| Cosa
sto facendo: Ecco in breve (si fa per dire) Ormai da 3 anni ho avviato
una collaborazione con Gian Antonio Stella, il noto giornalista
del Corriere autore di libri di grande successo come "L'orda"
sull'emigrazione italiana o l'ultimo "Il maestro magro"
che ha già avuto molti riconoscimenti.
Gian Antonio,
"La Compagnia delle Acque" - un gruppo
di musicisti e cantanti che ho fondato per eseguire vari repertori
"storici" - ed io abbiamo realizzato un bel numero di
spettacoli che stanno girando l'Italia.
Il primo è
stato "L'orda. Storie, canti e immagini di emigranti",
che dal 1993 ad oggi ha fatto circa 120 repliche e ancora gira.
Il secondo è stato "Odissee. Canti, storie e
immagini di mari e migranti" tratto dall'omonimo libro
di Stella e che ha come tema i viaggi in nave e l'accoglienza dei
nostri emigranti nei diversi paesi dove andavano.
Come puoi immaginare
il repertorio al quale abbiamo attinto è stato quello della
canzone popolare che parla di emigrazione e migranti. Ma non solo:
la ricerca che il lavoro teatrale ci ha fatto sviluppare si è
indirizzata anche su repertori meno noti, per esempio quello di
canatutori brasiliani di lingua "talian", una specie di
antico veneto misto ad altre influenze, che ancora oggi scrivono
e cantano in questa lingua che, va ricordato, è la seconda
parlata nel Brasile (la prima ovviamente è il portoghese).
Per capire il fenomeno: sono 26 milioni i discendenti dei nostri
emigranti e quasi tutti parlano, o almeno comprendono il "talian"
e nel Rio Grando do Sul, dove i nostri "oriundi" sono
il 52% della popolazione e sono circa 150 le radio che trasmettono
interamente o parzialmente in "talian", ricercatori veneti
hanno raccolto centinaia di canti popolari delle nostre regioni,
molti dei quali ormai dispersi nella nostra memoria.
Sempre per
questi spettacoli sull'emigrazione ho scritto anche delle nuove
canzoni: una "Noi" con il testo
scritto a quattro mani da me e da Isa. Inoltre nell'Orda abbiamo
utilizzato anche canzoni del repertorio classico come "Lacreme
napulitane" e "Fox trot della
nostalgia" e anche canzoni d'autore, come
"Ciao amore ciao" l'ultima canzone di
Tenco che pochi, quella terribile volta di Sanremo, avevano
capito essere un canzone di emigrazione. Da questi spettacoli abbiamo
tratto anche due CD ("Quando emigranti" e "Povera
gente", Nota editore) che hanno avuto e stanno avendo
un buon successo.
Il terzo spettacolo
si chiama "I banditi della libertà"
ed è dedicato al tema della lotta antifascista e della resistenza.
Questa volta il testo lo abbiamo scritto Stella ed io e non è
tratto da un suo libro. È uno spettacolo ricco di canti di
quel periodo storico, non solo legati alla lotta partigiana, per
esempio ci sono anche canzoni fasciste di un certo interesse storico
e anche musicale (il fascismo utilizzò moltissimo la musica
e non solo per i suoi inni, ma anche e soprattutto per il sottile
condizionamento quotidiano ed ebbe autori di assoluto pregio come
Rodolfo De Angelis, per esempio); ai canti si associa
un repertorio di immagini veramente ricchissimo.
Infine veniamo alle
novità.
Abbiamo presentato
al festival internazionale della letteratura di Mantova il nuovo
spettacolo "Il maestro magro", tratto
dal romanzo omonimo di Stella e ha raccolto molti
consensi. Il romanzo si svolge nell'Italia del dopoguerra e arriva
alle soglie del miracolo economico, primi anni sessanta.
Anche qui ci sono immagini
e per quanto riguarda le musiche ho scritto, con la collaborazione
del mio pianista Paolo Favorido, le musiche originali di scena e
una nuova canzone dove tratto il tema della lunga attesa di quelli
che erano dati per dispersi nei vari fronti. Il resto delle canzoni
sono tratte dal magnifico repertorio di Cantacronache e da altri
autori del periodo o che hanno trattato il periodo. Ci sono anche
vecchie canzoni mie che provengono da storie di quegli anni.
In questi giorni stiamo
incidendo il CD con le canzoni di questo spettacolo.
Nei prossimi
mesi riprenderemo una cosa che abbiamo fatto in una serata evento
al Piccolo di Milano dal titolo "Razze"
e lo ridurremo ad uno spettacolo teatrale sul tema del
razzismo; dico lo ridurremo perché l'evento durò 2
ore e mezza e vedeva la partecipazione di Bebo Storti e
di altri attori e testimoni.
Come vedi
non mi do pace, e la cosa mi fa stare bene. È come se stessi
mettendo ordine nella mia memoria e restituendo a chi ha voglia
di ascoltarli tutti quei documenti di vita che ho avuto la fortuna
di incontrare ed apprendere. Non sono solo un cantautore, mi sono
sempre occupato di ricerca sul campo e dei diversi repertori popolari
e non, accumulando esperienze e conoscenza (per esempio in questi
giorni è uscito un altro CD sempre delle edizioni Nota, che
raccoglie i risultati di una ricerca che ho condotto, con il gruppo
del Nuovo Canzoniere Veneto, nel 1972 ad Anguillara
Veneta, alle foci dell'Adige in provincia di Padova). In questo
momento di confusione e di vuoto culturale cerco di dare il mio
piccolo contributo a tener viva la memoria, una ricchezza assai
rara e che noi il più delle volte, provinciali come siamo,
disdegnamo come se fosse un marchio di arretratezza e conservazione.
Si capirà poco del futuro se non sapremo imparare dalle lezioni
del passato e a me sembra che del futuro prossimo venturo stiamo
capendo sempre meno.
Naturalmente
non ho dimenticato di essere anche un cantautore. L'anno prossimo
"Nina" compie quarant'anni (l'ho composta
infatti nell'aprile del 1966). Farò il possibile per produrre
un CD che raccolga le mie canzoni vecchie (e difficilmente trovabili)
più significative e alcune di nuove che scalpitano per farsi
sentire.
Suonano con
me 4 bravissimi musicisti ( Paolo Favorido tastiere,
Rachele Colombo percussioni, chitarra e mandola,
Simone Nogarin basso e chitarre, Maurizio
Camardi saxofoni).
Se vuoi avere
qualche altra informazione su alcuni degli spettacoli che sopra
ti ho descritto, puoi visitare i seguenti siti
www.orda.it
www.odissee.it
www.ilmaestromagro.it
Intervista
effettuata via e-mail nel dicembre 2005
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