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Smoke sono state una delle più piacevoli sorprese di quest
aprima metà del 2006. Non escono dal niente, ma sono "vecchie
volpi" del reggae nazionale, con il cuore in Giamaica e la
base in Italia. Abbiamo comunicato via e-mail con una delle anime
del gruppo, Alessandro Soresini che assieme a Gianluca Pelosi e
Marco Zaghi costituisce il "cuore" del gruppo.
Un altissima professionalità. E’ questa l’impressione
che si ricava dal primo ascolto del disco. Suona benissimo! Così
bene che non sembra un prodotto italiano. Infatti, almeno in parte,
è stato registrato in Giamaica. Per
la recensione del disco guardate qui, per l'intervista continuate
a leggere.
Ti
ringrazio per i complimenti. L'album SMOKE è la simbiosi
che da anni esiste tra Italia-Giamaica. Buona parte del lavoro è
stato svolto qui, il missaggio ed alcune tracce invece sono state
eseguiti in Giamaica, era inevitabile dato che ormai da anni si
frequenta l'isola con un fruttuoso rapporto lavorativo.
La
Giamaica è una passione che vi portate nel cuore da sempre.
Infatti due terzi degli Smoke sono vecchi frequentatori del campo.
Vuoi ricordare come è nato il progetto? Siete solo in tre
a portarlo avanti, più ospiti o il nucleo fisso è
più ampio.
Dopo aver suonato per anni assieme, per me e Marco Zaghi è
stato molto naturale assecondare l'esigenza di fare musica, non
solo per condividere palchi e tournèe ma anche per sperimentare
l'esperienza di lavoro come produttori.
Con Gianluca Pelosi al basso, negli ultimi anni sempre impegnati
assieme nel binomio basso-batteria, abbiamo capito che il terzetto
era efficace e maturo per celebrare la nascita degli Smoke. Ora
che siamo in tour ed anche la band si sta affiatando sempre più,
sicuramente nella realizzazione del nuovo disco verranno chiamati
in causa i musicisti ed amici con i quali siamo sicuri che l'intesa
musicale è molto efficace. Soprattutto per quanto riguarda
Sean Martin, cantante frontman del “Rise Up Tour”, non
ha partecipato alla realizzazione dell'album SMOKE essendo intervenuto
dopo. Con lui abbiamo trovato l'affinità artistica che cercavamo,
è molto versatile, professionale, sarà un piacere
intraprendere la nuova avventura Smoke con lui. Il nucleo comunque
non cambierà.
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Smoke: "Smoke"
Progetto reggae che
più reggae non si può. Più giamaicano dei
giamaicani e assolutamente godibile. un disco che non ha niente
di italiano. Ma non è un male! |
Cito
sempre un musicologo inglese che anni fa, ai tempi dell’esplosione
dei Modena City Ramblers, si chiedeva perché mai la musica
alternativa in Italia dovesse suonare identica a quella dei pub
irlandesi. Adesso è la Giamaica. Tutti suonano reggae. Voi
avete iniziato nel ’91, quindi siete della prima ondata, ma
tutti gli altri? A cosa è dovuto il boom del reggae in Italia?
E non credo che sia una questione religiosa (rasta) o di omofobia
latente (Buju Banton). Voglia di evasione esotica? Fuga dalla realtà?
Mistica delle maria? La relativa facilità di questo musica?
Non è assolutamente semplice suonare il reggae, è
vero che al giorno d'oggi tanti nuovi gruppi si avvicinano a questo
stile e, ahimè, purtroppo pochi riescono a suonarlo bene.
Ci vuole innanzitutto una profonda conoscenza e rispetto per la
cultura black, credo non basti il solo ritmo in levare per poter
dire che molta gente suona del reggae. Certo è un bene che
ci sia sempre più interesse per questa musica che affonda
le sue radici nel passato degli schiavi africani. Credo che il reggae
sia diventato più popolare semplicemente perchè nel
corso degli ultimi anni la fusione con l'hip hop e' stata fondamentale
per espandere questo curioso ritmo alla massa. I giamaicani stessi
non sono rimasti indifferenti alla cultura musicale della vicina
America, del resto anche Marley veniva ispirato dalle radioline
che suonavano la musica dei cantanti soul americani. Anche il largo
utilizzo tra i giovani dell'innocua Ganja contribuisce ad un'inevitabile
e piacevole avvicinamento al reggae.
I
vostri testi sono tutti in inglese. Pronti per il mercato internazionale.
Ma ho letto anche che lo avete fatto per rispetto agli ospiti internazionali
che hanno cantato con voi (o per voi). Smoke in italiano sono previsti?
Di cosa parlano i vostri testi?
I testi sono in inglese appunto perchè i vari cantanti che
hanno contribuito alla realizzazione del disco non sono italiani
ma anche perchè da subito volevamo dare all'album un sapore
più internazionale affinché la nostra musica venisse
capita da più gente possibile. Non so ancora se gli Smoke
faranno dischi in italiano. Per noi non è un problema, parliamo
tutti l'inglese e abbiamo una grande voglia di uscire dalla penisola,
del resto è da anni che la giriamo in lungo ed in largo.
Inoltre le nostre collaborazioni con artisti stranieri ci consentono
di credere che cantando in italiano ci precluderemmo tante strade.
In questo disco il filo conduttore dei testi è l'amore, l'amore
che può esserci tra due amanti, ma anche l'amore universale,
il rispetto per le altre culture, l'amore che in questi tempi di
guerre nel nome del Dio denaro è sempre meno. Crediamo che
l'amore in generale sia una cosa stupenda.
Quale
pensate sia l’influenza delle vostre radici nella musica che
proponete? E’ così “perfettamente giamaicana”
che potrebbe davvero non c’entrare niente con l’Italia.
Oppure secondo voi ci sono semi e segni che indicano la vostra provenienza.
Personalmente è da quando ho iniziato a suonare che adoro
il reggae, una dedizione che ha sempre impegnato la mia vita in
modo totale. Mi sono impegnato in viaggi e lunghe permanenze in
terra di Giamaica per poter catturare fino in fondo lo spirito e
la cultura dei giamaicani e per poter rappresentare al meglio lo
stile reggae. Ho avuto l'onore di registrare in studio con artisti
come Morgan Heritage. Le nostre radici sono inequivocabili ma neanche
ci impegniamo per far sembrare la nostra musica giamaicana. La musica
è lo specchio dell'anima... il più delle volte un
musicista suona quello che è in quanto uomo e secondo le
proprie personali esperienze di vite. Per questo consiglio sempre
la massima predisposizione all'apertura mentale e sopratutto al
confronto. Credo comunque che nel disco ci sia ben poco di italiano.
Le
vostre preferenze musicali, oltre al reggae, a cosa sono indirizzate?
C’è qualche gruppo o autore che vi piaccia anche nel
panorama italiano?
Siamo tutti musicisti molto aperti verso tutta la musica ben fatta.
360 gradi, full circle. La passione per la musica black viene prima
di tutto. Il panorama italiano trovo sia un disastro totale pieno
di immondizia musicale, come diceva il buon vecchio Battiato. Si
salvano veramente poche realtà.
Primo
album splendido e molto ben riuscito. Veramente una gioia solare!
Tant’è che un vostro pezzo (“Ciao amore”)
è stato scelto tra “I dischi per l’estate”
di Bielle (è un concorso, si vota fino al 21 settembre).
Ma adesso? Quali saranno le prossime puntate degli Smoke?
Siamo molto onorati per scelta, mi auguro porti fortuna anche a
voi come è successo a noi. Adesso siamo in giro per l'Italia
con il “Rise up Tour” affinché più gente
possibile possa conoscere e supportare SMOKE. Una parte del nostro
cuore però e' già pronta a catturare emozioni per
realizzare il prossimo disco.
Intervista
effettuata via e-mail in agosto 2006
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