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BiELLE
Film |
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| "Thumbsucker", dal pollice in bocca al sogno di mostrare l'eloquenza in tv |
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Sundance un altro esempio di come in Usa si possano raccontare piccole
grandi storie. Perfino con la complicità di qualche star Justin (Lou Taylor Pucci) è lontano dalle atmosfere soprannaturali del suo coetaneo, ma è pure lui un adolescente problematico, con un urlo strozzato in gola che non sa come tirare fuori. Urgenze di cercare di capire e farsi capire, di trovare un posto nel mondo. La sua chiusura verso di esso è tutta in un gesto: succhiarsi il pollice. Un vizio che i genitori (interpretati da Tilda Swinton e Vincent D'Onofrio) tentano di fargli perdere in tutti i modi. In mezzo ci sono i primi approcci con le ragazze e il fumo, la curiosa amicizia/odio con il suo dentista (un insolito Keanu Reeves), la disarmante saggezza del fratellino. I genitori che anche fra loro hanno difficoltà a capirsi davvero, un presunto adulterio della madre con una star di Hollywood che poi si rivela tutt'altro in una gag grottesca e decisamente "scorretta". Tratto dall'omonimo romanzo di Walter Kirn, passato per il Sundance Festival, "Thumbsucker" è esemplare del cinema americano alternativo, quello capace di mettere insieme un cast di ottimi attori e di raccontare una storia. Infinitamente piccola ma al tempo stesso universale. L'adolescenza cambia eppure non cambia mai. I modi di viverla cambiano ma, dentro, le sensazioni sono sempre le medesime. La difficoltà di esprimerle pure. È bello che ci sia chi provi a farlo per vie traverse come in questo piccolo film. Come è successo con Jake Gyllenhaal, di Lou Taylor Pucci sentiremo parlare. Del regista Mike Mills, pure. La
frase: me lo devi dire. Com'è la sua vagina? |
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Ultimo
aggiornamento: 02-07-2006 |
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