La
stanza è molto lunga e sui lati ci sono tavoli,
poltrone, divani e cuscini; la luce è soffusa.
Sul fondo due gradini bassi portano a quello che è
il palco, in fondo una specie di sipario color porpora
aperto. Alla sinistra dell’artista una lampada
rossa accesa e sulla destra un pianoforte a muro e
un riflettore. Ecco il Matatu, un locale dove Luigi
Grechi ama tornare perché come dice ad inizio
concerto, si sente a casa e “l’atmosfera
mi ricorda quella del Folkstudio”.
Oltretutto Luigi in quel di Milano, ha trascorso vent’anni
di vita. Vita lavorativa , tiene a precisare. “Ed
è un bene per il comune di Milano che si è
arricchito grazie a me” sottolinea sorridendo
sotto i baffi..
Grechi introduce brevemente la serata ricordandoci
con ironia che questa sarebbe stata la prima data
del tour “Luigi Grechi Tempesta nel
Nord”, è sulla scena da solo,
accompagnato solo dalla chitarra acustica, milanese
anch’essa; quindi senza la Bandaccia composta
da Dajani Sciapichetti, Alessandro Valle e
Franz Mayer,con cui ha inciso l’anno
scorso il mini cd “Campione
senza Valore”contenente quattro vecchi pezzi
riarrangiati [vedi
Intervista].
Un concerto di Grechi è ottima musica e belle
canzoni prima di tutto, ma grazie soprattutto alla
sua voglia di raccontarsi, non è solo musica.
E’ bello sentire un artista che illustra le
fonti della sua ispirazione, che racconta come l’idea
di una canzone possa nascere da due righe lette in
un libro, o da una scritta a vernice su un ponte di
Roma. Ad esempio da una frase del libro di Gesualdo
Bufalino, “Argo il cieco ovvero
i sogni della memoria” nasce l’idea
per "Pozzo No 9".
“Azzardo” ,
la prima canzone proposta, può invece essere
associata alle atmosfere dei romanzi di Piero Chiara,
in particolar modo a “Il piatto piange”,
con le sue serate invernali trascorse in una casa
su un lago giocando a poker mentre fuori c’è
nebbia e neve. Una scritta a vernice a caratteri cubitali
che campeggiava su un ponte di Roma che recitava “Manuela
ti amo”, è lo spunto di partenza di
“Tutta la verità su Manuela”;
in questa canzone Grechi immagina una ipotetica riflessione
dell’autore di quella scritta dopo tanti anni.
Dall’ultimo Cd “Pastore
di nuvole” vengono tratte il Country di
“Stivali e Tequila”,
la autoironica “Eccolo lo stronzo”,
“Venti gradi sotto zero”, “Le Vespe”,
“Supergatto”(già
contenuta in lavori precedenti) e una intensissima
“Pastore di nuvole” accolta
da calorosi applausi fin dai primi accordi.
Immancabile e attesa, viene proposta anche “Il
Bandito e il Campione” , forse
la sua canzone di maggior successo. “Il
mio cappotto”, la prima canzone
scritta da Grechi, riassume perfettamente la dicotomia
tra il desiderio di andare alla Chatwin e la voce
del suo cappotto nelle vesti di un petulante grillo
parlante, che gli consigliava di smetterla con la
vita passata “on the road”[vedi
Intervista] .
Molto suggestiva la versione di “Banana
Republic”, cantata metà
in inglese, seguendo il testo originale e metà
in italiano seguendo la traduzione scritta da suo
fratello Francesco De Gregori all’epoca
del tour omonimo con Lucio Dalla. Completano la scaletta:
“Senza domani”
e “Fin dove la strada va”
(traduzione da Tom Paxton). Chiude il concerto un
altro brano storico di Luigi Grechi che è la
“Coperta indiana”, versione
adattata in italiano di una canzone di Tom Russel;
la canzone originale narra una vicenda ambientata
sulle Rocky Mountains che nella traduzione italiana
viene ambientata da Grechi sugli Appenninni perché
come ci spiega lui stesso: “Tutto può
succedere ovunque e in ogni luogo basta che sia una
coperta indiana”.
E’
un concerto che strizza l’occhio più
al country di oltreoceano(della sua passione per la
musica americana racconta ampiamente nell’intervista)
, che a uno stile da cantautore tradizionale. Dice
di non essere un chitarrista ma il suo stile è
asciutto e convincente e non si fa mancare neanche
qualche assolo, la voce è calda e avvolgente
e l’insieme è indubbiamente suggestivo
e di grande impatto. Senza contare che in un contesto
come quello del Matatu, la bravura e il carisma di
Grechi sembrano trovare il loro ambiente più
congeniale.
Il concerto ha avuto un breve prologo con l’esibizione
del promettente giovane cantautore milanese, Marco
Levi che ha proposto cinque pezzi, “Mentre
mia madre dormiva”, “Elis Regina”,
“Topo di strada”, “Il tuo paese”,
“Persona sola”.
Dopo la
data milanese, Grechi suonerà il 24/02/06 al
“Good Devil” di Varago di Maserada [Tv],
il 25/02/06 allo “Stop and go” di Paderno
di Ponzano [Tv], il 02/03/06 al “Sacco e Vanzetti”
di Concordia Sagittaria [Ve] e infine il 03/03/06
all’”Osteria Rivo di Paluzza” di
Sutrio [UD].
Se passate
da quelle parti, se ancora non si fosse capito, vi
consiglio vivamente di non perderlo.