Brilla
di colori solari il fondale della 31ma rassegna della
Canzone d’autore. Arancio, giallo rosso, una
grande farfalla e pesci e delfini che saltan fuori
dall’acqua per vedere che succede a Sanremo.
Sullo sfondo un’orchestra e sulla destra lei,
la ragazza del Club. Se ne sta girata, capelli di
fiamma e schiena nuda. Occhi socchiusi, guarda in
basso. Non si vede ma si sente, sorride.
La ragazza del Club, nella sera dell’apertura
è stata indiscutibilmente Noa.
Unica presenza femminile, cristallina e magnetica,
ha saputo calamitare l’attenzione del teatro
tutto e – con la complicità dei Solis
string quartet - ha proiettato gli spettatori
in una girandola di musica, colori, suoni, vocalizzi,
ritmi, percussioni, culminata in una Tammuriata arricchita
da spezie mediorientali capace di collegare idealmente
tutte le sponde del Mediterraneo trasformandole in
un luogo ideale dove lingue musiche culture sono in
grado di mescolarsi e armonizzarsi, di riceversi e
di donarsi.
Ma non è stata Noa l’unica
stella nel cielo sanremese del 9 novembre. Tutta la
prima serata di questa edizione dedicata a Bruno
Lauzi – Premio Tenco 2006 – ha
brillato di una luce particolare. A cominciare dalla
classica Lontano Lontano,
d'apertura interpretata dall’inedito duetto
Gino Paoli-Samuele Bersani, con l’accompagnamento
di Gianfranco Riverberi al pianoforte.
Paoli
ha poi continuato il suo personale omaggio a Bruno
Lauzi eseguendo Menica menica, Se tu sapessi,
Garibaldi blues e O’scioco
e la commozione è aumentata ancora quando sul
palco è salita la signora Lauzi a ritirare
il Premio, seguita poi dal figlio Maurizio –
voce bellissima e grande appeal musicale, una rivelazione
– che al pianoforte ha eseguito una sentita
reinterpretazione de Il poeta.
Ha concluso il primo tempo Samuele
Bersani, che oltre a pezzi del suo ultimo
lavoro e a Cattiva –
canzone Targa Tenco dello scorso anno – ha interpretato
Il tuo amore assieme a
Gino De Crescenzo alias Pacifico,
con il quale ha eseguito anche Le tue
parole.
E’ toccato a Bugo,
dopo l’intervallo, cambiare registro alla serata.
Le sue canzoni, dal tono decisamente più scanzonato
e “leggero” di tutto quello che era successo
precedentemente, avrebbero potuto essere fuori luogo.
Invece il ragazzo del Dal lo fai al ci
sei ha dimostrato di esserci e di saper
stare sul palco. Anche uno impegnativo come quello
del Club Tenco. ‘O frigedeiro
il suo omaggio a Bruno Lauzi. Bugo non parla sicuramente
di massimi sistemi, tanto che qualcuno ha sollevato
dubbi sul suo diritto alla presenza nel tempio della
canzone d’autore, ma il suo set è stato
divertente e godibilissimo e molti, all’uscita,
canticchiavano “Dov’è il mio gel”.
Effettivamente tutto normale non è un tizio
che esce matto se non trova il gel, ma Bugo, che piaccia
o meno, è sicuramente un cantautore fuori dai
consueti schemi. Potrebbe essere un Rino Gaetano
del secondo millennio. Al Tenco un opportunità
di farsi sentire l’ha avuta, a lui saperla sfruttare.
Dopo Bugo è stato il turno di
Morgan, “un investimento
riuscito del Club”, come lo ha definito
Antonio Silva. Capelli lughi, nerovestito,
in un look in bilico tra D’Artagnan e il Passator
cortese, accompagnato da Enrico Gabrielli
ai fiati, oltre a Ritornerai
di Lauzi ha regalato al pubblico un'improvvisata variazione
sul tema Brecht, un saggio delle sue Canzoni
dell’appartamento – Targa
Tenco Opera prima 2003 – e un assaggio di quello
che sarà il suo prossimo disco. Che uscirà.
Forse. Ai discografici piacendo, dice lui.
Dei fuochi d’artificio
finali di Noa, abbiamo detto all’inizio. Ora
ci resta da scoprire chi sarà la ragazza del
Club della seconda serata.
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