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"Three dollars", i pochi spiccioli che restano
di una vita serena

Dall'Australia una storia che può sembrare la vita di chiunque. Nel microcosmo felice in cui inizia e nei drammi che la costellano
di Alfredo Ranavolo
Eddie Harnovey (David Wenham) ha un buon lavoro, una casa con giardino, una moglie, Tanya (Frances O' Connor) una figlia e non è ancora quarantenne. Dalle sue valutazioni di ingegnere chimico dipendono le decisioni su progetti immobiliari che possono fare e disfare fortune e sfortune.

Come quello che gli dà da valutare il suo nuovo capo Gerard, che dà il via, a partire da Gerard stesso (che fu collega universitario e rivale in amore), a una girandola di ricordi. Quelli che lo legano alle terre di infanzia e alla sua prima amichetta, Amanda (da adulta, Sarah Wynter), strappata a questo rapporto infantile di netto da genitori desiderosi di rimarcare le differenze sociali tra le due famiglie.

Amanda tornerà nella vita di Eddie. A intervalli regolari di nove anni e mezzo, per pura casualità. Come uno di quegli eventi a cui vorresti tanto dare un significato ma non sai davvero quale attribuirgli. Come qualcosa che ti sfugge nel senso stesso della sua vita. Come quegli eventi che ne potevano cambiare il corso e tu non lo saprai mai.

I due, però, restano sempre mondi separati. Niente succede al di là di una fantasia di Eddie al primo ri-incontro, una cena per raccontarsi i tanti anni passati al secondo e...al terzo il ruolo di Amanda nella vita di Eddie trova forse la sua collocazione, ma ha troppo a che fare col finale per raccontarlo.

I tanti elementi che rendono quella di Eddie una vita serena cominciano, però, a sgretolarsi uno a uno: la figlioletta ha problemi di salute, la moglie perde il lavoro e non riesce a terminare gli studi, la solidità stessa del suo matrimonio è messa in discussione e alla fine anche il suo di lavoro, per "ecceso di onestà", finisce alle ortiche.

È tra i disperati, verso i quali aveva manifestato la sua solita gentilezza d'animo, ma con la ferma convinzione di appartenere comunque a un altro mondo, che Eddie troverà solidarietà nel momento più difficile: quando sul suo conto corrente rimarranno appena tre dollari.

Al suo secondo lungometraggio, Robert Connolly mostra grande maturità nel raccontare una storia che si fa via via più drammatica in una maniera così lieve, confidenziale, che pur con un finale pienamente aperto non si può che essere ottimisti nei confronti di una persona positiva come Eddie, splendidamente interpretato da Wenham, che fu protagonista anche in "The bank", esordio del regista.

I continui rimandi alle fasi di crescita dei protagonisti non spezzano la continuità del racconto, ma mettono in risalto i tormenti interiori di Eddie, sospeso proprio quando la vita gli si fa incontro a muso duro tra la sottile malinconia dei ricordi e il pragmatico, tangibile bisogno di mantenere la famiglia.

La frase: non devi aver paura di frugare tra i rifiuti. La vera sporcizia la gente se la tiene a casa
Da vedere: perché pur venendo dagli antipodi, è un film assolutamente universale

   
Ultimo aggiornamento: 14-07-2006
 
   
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