Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.
















Presentazioni & Concerti

Sergio Borsato e Massimo Bubola. Mestre, Teatro Toniolo, 5 novembre 2006
di Andrea Barbazza

In un primo momento avrei scritto una recensione così: “Gettando un’occhiata in internet, scopro che Sergio Borsato è stato, in lungo ed in largo, il giovane cantore di un partito che si schiera a destra (ed io sono l’inviato di Bielle, fate voi…). Quindi mi reco con una piccola prevenzione al concerto, non tanto nei confronti del palco, quanto nei confronti della platea (nel web c’era un tamtam di attivisti che si chiamavano a raccolta).

Se avete mai sentito parlare del centro De Andrè di Marcon è probabile che abbiate sentito parlare del mio amico Fabio, mio partner in questa avventura (guardandomi negli occhi mi dice: ‘se ci troviamo in un’adunanza ti mollo su due piedi’). Eccetera eccetera. Invece no: un paio di ululati in sala, una canzone “combattente” (ma se sei di sinistra te la canticchi per te), ed attorno un paio d’ore di concerto rock. Quindi: se siete schierati con lui, non comprate il suo disco perché pensate che contenga inni. E se siete dell’altro lato dell’arco non lo evitate: è un piacevole rock italiano. Il concerto, peraltro, è stato introdotto dal presidente della municipalizzata (Margherita) e dal Verde assessore alla cultura, affascinante professoressa che s’è prodigata ad indicare Borsato come esponente del veneto musicale, veneto da riscoprire. Bipartisan.[…]”

Poi ho pensato ad una recensione così: “Acquistate in blocco i dischi di Ligabue? Non vi dispiace De Gregori e Luca Carboni? Borsato è un mix dei suddetti… è ovvio che non sempre l’insieme è superiore della somma delle parti, però un Liga-fan mica può bere Lambrusco rose e coltelli 24 ore al giorno. Borsato non è nessuno dei tre musicisti sopra (e neppure qualcun altro di quelli in circolazione) però in qualche maniera dovevo pur descrivervelo… che vi dico, che è bruno, due gambe, due braccia, …? Ha due voci, una più roca, caratterizzata, ed una più… normale, che usa nei pezzi nei quali cerca d’essere maggiormente raffinato. Diciamolo: questa seconda la trovo abbastanza anonima. I pezzi sono un buon misto di idee innovative su pezzi un po’ sentiti e di refrain non freschissimi e sornioni su trame abbastanza originali. Colorerai il mio mondo e Bastimento hanno trame originali (Bastimento parte benissimo, sale idem… ma al ritornello Fabio ed io ci siamo guardati negli occhi…), Dentro al cuore e Battere e levare (le mie preferite) belle idee.[…]”

E che ne dite di questa? “È stata una grandissima emozione. Non so cosa ne pensate voi, ma quando, in un unico concerto, vi capita di ascoltare tre delle più belle canzoni italiane contemporanee (Avventura a Durango, Fiume Sand Creek, Il cielo d’Irlanda)… beh… insomma… una grandissima emozione, ecco! Massimo Bubola. MASSIMO BUBOLA. E Sergio Borsato (con Marco Fanton alla chitarra: doverosa menzione) a duettare con lui. Ancora non ho idea di cosa combinerà “da grande” Sergio Borsato, ma Massimo Bubola ha detto che è amico suo, e che collaborerà con lui. Fate finta di essere un metro e novantacinque, in USA, e di cercare un buco di squadra NBA che vi raccatti… è dura, non è vero? Ora pensate la stessa cosa, ma nel campetto dietro casa vostra si scarica i nervi Michael Jordan… si chiama ‘rubare il mestiere’, ma è una cosa lecita, anzi! Da incoraggiare![...]”

Questa è l’ultima (per il momento) che m’è venuta in mente… “Chiunque sia (o si creda, o si spacci, o l’abbiano eletto, o…) critico musicale ricade in una delle due categorie seguenti: o è uno che sa di essere un musicista fallito, oppure uno che non lo sa (ma lo è ugualmente). Avrei voluto suonare perché amo la musica, ma non ho avuto tempo, voglia, predisposizione, testardaggine. In Sergio Borsato si vede una persona con queste quattro peculiarità. Persino quando rimane dietro le spalle di Massimo Bubola, in silenzio ed a braccia conserte, a presidiare il palco con la chitarra che gli pende dalle spalle a mo’ di spadone. Non penso mi capiterà di comprare un suo album, proprio non rientra nei miei gusti, ma sentire talvolta una sua canzone alla radio non mi dispiacerebbe. Quindi gli faccio i miei migliori auguri: continua, anche per me che non ho potuto farlo. Avrai un tuo pubblico perché te lo meriti, perché nelle canzoni che scrivi e che canti ci metti davvero te stesso. In bocca al lupo.[…]”

Un pubblico per gli “Occhi di lupo”..

22-11-2006
HOME