suonato
nell’ambito del concerto di Joan Isaac, un cantautore catalano
molto conosciuto. Ci ha ascoltati all’ultimo Premio Tenco
e ci ha invitati al concerto”
Vedi?
Chiunque vi incontra si innamora di voi. Sono in ottima compagnia…
Ferruccio: “Speriamo
sia sempre così! (ride) Però ci stiamo accorgendo
che come dicevi tu il nostro progetto - per le sue peculiarità
- può sbarcare davvero dappertutto. Questo anche per il tipo
di repertorio, che va dal pop dei Beatles, ai madrigali di Monteverdi,
a Battisti, o appunto a pezzi inediti. In Francia, peraltro, abbiamo
registrato due pezzi in francese, frutto dei nostri viaggi dell’ultimo
anno. Per cui, ‘Musica Nuda’ si può considerare
un progetto o un prodotto musicale (anche se questa è una
brutta definizione) che può funzionare tranquillamente in
vari Paesi. Certo, non saremo mai Eros Ramazzotti e Laura Pausini,
ma neanche vogliamo esserlo”
Beh,
vi prego di cuore di questo!
Ferruccio: “No,
no, non c’è pericolo (ride)”
Petra: “Ci sono
già un po’ di contatti in vari Paesi. A gennaio 2007
dovremmo tornare in Spagna, dove uscirà il disco, poi abbiamo
contatti in Giappone, negli Usa… Si parla sempre di una certa
nicchia di pubblico, però, metti una nicchia qui, una nicchia
là, alla fine… (ride)”
Ferruccio: “Anche
perché per noi è davvero indispensabile andare a suonare
nei posti in cui esce il disco. Non ci interessa essere pubblicati
in Portogallo o in Germania e non esser poi lì a presentare
il progetto dal vivo”
Il
disco si apre ancora con un omaggio ai Beatles (“Come together”)…
Intanto grazie da un appassionato dei Fab Four. Poi, è un
caso o una scelta?
Petra: “Beh,
il primo disco si apriva con ‘Eleanor Rigby’ e ci sembrava
quasi un dovere, se non altro dal punto di vista della scaramanzia,
bissare la scelta. Poi, nel primo caso ha portato bene, quindi…”
Una
curiosità: contattate, ove possibile, gli artisti dei quali
reinterpretate i pezzi?
Ferruccio: “Si,
certo. Ci incuriosisce il loro giudizio, sapere cosa ne pensano.
Per esempio, per ‘Splendido Splendente’ abbiamo contattato
la Rettore, per ‘Modena Park’ abbiamo sentito Anna,
la moglie di Ivan Graziani, inutile dire che tenevamo molto al suo
giudizio”
Eh,
ma adesso devo chiedertelo: che reazione ha avuto la Rettore?
Ferruccio: “Le
è piaciuta moltissimo, ha detto che siamo due pazzi (ride)”
Beh,
ottimo, detto da lei, che ha fatto della trasgressione e della follia
un’arte, credo sia un complimento grandissimo, no?
Ferruccio:
“Certo. Tra l’altro l’abbiamo invitata stasera
alla Palma, quindi se vedete una folta chioma…”
Altra
curiosità. Tempo fa Battiato diede alle stampe “Fleurs”,
anche in quel caso un lavoro di brillanti cover. Pubblicò
“Fleurs 1” e – dopo due anni – “Fleurs
3”, spiegando che il tre dopo l’uno chiudeva il discorso,
mentre se avesse fatto uno e due, poi la gente si sarebbe aspettata
il terzo e magari il quarto episodio. Seguendo la filosofia del
Maestro, ci possiamo aspettare un ‘Musica Nuda tre’?
Petra: “Ma
sai, non è detto. Abbiamo fatto ‘Musica Nuda 2’
perché ci piaceva questo numero: siamo due, è il secondo
disco, sono due cd. Torna la scaramanzia… Però, direi
di no, non credo ci sarà Musica Nuda 3”
Ferruccio: “Invece
mi auguro che faremo ancora altri trentacinque dischi in due (ride)”
Beh,
come nel film “L’aereo più pazzo del mondo”,
dove si vede la locandina di “Rocky 38”…
Ferruccio: “(ride)
Si, anche se spero di non arrivarci in quelle condizioni! Anche
perché di solito gli artisti hanno il problema di avere pochi
pezzi per far uscire un disco. Noi abbiamo il problema opposto,
avremmo potuto fare anche un triplo”.
A proposito
di questo, leggo sul vostro comunicato che molti vostri brani sono
stati registrati in presa diretta. Tu Ferruccio, quando sei venuto
a trovarci in Radio, mi spiegavi che il criterio per scegliere i
brani è proprio questo: se piace sul momento, se funziona
alla prima, si fa, altrimenti si scarta. E’ ancora questo
il vostro criterio di lavoro?
Ferruccio:
“Si, è proprio così. Se dopo pochi minuti non
troviamo la chiave per suonare un brano, per arrangiarlo, a volte
a malincuore abbandoniamo l’idea. Sai, essendo in due non
ci sono molte altre possibilità. Per cui ci affidiamo all’istinto
e di solito la prima idea è quella vincente. Seguiamo molto
le nostre emozioni. Ti faccio un esempio: il disco 1 si chiude con
‘Over the Rainbow’, registrata a Radio 3 nel corso de
‘La stanza della musica’. Questo perché ci piaceva
molto l’atmosfera nella quale è stato registrato. Poi,
infatti, abbiamo provato anche a registrarlo di nuovo in sala, ma
non siamo riusciti a ricreare quel feeling e alla fine abbiamo tenuto
la registrazione in presa diretta, con tanto di annuncio del conduttore”
Ah,
quanto mi piacerebbe fare una cosa del genere (la butto lì,
eh?). Una domanda per Petra. I nostri ascoltatori devono sapere
che ti ho contattata spesso per chiederti di registrare “Il
cammello e il dromedario” su cd, dopo che me ne ero innamorato
al Premio Tenco 2004, quello dedicato appunto a Virgilio Savona.
Cara Petra, dopo tante richieste, posso ritenermi in parte…
responsabile della vostra scelta di pubblicare quel brano sul vostro
nuovo disco? Posso pensare di aver contribuito, nel mio piccolo,
alla scaletta di “Musica Nuda 2”?
Petra: “Beh
si, si, senz’altro si. Ma tu, come tanti altri che ce lo hanno
chiesto sia via mail, sia ai concerti. Piace tantissimo questo brano,
piace tanto anche a noi, quindi…”
Una
cosa curiosa su “Why Judy Why”, peraltro col solito
strepitoso Stefano Bollani al pianoforte. Mi dicevi che per un errore,
il disco originale di Billy Joel che conteneva questo pezzo suonasse
molte più veloce del dovuto!
Petra: “Si,
questa è una chicca che ha scoperto un nostro amico che si
chiama Marco Masoni. A lui, grande musicologo, avevo affidato una
ricerca di curiosità sui brani che avevamo inserito nel disco.
E lui ha scoperto una cosa che io avevo sempre sospettato, cioè
che “Why Judy Why”, come altre canzoni di quel disco,
suonassero troppo veloci. Tra l’altro quello è il mio
disco preferito di Billy Joel, quindi lo conosco bene”
Quindi
Marco ha confermato il tuo dubbio?
Petra: “Esatto.
E la versione che è sul disco è la prima che abbiamo
suonato tutti e tre insieme. L’unica cosa che abbiamo aggiunto
dopo è la voce di Stefano”.
Oh
Ferruccio, accennavi prima a “Modena Park”, con Fausto
Mesolella alla chitarra. Cosa vi ha detto Anna e come è caduta
la scelta proprio su questo brano?
Ferruccio:
“Non ci crederai, ma anche Anna Graziani sarà presente
stasera (ride). Verrà di proposito dalla vicina Pesaro per
vedere il concerto e sentire dal vivo l’esecuzione di ‘Modena
Park’. Secondo noi Ivan è stato un grande autore di
testi e di musica, un autore trasversale. Sai, a noi piacciono molto
quegli artisti, italiani o stranieri, che se ne infischiano della
forma canzone classica, ossia strofa-strofa-ritornello. E ‘Modena
Park’ è un esempio concreto di come si possa fare una
canzone fuori dagli schemi classici. Ci tenevamo molto ad inserire
questa cover ed è stato naturale farlo con Fausto, che è
un grandissimo fan di Ivan; ha suonato due volte al Pigro Festival’,
una volta in duo con me. Vedi, per noi fare le cover significa dare
la possibilità a brani come ‘Modena Park’ di
rinascere, rivivere ed essere riascoltati da altro pubblico, che
magari non conosceva quel pezzo… come ad esempio ‘Il
Cammello e il Dromedario’, che non è certo il pezzo
più famoso del Quartetto Cetra”.
Ferruccio,
pensi che Ivan abbia avuto il giusto riconoscimento ed il meritato
successo in vita per quello che ha fatto?
Ferruccio: “Assolutamente
no, ma è un classico di tutti quelli che poi vengono apprezzati
e rivalutati dopo la loro scomparsa, vedi Rino Gaetano”.
Pensavo
proprio a Rino, infatti. Di nuovo Ferruccio: ci sono ancora le ricette
di cucina sul tuo sito?
Ferruccio: “No,
quest’anno ho rinnovato il sito e al posto delle ricette ho
messo i ristoranti”
Petra:”Perché
non aveva più il tempo per cucinare (ride)”
Ecco,
diciamolo! Peccato, però, perché quella sezione del
tuo sito aveva incuriosito un po’ tutti. E ora, invece, cosa
ci segnali?
Ferruccio:
“I ristoranti migliori che ho incontrato in questi anni di
tournee in Italia e in Francia, con un occhio molto attento al rapporto
qualità-prezzo, che è fondamentale per chi viaggia
come noi! Poi sai, nel fare questo lavoro è importantissimo
mangiare e soprattutto dormire bene”.
Allora
la prossima guida sarà sugli alberghi… Vogliamo ricordare
i vostri siti (peraltro molto interessanti dal punto di vista grafico)
per maggiori informazioni?
Petra: “Certo,
petramagoni.com
e ferrucciospinetti.com.
Facile, no?”
Intervista
effettuata nell'aprile 2006
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