Ali Farka Touré – Savane

Avec Savane, un album en forme de testament, Ali Farka Touré, décédé le 7 mars dernier, transmet la richesse du patrimoine musical du nord Mali en même temps que celle de son expérience. Nick Gold, directeur du label World Circuit, "fils", ami et producteur d’Ali pendant plusieurs décennies raconte cette ultime collaboration comme la plus aboutie. Interview..
Rfi Musique


Those not totally au fait with the arc of Mr Zimmerman's recent career may be a little non-plussed by Modern Times. For starters there's that title. What exactly is modern about 10 songs whose lineage resides in pre-rock 'n' roll, country blues and swingtime jazz? The key, naturally, is irony. Dylans creative renaissance (beginning with 1997's bleak, Time Out Of Mind and continued with the jauntier, rockabilly inflected, Love And Theft, has seen him delve deeper and deeper into his roots until he's indivisible from his influences. Backed with verve by his current touring band and beautifully self-produced (under the pseudonym Jack Frost); Modern Times is the exception that proves Bob's recent assertion that most modern music is poorly-recorded pap. It's a warm and utterly engaging album.
Chris Jones - Bbc

Esce postumo questo Savane, registrato a Bamako tra l'hotel Mande, sulle rive del Niger, e lo studio Bogolan, poco prima che Ali Farka Toure morisse, il 7 marzo di quest'anno, nella sua casa che si affaccia su un piazzale polveroso di Lafiabougou, nella perifieria di Bamako.(...) La musica di Ali Farka Toure non è blues, bisogna ricordarlo, perché lui si arrabbiava con chi assimilava i rami e le foglie della musica degli schiavi afro-americani con il suo equivalente africano, che ne costituisce invece le radici. Ma viene anch'essa da un delta, il delta del Niger, un fiume che si rompe in mille rivoli non in prossimità della sua foce, come il Mississipi, ma in pieno deserto. Forse la sua musica non rispetta le dodici battute, ma intreccia tempi binari e ternari come fa la ritmica africana. Forse non troverete le blue notes, ma anch'essa viaggia su una scala pentatonica in minore, e in quanto a colore …. beh, ascoltate e giudicate. Anche chi non ama il blues potrebbe rimanere ammaliato dal nuovo disco del “mulo” di Niafunke, musica vera che viene direttamente dal cuore e dalla terra.
Giulio Mario Rampelli per Music on Tnt

Arraché à notre affection le 7 mars 2006, Ali Farka Touré n'a pas eu le temps ni de savourer son second Grammy Awards ni de baptiser son dernier « fils ». Mais, il nous a laissé un nom destiné à la postérité comme le sien : Savane ! Ce véritable chef d'œuvre, déjà sorti en Europe et aux Etats-Unis, est disponible (en CD) au Mali grâce à Mali K-7. Dans l'engrenage des 13 splendides titres, que de nostalgie et de cri de joie, que de coup de gueule, que d'interpella­tion et d'engagement sur fond d'un blues qui sent beaucoup plus le doux parfum du Niger que la boue du Mississipi .
Moussa Bolly - Les Echos

Parola di Bielle
Abita nell’alto dei cieli e si sente. Ma la sua musica ha ancora tutte le scorie di quel patto col diavolo stretto al crocicchio di quella strada che dall’Africa porta all’America. Ali Farka Touré ci aveva lasciati con un capolavoro come “In the heart of the moon”, inciso assieme a Toumani Diabate, ma non gli bastava. Dopo morto ha voluto tornare tra noi per ricordarci che il mondo della musica è fatta di angeli e diavoli. I diavoli sono molti di più e, in genere, suonano meglio. “Savane” è anche un album “politico”, dedicato al progressivo inaridimento delle terre africane, ma suona terreno e sensuale. E’ un album non pacificato e non assimilabile. E’ blues ed è musica rurale africana, è tecnica e sentimento. E’ un anziano signore, seduto in poltrona che suona alla notte africana, come riportato in copertina, ma anche un capo tribale, uno sciamano che porta la sua tribù a suonare nella notte per cercare l’acqua, per far piovere, per commuovere gli dei del cielo e per far vergognare gli dei in terra. E’ musica che ti entra dentro e ti lascia graffi sull’anima. Che non ti appartiene eppure che ti parla da così vicino. Ebbene sì: quest’anno con Dylan, le Seeger Session di Bruce Springsteen e la Rogue’s Gallery ci sta anche questo tra i dischi da non perdere..