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BiELLE INTERVISTE
Smoke: la Giamaica nel cuore
di Giorgio Maimone

Gli Smoke sono state una delle più piacevoli sorprese di quest aprima metà del 2006. Non escono dal niente, ma sono "vecchie volpi" del reggae nazionale, con il cuore in Giamaica e la base in Italia. Abbiamo comunicato via e-mail con una delle anime del gruppo, Alessandro Soresini che assieme a Gianluca Pelosi e Marco Zaghi costituisce il "cuore" del gruppo.

Un altissima professionalità. E’ questa l’impressione che si ricava dal primo ascolto del disco. Suona benissimo! Così bene che non sembra un prodotto italiano. Infatti, almeno in parte, è stato registrato in Giamaica. Per la recensione del disco guardate qui, per l'intervista continuate a leggere.

Ti ringrazio per i complimenti. L'album SMOKE è la simbiosi che da anni esiste tra Italia-Giamaica. Buona parte del lavoro è stato svolto qui, il missaggio ed alcune tracce invece sono state eseguiti in Giamaica, era inevitabile dato che ormai da anni si frequenta l'isola con un fruttuoso rapporto lavorativo.

La Giamaica è una passione che vi portate nel cuore da sempre. Infatti due terzi degli Smoke sono vecchi frequentatori del campo. Vuoi ricordare come è nato il progetto? Siete solo in tre a portarlo avanti, più ospiti o il nucleo fisso è più ampio.

Dopo aver suonato per anni assieme, per me e Marco Zaghi è stato molto naturale assecondare l'esigenza di fare musica, non solo per condividere palchi e tournèe ma anche per sperimentare l'esperienza di lavoro come produttori.
Con Gianluca Pelosi al basso, negli ultimi anni sempre impegnati assieme nel binomio basso-batteria, abbiamo capito che il terzetto era efficace e maturo per celebrare la nascita degli Smoke. Ora che siamo in tour ed anche la band si sta affiatando sempre più, sicuramente nella realizzazione del nuovo disco verranno chiamati in causa i musicisti ed amici con i quali siamo sicuri che l'intesa musicale è molto efficace. Soprattutto per quanto riguarda Sean Martin, cantante frontman del “Rise Up Tour”, non ha partecipato alla realizzazione dell'album SMOKE essendo intervenuto dopo. Con lui abbiamo trovato l'affinità artistica che cercavamo, è molto versatile, professionale, sarà un piacere intraprendere la nuova avventura Smoke con lui. Il nucleo comunque non cambierà.

Smoke: "Smoke"
Progetto reggae che più reggae non si può. Più giamaicano dei giamaicani e assolutamente godibile. un disco che non ha niente di italiano. Ma non è un male!

Cito sempre un musicologo inglese che anni fa, ai tempi dell’esplosione dei Modena City Ramblers, si chiedeva perché mai la musica alternativa in Italia dovesse suonare identica a quella dei pub irlandesi. Adesso è la Giamaica. Tutti suonano reggae. Voi avete iniziato nel ’91, quindi siete della prima ondata, ma tutti gli altri? A cosa è dovuto il boom del reggae in Italia? E non credo che sia una questione religiosa (rasta) o di omofobia latente (Buju Banton). Voglia di evasione esotica? Fuga dalla realtà? Mistica delle maria? La relativa facilità di questo musica?

Non è assolutamente semplice suonare il reggae, è vero che al giorno d'oggi tanti nuovi gruppi si avvicinano a questo stile e, ahimè, purtroppo pochi riescono a suonarlo bene. Ci vuole innanzitutto una profonda conoscenza e rispetto per la cultura black, credo non basti il solo ritmo in levare per poter dire che molta gente suona del reggae. Certo è un bene che ci sia sempre più interesse per questa musica che affonda le sue radici nel passato degli schiavi africani. Credo che il reggae sia diventato più popolare semplicemente perchè nel corso degli ultimi anni la fusione con l'hip hop e' stata fondamentale per espandere questo curioso ritmo alla massa. I giamaicani stessi non sono rimasti indifferenti alla cultura musicale della vicina America, del resto anche Marley veniva ispirato dalle radioline che suonavano la musica dei cantanti soul americani. Anche il largo utilizzo tra i giovani dell'innocua Ganja contribuisce ad un'inevitabile e piacevole avvicinamento al reggae.

I vostri testi sono tutti in inglese. Pronti per il mercato internazionale. Ma ho letto anche che lo avete fatto per rispetto agli ospiti internazionali che hanno cantato con voi (o per voi). Smoke in italiano sono previsti? Di cosa parlano i vostri testi?

I testi sono in inglese appunto perchè i vari cantanti che hanno contribuito alla realizzazione del disco non sono italiani ma anche perchè da subito volevamo dare all'album un sapore più internazionale affinché la nostra musica venisse capita da più gente possibile. Non so ancora se gli Smoke faranno dischi in italiano. Per noi non è un problema, parliamo tutti l'inglese e abbiamo una grande voglia di uscire dalla penisola, del resto è da anni che la giriamo in lungo ed in largo. Inoltre le nostre collaborazioni con artisti stranieri ci consentono di credere che cantando in italiano ci precluderemmo tante strade. In questo disco il filo conduttore dei testi è l'amore, l'amore che può esserci tra due amanti, ma anche l'amore universale, il rispetto per le altre culture, l'amore che in questi tempi di guerre nel nome del Dio denaro è sempre meno. Crediamo che l'amore in generale sia una cosa stupenda.

Quale pensate sia l’influenza delle vostre radici nella musica che proponete? E’ così “perfettamente giamaicana” che potrebbe davvero non c’entrare niente con l’Italia. Oppure secondo voi ci sono semi e segni che indicano la vostra provenienza.

Personalmente è da quando ho iniziato a suonare che adoro il reggae, una dedizione che ha sempre impegnato la mia vita in modo totale. Mi sono impegnato in viaggi e lunghe permanenze in terra di Giamaica per poter catturare fino in fondo lo spirito e la cultura dei giamaicani e per poter rappresentare al meglio lo stile reggae. Ho avuto l'onore di registrare in studio con artisti come Morgan Heritage. Le nostre radici sono inequivocabili ma neanche ci impegniamo per far sembrare la nostra musica giamaicana. La musica è lo specchio dell'anima... il più delle volte un musicista suona quello che è in quanto uomo e secondo le proprie personali esperienze di vite. Per questo consiglio sempre la massima predisposizione all'apertura mentale e sopratutto al confronto. Credo comunque che nel disco ci sia ben poco di italiano.

Le vostre preferenze musicali, oltre al reggae, a cosa sono indirizzate? C’è qualche gruppo o autore che vi piaccia anche nel panorama italiano?

Siamo tutti musicisti molto aperti verso tutta la musica ben fatta. 360 gradi, full circle. La passione per la musica black viene prima di tutto. Il panorama italiano trovo sia un disastro totale pieno di immondizia musicale, come diceva il buon vecchio Battiato. Si salvano veramente poche realtà.

Primo album splendido e molto ben riuscito. Veramente una gioia solare! Tant’è che un vostro pezzo (“Ciao amore”) è stato scelto tra “I dischi per l’estate” di Bielle (è un concorso, si vota fino al 21 settembre). Ma adesso? Quali saranno le prossime puntate degli Smoke?

Siamo molto onorati per scelta, mi auguro porti fortuna anche a voi come è successo a noi. Adesso siamo in giro per l'Italia con il “Rise up Tour” affinché più gente possibile possa conoscere e supportare SMOKE. Una parte del nostro cuore però e' già pronta a catturare emozioni per realizzare il prossimo disco.

 

Intervista effettuata via e-mail in agosto 2006

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