Kris Kristofferson: "The old road"
Continua
a stupire, la californiana NewWest, per la qualità altissima delle
sue produzioni, che siano uscite della oramai “classica” serie
Live in Austin o i nuovi lavori di artisti come Delbert McClinton o i Drive
By Truckers, se guardiamo all’intero catalogo non possiamo non accreditarla
come una delle major delle indies. Non ha resistito al suo richiamo nemmeno
un “pezzo da novanta” della scena country americana come Kris
Kristofferson, il quale assente da anni con una prova discografica sul mercato,
sceglie questa etichetta che gli lascia completa libertà artistica
e ne ottiene un risultato sorprendente. Copertina e disco del mese Buscadero!!!
Kris Kristofferson – This Old Road Con questo disco, Kristofferson torna
alle sue radici musicali e ci regala un disco di straordinaria intensità,
fatto di canzoni che hanno veramente qualcosa da dire, un lavoro parco nella
strumentazione ma ricchissimo nei contenuti emozionali.
Ird News
Dio solo sa quanto apprezziamo Kris Kristofferson da queste parti. E potrebbe
essere il contrario, per chiunque abbia bazzicato almeno un po' il miglior
cinema e la più intensa canzone d'autore degli ultimi trent'anni?
Naturalmente no, perché il nome di Kristofferson, ovverosia l'autore
di Me & Bobby McGee, il volto del Billy Kid peckinpahiano, il custode
sconfitto dei cancelli celesti spalancati su celluloide da Michael Cimino,
un attivista politico sempre schierato dalla parte dei più deboli,
ma anche il pard di Willie Nelson, Johnny Cash e Waylon Jennings nell'avventura
degli Highwaymen, è di quelli che abbiamo sempre tenuto a mente.
Non stupisce, quindi, trovarlo in forma altrettanto convincente per questo
This Old Road, primo disco interamente composto di materiale nuovo da parecchi
anni a questa parte nonché lavoro da collocare tra i suoi migliori
di sempre. Una forma, peraltro, non fiaccata bensì accresciuta dalla
prevedibile secchezza espositiva che caratterizza l'intera operazione: prodotte
da un Don Was (arruolato anche in veste di bassista) scarno e minimale come
mai prima d'ora, le undici canzoni dell'album, soltanto sporadicamente rifinite
dal drumming di Jim Keltner e dalla chitarra di Stephen Bruton, suonano infatti
spartane, asciutte, rigorose. Ma anche inesorabilmente risolute.
Gianfranco Callieri - RootsHighway
The tunes with the band are solid, but there is something utterly irresistible
about the man with only his guitar. His voice is no better and no worse than
it was in all those years form the 1970s on. But his phrasing as a singer
has improved considerably. Kristofferson is dead-on here, razor-sharp, economical
in his language, and to the bone in his insight. This is a welcome comeback
for Kristofferson; as an artist, he proves he still has plenty to offer to
anyone willing enough to listen.
Thom
Jurek - All Music
Since the late 1980s, his output has consisted almost entirely of protest
songs - which has not been good for his music career. His major label dropped
him and this is his first studio album in 10 years. Though the spare, warts-and-all
production does his ashy growl no favours, it underlines his authenticity
on political songs like Burden of Freedom and Wild American.
Silvye
Simmons- The Guardian
Two consecutive songs on Kris Kristofferson’s This Old Road exemplify
the best and worst aspects of the album; though the former category outweighs
the latter by a large margin, let’s start with the downside. “Wild
American” pays tribute to “the one they never tamed,” who
“stood your ground / And they could not make you change.” We know
it’s about left wing radicals, for a few reasons, not the least of which
is Kristofferson’s name-checking of activist-artists like John Trudell
and Steve Earle between verses. Kristofferson himself has never been vague
about where he stands; this is a man who committed defiant career suicide
in the late 1980s by singing tributes to Jesse Jackson and the Sandinistas.
Whitney
Strub - Stylus Magazine
Parola di Bielle
Kris Kristofferson non lo si giudica. Lo si accetta. O, in caso contrario,
ma è molto raro, lo si rigetta. Da una vita sulla scena e sempre in
primo piano, come cantante, come attore, come personaggio impegnato nel sociale
e, soprattutto, come uno degli ultimi "Outlaw" della musica americana.
I cosiddetti "fuorilegge" come Johnny Cash o Willie Nelson o Waylon
Jennings, esattamente il quartetto che ha dato vita anni fa agli Highwaymen.
Questo disco contiene tutto il bene (e anche il poco "male" esistente)
di Kris Kristofferson. Canzoni essenziali, asciutte e precise come lame. Tutto
da ascoltare.