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Presentazioni & Concerti

"Donne, primizie e bande": Teatro Tenda, Ottaviano (Napoli)
14-16 dicembre 2006
di Antonio Piccolo

Ancora tre serate con il Club Tenco per la fortunata provincia di Napoli. Infatti, per la seconda volta il comune di Ottaviano è stato il centro di una rassegna diretta da Enrico De Angelis del Club Tenco e Desirée Lombardi, dal titolo “Donne, primizie e bande” (a differenza della prima edizione, che si chiamava “Donne, bandiere e bande”). Rassegna articolata in tre serate che, come da indicazione del titolo, ha visto in scena delle donne la prima sera, assaggi di cose inedite la seconda, band la terza.

Rassegna complessivamente riuscita - specie se si guarda la pressoché totale latitanza della cosiddetta canzone d’autore in Campania - per la sua varietà di registri e per uno standard di qualità piuttosto stabile. Complessivamente.

Ci resteranno impressi soprattutto alcuni artisti e, andando per cronologia, cominciamo con un plauso al set intenso di Paola Turci. Postasi alla destra del palco in compagnia della sola chitarra, ha lasciato il resto della scena al “danz’autore” Giorgio Rossi: risultato è stato un eccellente equilibrio formale e non solo, scandito dai ritmi accorati dell’interpretazione solitaria di Paola Turci. Interpretazione… commovente, possiamo dirlo? Possiamo. E dobbiamo, tanto che ci viene la tentazione di sperare in un suo disco di cover (da “Preghiera in gennaio” di De André a “Dio come ti amo” di Modugno, passando per “Cuccuruccucù Paloma”).

L’altra impressionante esibizione è stata quella di John De Leo, accompagnato dall’ottimo Fabrizio Tarroni alla chitarra, e dal videomaker Massimo Ottoni, che ha colorato la vivace performance con disegni di sabbia eseguiti dal vivo e proiettati sullo sfondo. Acrobazie vocali in stile Demetrio Stratos per l’ex cantante dei Quintorigo, che abilmente ha utilizzato un looper per anticiparci qualcosa del suo prossimo album, dando la sensazione che la musica che usciva dalle casse fosse quella di un’intera orchestra (altro che chitarra e voce!).

Per le bande, memorabili i Blue Bop: quattro voci maschili, due tenori, un baritono e un basso, che ripercorrono il passato tuffandosi nel mondo del jazz e dello swing. Una macchina del tempo, che viene da lontano e va lontano.

Azzeccati ed equilibrati gli altri set, da Daniele Silvestri che non fa altro che confermare la propria statura artistica (e che è stato prevedibilmente l’ospite più seguito ed applaudito della rassegna) con poche primizie e tanti classici - “Coiba”, “Le cose in comune”, “Aria”, “Salirò”, “Me fece male a chepa” etc. -, passando per Luca Faggella e i Situazionisti che, tra le altre cose, hanno eseguito “Amsterdam” di Jacques Brel e “Ho tutte le carte in regola” di Ciampi, per arrivare agli ‘A 67 che, tra testi rabbiosi e musica underground, hanno aperto con “Don Raffaè” di De André, sottolineando che Ottaviano è il paese natale di Raffaele Cutolo.

Qualche dubbio riguardo al set di Alice, la cui band non mostra l’inventiva e la creatività che ci si può aspettare per un’artista così, o per quello di Mauro Ermanno Giovanardi, che un po’ confusamente ha cercato una via di mezzo fra musica e teatro. Niente da dire riguardo all’esibizione dal vivo di Grazia Di Michele, tranne che ribadire i dubbi sulla qualità dei suoi testi e le scelte pesantemente commerciali dei suoi arrangiamenti, che valgono anche per i suoi dischi studio.
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26-12-2006
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