Anche la terza giornata
sanremese è stata
densa e piena di cose
interessanti, ma certamente
c’è un individuo
che rimarrà impresso
nella memoria di chi l’ha
vissuta: il genio, Vinicio
Capossela...
Ma andiamo con ordine.
Il primo ospite della
conferenza stampa mattutina
condotta e gestita da
Enrico De Angelis
e Antonio Silva
è il vincitore
del neonato Premio I
Suoni della Canzone:
Ellade Bandini.
Batterista di enorme esperienza,
ha suonato con tutti i
grandi (Guccini,
De André,
Conte,
Vecchioni,
Branduardi,
lo stesso Lauzi,
etc.) e li ricorda con
affetto a partire dal
suo esordio discografico
avvenuto nel 1969. Bandini
sottolinea il fondamentale
valore dei musicisti per
la loro opera, in particolare
di quelli jazz. Valore
che spesso è misconosciuto.
“Era ora”,
commenta del premio.
Gli succedono i Lomè,
giovane gruppo che ha
esordito discograficamente
nel 2004. Sono anni e
anni che spedivano le
loro cose al Club Tenco
– racconta De Angelis
– e, quest’anno
che si erano stufati e
avevano deciso di non
farlo, sono stati finalmente
convocati.
È poi la volta
dell’eccentrico
Maurizio Ponziani,
una scommessa del Club,
che ancora non ha pubblicato
nulla. “Fuori dalle
linee di tendenza della
musica”, dice De
Angelis, ed in effetti
sembra un po’ fuori
dalle linee di comportamento
generali: è surreale,
ironico. Non a caso ci
teneva ad averlo Silva,
che quando lo ha ascoltato
la prima volta ha annotato:
“questo qui dev’essere
proprio un bel matto!”.
Pare che scriva pezzi
lunghissimi, sui 7-8 minuti,
ma promette che stasera
si autolimiterà
e proporrà qualcosa
di più breve.
Segue Maler,
Premio Siae/Club Tenco
2006 per l'artista esordiente.
Misurato nei modi e visibilmente
contento, racconta del
suo fortunato incontro
con Fiorello,
che da un po’ di
tempo passa per radio
una sua canzone: “Demone
del tardi”.
Canzone che, come annuncia,
sarà presente nel
suo primo disco, in uscita
il primo dicembre per
la Irma Records: “Dell’ora
e del mai”.
L’intervento
successivo si apre con
una canzone: guarda caso
è “Vedrai
vedrai”
di Luigi Tenco,
eseguita nientepopodimenoché
da Ferruccio Spinetti
e Petra Magoni.
I vincitori della Targa
Tenco 2006 per il miglior
interprete parlano del
loro incontro, della passione
per tutti i generi musicali
- “a parte l’heavy
metal, che ancora non
ho capito come funzioni”,
dice Spinetti - e dei
loro progetti futuri.
Annunciano, infatti, un
nuovo disco (“Musica
nuda quam dilecta”)
ed un nuovo tour incentrati
sulla musica sacra.
C’è poi Lucilla
Galeazzi, Targa
Tenco 2006 per la migliore
opera in dialetto, grazie
alla quale si apre un
interessante dibattito
sul futuro della musica
tradizionale, sul quale
tutti noi crediamo (e
la Galeazzi è una
fonte inesauribile).
E infine arriva lui, il
supervotato per la Targa
Tenco 2006 per il miglior
album, Capossela,
che commenta subito: “come
mai questa volta da solo?
(Capossela aveva
già vinto due targhe,
ma entrambe ex-aequo,
n.d.r.) Mi piaceva…ora
è un po’
imbarazzante!”.
Fa scompisciare i presenti
sul racconto dell’avventura
per la scelta del brano
di Lauzi da cantare la
sera: “voi non
sapete come sono questi
qua del Tenco! Ti chiamano:
«Hai vinto tu, la
diamo a te la Targa!»
E tu dici: «Bene,
grazie, la vengo a ritirare»,
tutto contento! Ma poi
ti dicono: «Però
devi cantare un brano
di Lauzi». Sono
gentili, ti mandano una
scelta di brani…l’opera
omnia! Bene, li ascolto,
ci metto il tempo che
vi vuole (capite, l’opera
omnia!). Dico che voglio
fare Il poeta:
già l’hanno
presa, non si può.
Allora Ritornerai!
Già l’hanno
presa…alla fine
ho scelto la prima del
cd, Viva la libertà:
partiva quella ogni volta
che mettevo il cd, mi
ci sono affezionato!”.
Stuzzica Silva, con il
quale realizza alcuni
duetti comici: “stavolta
dovrai leggermi la motivazione,
era ora!”.
Ma De Angelis lo disillude:
“guarda che
le Targhe vengono scelte
dai giornalisti che votano,
solo i Premi Tenco che
scegliamo noi del Club
vengono assegnati con
una motivazione”.
“Ah…insomma,
credevo di essere finalmente
un arrivato, invece si
ricomincia da capo!”.
Poi la parte più
pregnante, quella al di
là delle risate.
De Angelis gli chiede
cosa contenga un sacchetto
da pane poggiato con nonchalanche
sul tavolo. "Pane
per la mente",
risponde. E tranquillo,
senza alcuna spocchia,
con profonda umiltà
dimostra di esserci, casomai
ci fosse stato bisogno
della dimostrazione -
e conclude il suo intervento
commosso, accorato, leggendo
parti delle opere letterarie
che gli hanno ispirato
la composizione di “Ovunque
proteggi”.
In sala è il silenzio,
il pubblico pende dalle
sue labbra. Poi scroscia
l'applauso. Liberatorio.
Stasera sarà una
grande sera.
Al pomeriggio, il primo
degli appuntamenti condotti
da Sergio Sacchi
è con Giordano
Sangiorgi che
presenta la decima edizione
del MEI,
che si terrà a
Faenza dal 24 al 26 novembre
2006. Ci sarà anche
Maler come artista proposto
dal Club Tenco, assieme
a tanti amici ai quali
Sangiorgi lancia una proposta:
creare una rete che colleghi
tutte le iniziative in
Italia che abbiano lo
stesso spirito (come il
Tenco e il MEI).
Segue alle 16 un incontro
con Sergio Ferrentino,
che ha curato un libro
- in uscita giovedì
16 novembre - che ripercorre
la storia di Radio
Popolare attraverso
i racconti autobiografici
dei protagonisti e i personaggi
che l’hanno vissuta.
Dopodichè è
la volta della presentazione
dell'opera curata da Enrico
Deregibus per
la Giunti, editor Riccardo
Bertoncelli:
il “Dizionario
completo della canzone
italiana”,
uscito il 2 novembre.
Sono 600 voci per un’opera
eterogenea e competente,
che comprende non solo
i cantautori, ma i protagonisti
di tutti i generi della
canzone (dalla rivoluzione
di Modugno nel ’58
in poi), compresi musicisti
e produttori.
Chiude gli incontri pomeridiani
il poetico e ritmato film-documentario
di Agostino Ferrente:
“L’orchestra
di Piazza Vittorio”.