Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.
















Club Tenco 2006

Prima serata: la Napoli mediorientale di Noa colora Sanremo
di Lucia Carenini - Foto di Maurizio Lauzi di Roberto Molteni

Brilla di colori solari il fondale della 31ma rassegna della Canzone d’autore. Arancio, giallo rosso, una grande farfalla e pesci e delfini che saltan fuori dall’acqua per vedere che succede a Sanremo. Sullo sfondo un’orchestra e sulla destra lei, la ragazza del Club. Se ne sta girata, capelli di fiamma e schiena nuda. Occhi socchiusi, guarda in basso. Non si vede ma si sente, sorride.

La ragazza del Club, nella sera dell’apertura è stata indiscutibilmente Noa. Unica presenza femminile, cristallina e magnetica, ha saputo calamitare l’attenzione del teatro tutto e – con la complicità dei Solis string quartet - ha proiettato gli spettatori in una girandola di musica, colori, suoni, vocalizzi, ritmi, percussioni, culminata in una Tammuriata arricchita da spezie mediorientali capace di collegare idealmente tutte le sponde del Mediterraneo trasformandole in un luogo ideale dove lingue musiche culture sono in grado di mescolarsi e armonizzarsi, di riceversi e di donarsi.

Ma non è stata Noa l’unica stella nel cielo sanremese del 9 novembre. Tutta la prima serata di questa edizione dedicata a Bruno Lauzi – Premio Tenco 2006 – ha brillato di una luce particolare. A cominciare dalla classica Lontano Lontano, d'apertura interpretata dall’inedito duetto Gino Paoli-Samuele Bersani, con l’accompagnamento di Gianfranco Riverberi al pianoforte.

Paoli ha poi continuato il suo personale omaggio a Bruno Lauzi eseguendo Menica menica, Se tu sapessi, Garibaldi blues e O’scioco e la commozione è aumentata ancora quando sul palco è salita la signora Lauzi a ritirare il Premio, seguita poi dal figlio Maurizio – voce bellissima e grande appeal musicale, una rivelazione – che al pianoforte ha eseguito una sentita reinterpretazione de Il poeta.

Ha concluso il primo tempo Samuele Bersani, che oltre a pezzi del suo ultimo lavoro e a Cattiva – canzone Targa Tenco dello scorso anno – ha interpretato Il tuo amore assieme a Gino De Crescenzo alias Pacifico, con il quale ha eseguito anche Le tue parole.

E’ toccato a Bugo, dopo l’intervallo, cambiare registro alla serata. Le sue canzoni, dal tono decisamente più scanzonato e “leggero” di tutto quello che era successo precedentemente, avrebbero potuto essere fuori luogo. Invece il ragazzo del Dal lo fai al ci sei ha dimostrato di esserci e di saper stare sul palco. Anche uno impegnativo come quello del Club Tenco. ‘O frigedeiro il suo omaggio a Bruno Lauzi. Bugo non parla sicuramente di massimi sistemi, tanto che qualcuno ha sollevato dubbi sul suo diritto alla presenza nel tempio della canzone d’autore, ma il suo set è stato divertente e godibilissimo e molti, all’uscita, canticchiavano “Dov’è il mio gel”. Effettivamente tutto normale non è un tizio che esce matto se non trova il gel, ma Bugo, che piaccia o meno, è sicuramente un cantautore fuori dai consueti schemi. Potrebbe essere un Rino Gaetano del secondo millennio. Al Tenco un opportunità di farsi sentire l’ha avuta, a lui saperla sfruttare.

Dopo Bugo è stato il turno di Morgan, “un investimento riuscito del Club”, come lo ha definito Antonio Silva. Capelli lughi, nerovestito, in un look in bilico tra D’Artagnan e il Passator cortese, accompagnato da Enrico Gabrielli ai fiati, oltre a Ritornerai di Lauzi ha regalato al pubblico un'improvvisata variazione sul tema Brecht, un saggio delle sue Canzoni dell’appartamento – Targa Tenco Opera prima 2003 – e un assaggio di quello che sarà il suo prossimo disco. Che uscirà. Forse. Ai discografici piacendo, dice lui.

Dei fuochi d’artificio finali di Noa, abbiamo detto all’inizio. Ora ci resta da scoprire chi sarà la ragazza del Club della seconda serata.

Torna alla pagina del Club Tenco

09-11-2006
HOME