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BiELLE
Film |
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| "Sangue", droghe, incesto e scontri con
l'autorità, |
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| Senza
capo né coda l'opera prima di Libero De Rienzo Speravamo di esserci lasciati alle spalle, negli anni '90, quegli intellettualismi fasulli che sulla pellicola diventavano suoni da dormiveglia un po' strafatto, fotografia sgranata, movimenti di camera ubriachi. Con tutta evidenza De Rienzo ci è, invece, molto affezionato e lo ha riproposto scelta per scelta, certamente condizionato anche dai pochi soldi a disposizione. Che avranno influito su necessità stilistiche, non sulla storia che, a voler essere generosi, non esiste. Una sinossi infinita cerca di dare un senso che, dallo scorrere delle immagini, in tutta franchezza non traspare. L'intera vicenda ruota attorno a un rapporto incestuoso tra fratello e sorella, Iuri (Elio Germano) e Stella (Emanuela Barilozzi), tra urla, litigi, riconciliazioni, amore/odio, uso e spaccio di droghe leggere e no, desideri di riscatto cambiando continente.
Il susseguirsi degli eventi è scarso in coerenza, compresa l'intromissione tra i due di Bruno (Luca Lionello), terzo protagonista della storia, al confronto del quale i primi due appaiono quasi nella norma. Poco
male, tanto lo scopo di De Rienzo è quello di far vivere lo spettatore
come in un trip. Sarà pure a buon mercato e meno dannoso di un
trip vero, ma non è un buon motivo per incoraggiarlo a un'opera
seconda. Soprattutto
finanziata ancora con soldi pubblici. La
frase: la verità è una cosa da ubriachi |
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Ultimo
aggiornamento: 09-05-2006 |
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