Più
che di Italia Italie la manifestazione ha però
offerto un programma che avrebbe meglio meritato il
nome di “Musica Musiche”, andando ad esplorare
le diverse sfaccettature del panorama musicale con
proposte di musica suonata e di musica raccontata.
Così i primi applausi della giornata sono stati
per Giuliano Prada e Fabio Soragna che hanno riempito
Piazza Leon Battista Alberti delle intriganti note
improvvisate con piano e arpa.
Di musica hanno parlato poi Enzo Guaitamacchi che,
armato di chitarra, ha ripercorso storia e successi
di Bob Dylan proponendolo per il Nobel alla letteratura,
Enrico De Angelis che ha raccontato il “personaggio”
Virgilio Savona e Luca Morozzi, springsteeniano doc
che parlando del suo libro semi-autobiografico “Accecati
dalla luce” ha narrato risvolti inaspettati
e verità nascoste sugli appassionati del Boss
alternando racconti ed esecuzioni alla chitarra di
alcuni brani di Bruce.
Capitolo a sé meritano l’incontro con
l’autore. Affascinante come sempre l’affabulatorio
Davide van de Sfroos, che racconta le sue ultime esperienze
blues; dotato di un certo suo fascino psichedelico
l’incontro con Alberto Camerini, che rilegge
l’Italia della controcultura, del sogno Hippy,
della psichedelia e del pacifismo, poi parla dell’avvento
della lotta armata e della fine del sogno. Poi regala
a tutti il suo “gelato metropolitano”.
Più restio a parlare Claudio Rocchi, che dapprima
se ne sta in disparte a osservare la scena, poi chiamato
in campo da Enzo Gentile a parlare di quegli anni,
Prima chiede al pubblico se i ricordi personali interessino
davvero a qualcuno, poi litiga con il microfono, imbraccia
la chitarra e attacca a suonare. Per poi terminare
con un “qual era la domanda?”. A questo
punto si lascia andare e racconta di come, per il
principio per cui “se vuoi sentire il gusto
della marmellata, è inutile leccare il vasetto
dall’esterno” si sia tuffato in prima
persona nelle filosofie orientali prendendo i voti
per 15 anni in un ordine buddista. Il resto è
un misto di parole e musica. Il ricordo di un’Italia
forse molto, molto più distante nel tempo di
quanto dica il calendario.
Un cenno ancora per i due concerti in piazza Erbe,
in cui i La Crus prima e Max Gazzé offrono
un saggio dei loro successi.
Ultimo, ma non meno importante il palco di Campo Canoa,
quello più decentrato, inaugurato da Giuliano
Palma & Bluebeater che in questi giorni presenterà
tanto rock sul fondale del rinascimento.