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Presentazioni & Concerti

Baustelle: lavori in corso sulla strada della professionalità
di Luca Bartolini

Arriviamo al Rolling Stone intorno alle 22:00 e una fila di quelle dimensioni è una cosa che, senza esagerare, raramente è capitato di vedere davanti al locale meneghino. Dopo una buona mezz’ora di coda al freddo entriamo, giusto alla fine del set della terza delle quattro band in programma prima del concerto dei Baustelle. Qui sorge spontanea una domanda: perché la data milanese del tour che promuove il loro primo album con una major deve vedere il gruppo di Montepulciano recitare il ruolo di evento di punta all’interno di una serata di gruppi emergenti?

Non che ci sia qualcosa di male, anzi, nulla da ridire se vuole essere una scelta dei Baustelle stessi al fine di mantenere un basso profilo o di promuovere la musica "giovane"; se invece si tratta del risultato di una grave miopia di chi gestisce questo tipo di serate, la cosa è piuttosto deprimente. Il locale non avrebbe certo risentito di una data con in programma il solo complesso toscano, visto che siamo quasi al limite dell’agibilità e la stragrande maggioranza dei presenti che stipa il locale è li per loro. E si fa sentire protestando a gran voce quando l’ultimo dei gruppi emergenti ha “l’ardire” di eseguire una canzone più del previsto.

Insomma una data milanese tutta loro i Baustelle la meritano ampiamente e se ce ne fosse stato bisogno, lo dimostrano fin dalle prime note che seguono il loro arrivo sul palco alle 23:45 circa. Nonostante siano penalizzati da un'acustica pessima - al punto che anche nelle primissime file spesso non si riesce a decifrare le parole delle canzoni, ed è un grosso peccato soprattutto per chi come loro ha nella ricercatezza linguistica un marchio di fabbrica - i Baustelle si dimostrano qualche spanna sopra il resto del panorama musicale medio italiano, al punto che un confronto serio con molti dei loro colleghi di pari esperienza, sarebbe nella maggior parte dei casi davvero impietoso.

Per chi li aveva visti nell’estate 2003 appare subito evidente come dal punto di vista dell’affiatamento e della personalità sul palco abbiano fatto passi da gigante: se non bastasse la loro bravura, il gruppo toscano ha dalla sua anche una notevole presenza scenica. Il concerto dura poco più di un'ora e un quarto ma non manca nulla dei loro brani più attesi; dall'ultimo disco "La Malavita" vengono eseguite le acclamatissime "I provinciali", "A vita bassa", "Sergio", "Un romantico a Milano", "Revolver", "La guerra è finita" e "Il Corvo Joe". Mentre "Love affaire" e "Arriva lo Yè-Yè" (la prima canzone che li fece conoscere al grande pubblico) sono gli estratti da "La moda del lento" del 2003. A metà spettacolo viene eseguita una suggestiva cover de "Come una Bambola" di Patty Pravo. Molto spazio ha anche il loro primo lavoro "Sussidiario illustrato della giovinezza" del 2000 dal quale viene ripresa una inaspettata ma graditissima "Canzone del parco" e in chiusura le applauditissime (evidentemente il pubblico è composto da molti estimatori della prima ora) "La vacanza dell' '83" che chiude il set ufficiale e i due bis, "Gomma" e "La canzone del riformatorio".

Anche nella dimensione live i progressi dimostrati in studio dai Baustelle con “La Malavita” hanno trovato conferma e il gruppo toscano dimostra di avere potenzialità notevoli da sviluppare. Senza dubbio il loro “esame milanese” è stato superato a pieni voti. Bravi.

18-01-2006
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