| Carissima
Lucia, sai quelle strane cose per cui tieni una lettera per mesi
e mesi sulla scrivania senza darle conto, e un giorno, ma non un
giorno qualsiasi, il primo giorno di un nuovo anno, decidi che in
quel preciso istante devi DEVI rispondere a quella lettera.
Quì nel mio aranceto soffia un vento troppo nordico perchè
le mie arance possano sentirsi a loro agio; quelle poche rimaste,
ovviamente, perchè altri sei vagoni e mezzo sono partiti
alla volta del freddo nord per conto della furbissima Coop che me
le ha comprate (quasi rubate) già un mese e mezzo fa.
C'è
troppo vento per uscire in bici ed anche per una passeggiata fra
i campi. Nei momenti in cui non faccio il contadino ma il musicista,
e il cantastorie vado, incontro, canto.... questa sera altro concerto
a Lentini, poi Siracusa, Priolo... insomma un bel periodo ricco
di impegni. Sono appena tornato da Cremona, Torino (il mitico Folkclub)
e La Spezia. Il nuovo disco, uscito a febbraio per Ekomusic "Sicily",
non so se tu ne hai una copia, continua ad andare molto bene. Non
per merito mio; ho deciso (forse furbescamente) di pubblicare una
re-interpretazione delle celebri canzoni siciliane, un disco di
cover insomma!
Ma non i canti popolari dei braccianti, delle lavandaie, dei pescatori....
no!!! proprio le canzoni del folklore più trito e ritrito,
quelle che ho detestato per tutta una vita. Ho pensato che forse
si poteva fare qualcosa per loro, magari ri-cantarle in un modo
più sobrio, meno carnevalesco. Insomma un disco solo voce
e corde (vocali e chitarristiche). In Sicilia è stato un
vero trionfo. Nel resto del paese (quello che noi quì chiamiamo
Litalia) è stato accolto più che favorevolmente: non
avevo mai venduto così tanti dischi in così breve
tempo.
E quindi vado avanti a presentare questo cd, ma sto già scrivendo
i pezzi per il nuovo disco; quello cantautorale... non si può
vivere sempre di rendita folkloristica. Il pezzo che ho fatto per
Tesi ("Lune") pare che sia molto piaciuto
e nel frattempo sto scrivendo qualche brano per il prossimo cd di
Daniele Sepe, per il Parto delle Nuvole
Pesanti e per altri amici che chiedono... chiedono... e
mica le trovo zappando le idee.
Ai
primi di settembre sono riuscito a dare un seguito alla sesta edizione
di Lithos, la mia rassegna di musica acustica,
popolare e contemporanea che organizzo alla faccia degli enti sempre
più risparmiosi, cornuti ed ignoranti. Non riuscivamo più
a contenere il pubblico per le quattro serate. Forse il vero problema
oggi è quello di avere la pazienza e la forza per dare una
continuità alle cose. Poi la gente capisce, ti segue, ti
premia. Non serve più il manifestone 6x3, il martellamento
delle radio; sanno che c'è un appuntamento che a loro piace...
ti vengono a cercare loro.
Forse spesso cerchiamo quel famigerato tuttoesubito troppo subito
e troppo tutto. Insomma adesso sto proprio andando ruota libera;
fra poco ti parlerò pure dei miei sei cani o della gatta
che risponde ai fischi come un cane e mangia nelle loro ciotole....
basta... fermatemi.... che dire.... appena ho qualche nuovo pezzo
per il nuovo disco, mi piacerebbe presentarlo a Milano. Stavolta
voglio suonarmi i pezzi davanti alle persone prima di entrare in
studio a registrare... voglio che sul disco sia presente anche l'energia,
gli occhi e il sentimento della gente che ha ascoltato i brani.
Pazienza perderò per qualche mese la possibilità di
vendere qualche cd... ma chissenefrega!.... alla fin fine ci sono
sempre le arance, navel-tarocco biologiche e grosse quanto un'anguria.
Mi ha fatto molto piacere parlare con te stamattina.
Un bacione e che sia un anno.....come tu desideri (quindi attenta
a desiderare bene!!)
Ciao
Carlo
Intervista
effettuata via e-mail nel dicembre 2005
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