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"Le mele di Adamo": il frutto del peccato
diventa espiazione

Anders Thomas Jensen dimostra come possono cambiare con poco
i confini tra bene e male

di Alfredo Ranavolo
Se non ci pensa il passaparola, forse è il caso che teniate d'occhio fra qualche mese l'uscita in dvd, che quella in sala non è stata certo in grande stile. Eppure "Le mele di Adamo" merita un pubblico ampio, perché è un film con delle idee.

Piuttosto originali, per quanto su un tema eterno: la lotta tra il bene e il male, che nel film di Anders Thomas Jensen viene sviscerata rivoltandola come un calzino.

In un trionfo di assurdità, i sentimenti che proveremmo per i personaggi (un terrorista islamico, un ubriacone stupratore e cleptomane, una donna a sua volta alcolizzata e desiderosa di ricorrere all'aborto quale "soluzione finale" per un figlioche potrebbe nascere handicappato) se fossero reali, vengono sostituiti da una tenera benevolenza.

Persino per il protagonista Adam (Ulrich Thomsen), che all'arrivo in questo barnum di comunità di recuper sostituisce il crocefisso col ritratto di Hitler. Alla fine, o meglio, all'inizio, il più irritante sembra essere proprio il buon Padre Ivan (Mads Mikkelsen), fino a quando non si scopre che il suo continuo porgere l'altra guancia e negare l'evidenza è allo stesso tempo conseguenza e difesa da una malattia.

La storia è di una semplicita irrisoria: Adam, neonazista, giunto nella comunità per svolgervi pena alternativa al carcere si pone come obiettivo la realizzazione di una torta di mele. All'inizio lo considera una presa in giro. E invece intorno a lui non solo Padre Ivan, ma anche forze soprannaturali paiono prendere la faccenda maledettamente sul serio. Tanto che finisce per farlo anche lui.

Da qui una serie di riflessioni tra cui ognuno può farsi le sue su vita, morte, trascendenza, sofferenza, redenzione e quant'altro. Regia crepuscolare, attori con copiti ben precisi su cosa e come apparire, "Le mele di Adamo" è un crossover di generi sottolineato per intero da una vena di grottesco.

La frase Padre Ivan: gli sparava con una pistola? Adam: no, con una pressa per cialde

Da vedere: per riflettere sulla spiritualità, che a furia di sentire o non voler sentire preti è cosa rara

   
Ultimo aggiornamento: 02-05-2006
 
   
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