Vediamo
un po' se si riesce...
Ci
sono serate e serate... concerti e concerti... occhi
da guardare e occhi in cui perdersi... sorrisi che
scaldano e sorrisi che ti incendiano... ci sono i
concerti che ti fanno battere il cuore a mille...
concerti che te lo raddoppiano... un teatro e 1500
persone a specchiarsi nella bellezza.
La serata era intitolata al "sogno"... e
ai sorrisi delle persone dagli occhi grandi che "si
usa chiamare" diversamente abili o portatori
di handicap... cominciano i Luf che
avevo sentito solo un 10 minuti ad Osnago quest'estate.
Mi son piaciuti molto, semplici, diretti e soprattutto
"da ballare". Nell'ultimo pezzo, "O
pescator che peschi" son saliti anche
Sandro e Marino, quest'ultimo con maglietta nera di
Billy Bragg e cappellino "indescrivibile".
Parte la session di Graziano Romani...
Graziano l'ho conosciuto quest'estate a Casalgrande
dopo una session postConcerto coi fratelli...
Mi
sembrava uscito da qualche film degli anni 50, maestoso,
fiero, ispirato, quasi visionario... non conosco assolutamente
le sue canzoni, ma nelle due serate che ho visto mi
ha dato un sacco di energia, adoro le persone che
"ci credono" e lui crede ad ogni accordo
e ad ogni parola a cui dà voce... le canzoni
che mi hanno colpito di più sono state "Da
quale parte stai", "C'è bisogno di
un sogno" e soprattutto "Dio
della radio" e "Adios"...
La
chitarra di Sandro ha sputato fuoco e si è
amalgamata molto bene nelle canzoni di Graziano...
un po' meno Marino che, come sempre fa quando non
conosce appieno accordi e parole, "fa un po'
finta di suonare".
Arriva
la session dei fratelli Severini insieme a tutta la
band di Graziano. Mi erano state anticipate "canzoni
impossibili" che nessuno si sarebbe aspettato
... è stato "ancora di più".
Inizio con "Cambia il vento"
e poi via via una reggaetissima "Bandito
senza tempo", una splendida "Se
mi guardi vedi" (più la ascolto
e più penso che sia la cosa più bella
mai stata scritta e cantata da loro), Quando
gli angeli cantano (grande duetto con Graziano
che ha voluto questa canzone "elettrica"),
La pianura dei sette fratelli, una
magnifica versione di Paz... e poi
ci si alza dalle "poltroncine" per sudare
un po' sotto il palco...
"L'altra
metà del cielo"... e chi se lo
aspettava? Senza parole...
"E
un nido di stelle e un tetto di vento con me porterò"
...e per finire una "Fino alla fine"
da saltare e da "salvarsi"...
Graziano
ha detto "di tenerci stretta questa serata"...
ha già detto tutto lui. Alcune canzoni Gang-Graziano
hanno avuto sfumature impreviste, improvvisazioni.
C'è sicuramente da "provare di più",
ma gli errori profumavano sempre di "ispirazione"
e spero col cuore che questo progetto abbia "domani"
e "futuro".
Keep on
Rocking in a free world ...scappo che Joe Strummer
sta salendo sul palco per fare “London calling”
coi Pogues.
La serata
poi è continuata con Bob Dylan... e coi saluti
e i camerini in cui ci si è intrufolati un
po' furtivamente... alla prossima, sulla strada...