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Mmf

Grandi numeri a cavallo di pop e rock
di Lucia Carenini

Il bilancio del MMF, a quattro giorni dall’avvio, è sicuramente positivo per quanto riguarda il gradimento del pubblico. La formula della piazza e del tenere le attività concentrate in città si è dimostrata assolutamente vincente così come la scelta di focalizzare il tiro su uno spettacolo serale con valenze più popolari, o “televisive”. Tutto questo, unito allo sforzo fatto dagli organizzatori per proporre tre serate assolutamente gratuite è risultato in tre serate che hanno visto una Piazza Sordello piena a tappo.

Discorso a parte merita l’Hyde Park di Campo Canoa. Unico luogo decentrato rispetto al fulcro cittadino, dal concetto iniziale di angolo della musica libera, a disposizione di chiunque volesse suonare, al di là dei generi, è stato trasformato in un palco rock, dedicato nel pomeriggio ai giovani musicisti mantovani a cui, in serata, hanno fatto seguito concerti rigorosamente di nomi, come Folco Orselli, Filippo Gatti, e soprattutto Giuliano Palma, i Gem Boy, Caparezza suddivisi nelle diverse giornate (domenica sera attesi i Gang e i Baustelle). Tutto ciò ha fatto sì che il Campo sia stato ribattezzato familiarmente Woodstock, concetto con cui l’happening ha sicuramente più attinenze rispetto allo speaker’s corner londinese. E il richiamo è stato forte. Probabilmente anche grazie al fatto che i concerti erano tutti assolutamente gratuiti, Campo Canoa ha avuto un successo strepitoso e ha brulicato di giovani tutte le sere, fino a tarda notte.

Programma quindi a due valenze, più raffinato nel pomeriggio - con proposte musicali “d’Autore” come i Sulutumana, Carlo Fava, gli incontri in teatro con nomi storici quali Franz di Cioccio e Ivan Cattaneo, le presentazioni di libri come “I Settanta. Gli anni che cambiarono l’Italia” accompagnata dall’esibizione di Gianfranco Manfredi e soprattutto di Patrizio Fariselli che ha riproposto una versione al piano solo di “Luglio, agosto, settembre nero” il progetto multietnico e travolgente dell’Orchestra di piazza Vittorio - e con una tendenza più popolare e rock in serata.
Così, mentre Campo Canoa cominciava a riempirsi di un fiume di fan in attesa di Caparezza – comparso accompagnato da una marcia funebre, un paio d’ali e l’aureola per celebrare “Habemus Capa”, il nuovo cd del rapper, quello che lui stesso definisce “il disco postumo di un cantante ancora in vita” – in piazza Sordello cominciavano ad alzarsi gli striscioni dei fan di Dolcenera che si è esibita a chiudere la rassegna concorso, seguita da Mario Venuti e da Maria Pierantoni Giua - vincitrice della rassegna dello scorso anno - mentre la giuria votava i vincitori.

I quattro premi – miglior canzone, miglior interpretazione, miglior testo e miglior progetto - sono andati rispettivamente a Kosovni Odpaki, Alessandro Grazian, Gerardo Balestrieri e Teka-P.

Soddisfattissimi gli organizzatori, che sono indubbiamente riusciti a far tesoro dell’esperienza in minore dello scorso anno - e magari anche delle critiche mosse - dando una sterzata decisa in direzione di una formula di piazza, capace di interessare il pubblico, anzi i pubblici, e di riempire davvero la città di musica e di vita.

E chi ritiene l’offerta serale troppo pop, o troppo rock e non ama il jazz ( proposto con ottimo successo in Piazza Leon Battista Alberti), può sempre approfittarne per visitare uno degli ottimi ristoranti della città o dei dintorni. In attesa dei cori di mezzanotte o di fermarsi ad ascoltare un violino ed una fisarmonica che suonano ancora, a luci spente, davanti alla saracinesca abbassata di un bar.

Ultimo aggiornamento: 27-05-2006
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