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BiELLE INTERVISTE
Paolo Conte: prima di Razzmatazz
di Vincenzo Palatella

Avere un'intervista con Paolo Conte resta un sogno per molti. Clamorosamente Bielle ha avuto un'intervista esclusiva con l'avvocato ai primissimi tempi dalla sua nascita, grazie a Vincenzo Palatella, curatore del sito "Il cielo su Torino" (ora anche blog). A distanza di anni ve la riproponiamo, perché persa nei meandri del nostro archivio si farebbe fatica a recuperarla.

Come vive il suo successo all'estero?
Devo dire bene, perché se di successo si tratta automaticamente non posso che viverlo bene. Lo vivo bene da anni, ormai, perché ho cominciato con la Francia che mi ha aperto le sue porte e mi ha trattato molto bene. Poi il successo francese è stata una credenziale importante per tutta l'Europa e in seguito anche per gli Stati Uniti.

Qual è il suo rapporto con i paesi esteri dove suona?
E' il rapporto di uno che arriva all'aeroporto, viene prelevato, portato a fare una doccia in albergo quando va bene, fare le prove. cerchi di vedere, in quei dieci minuti qualcosa della città, cerchi di annusare l'aria, di capire qualche cosa di quella città in un modo molto istintivo, niente di più.

Si sente portatore di una certa italianità quando è sul palco?
Sì, ma per un fatto puramente anagrafico. Psicologicamente non tanto, perché non ho mai desiderato piazzare dei confini, l'arte deve sempre essere a disposizione di tutto il mondo, senza confini di lingua e di altre connotazioni.

Il pubblico che lei trova all'estero è composto in maggior misura da emigranti italiani o da nativi del luogo?
Sono tutti del posto, immigrati quasi niente. Ho incontrato soltanto un numero nteressante ma di studenti in Inghilterra, ma immigrati zero, anche perché il genere che faccio io non è quello che l'emigrante ama.

E riguardo al successo di "Genova per noi" negli USA?
Questa è una storia venuta fuori forse da un mio colloquio con un giornalista. In generale posso dire che siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla grande attenzione che gli americani hanno riservato alla nostra musica ma soprattutto all'aspetto letterario del testo. Erano particolarmente sensibili ai testi, a ciò che volevo dire e a quello che significavano le canzoni. E' una bella soddisfazione, perché è un segno di maturità che
scavalca le barriere della lingua, mentre in Italia il pubblico non ha ancora raggiuto questa maturità. Il primo impatto con in pubblico statunitense è stato certo contraddistinto dall'aspetto musicale, ma in seguito ho notato, soprattutto in base alle domande che i giornalisti mi facevano, un'attenzione particolare per i testi.

In primavera sarà tempo di un nuovo tour negli USA.
Sì, ho una richiesta di tanti spettacoli su tutto il territorio. Sarà un' esperienza piuttosto pesante ma speriamo vada tutto per il meglio.

C'è molta curiosità attorno al suo prossimo album.
Tra quelli curiosi ci sono anch'io.Perché dal momento che non l'ho ancora finito, non l'ho ancora messo a punto, ci sto lavorando e devo capire anch'io cosa ne uscirà fuori.

Ma si tratterà di Razzmatazz?
Può darsi, ci sono tante così nell'aria.

C'è un concerto a cui lei è legato particolarmente?
Ricordo con grande affetto i primissimi concerti, quando andavo in giro da solo. Per esempio ricordo Verona, ma sono ricordi particolari, così come il primo concerto a Parigi.

Come vede l'attuale scena musicale italiana? Sulle sue orme si sta ponendo Gianmaria Testa.
Io non accetto assolutamente di avere degli allievi o dei discepoli, e non perché non li voglia io, ma perché sono convinto che ognuno abbia la propria personalità.

Ma per quanto riguarda il successo all'estero.
Gianmaria Testa, da quanto mi risulta, ha fatto una sera all'Olympia. Io quando vado ci sto tre settimane. Con tutta la simpatia che posso avere per lui si tratta di altri pesi e altre misure, anche se spero che Testa, che mi sembra molto bravo, possa avere tutto il successo che merita.

Tornando al resto della scena musicale italiana?
Non sono informato a sufficienza, sento qualcosa per caso, anche perché quando ascolto i miei dischi ascolto vecchio jazz e musica classica. Mi sembrano molto interessanti questi gruppi, tipo Mau Mau, Almamegretta, La Crus, che con il collettivo sembrano ottenere risultati migliori del singolo cantautore.

Intervista effettuata nel 2000

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