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Club Tenco 2006

Seconda giornata del Tenco 2006: Willy DeVille, tra mariachi e blues
di Antonio Piccolo e Lucia Carenini

Continuano le giornate intense della trentunesima rassegna della canzone d’autore a Sanremo e, com’è ottimale il clima della cittadina, che ci regala una "quasi estate" decisamente fuori stagione, così è ottimale quello che si respira dentro l’Ariston.

Basta vedere la serenità degli artisti e del pubblico, con i dovuti ringraziamenti al senso dell’umorismo del tormentone-Silva che, con le sue performance comiche improvvisate, vuole a tutti i costi risultare il protagonista della rassegna.

La mattinata di venerdì 10 si è aperta con i Quintorigo e la loro nuova voce, che ha sostituito John De Leo: Luisa Cottifogli (che, con il nome d’arte Lu e il disco “Rumì”, era candidata per la targa per la migliore opera dialettale). Trovarsi a rimpiazzare De Leo non è impresa facile; Lu ha spiegato che tra le sue voci di riferimento c'è in primo luogo la Callas, ma ci sono anche quelle di molti uomini e a questi si ispirerà per esplorare territori a lei ancora alieni.

Si continua con l'intervento di Simone Cristicchi, che al lavoro di cantautore scanzonato affianca un progetto più serio e ambizioso in cui parla dei problemi legati alla malattia psichica portando uno spettacolo intitolato "Centro di igiene mentale" anche nelle scuole, cercando di utilizzare un linguaggio che sappia arrivare anche ai bambini "senza annoiarli, cercando di farli avvicinare senza paura a quello che normalmente viene presentato come alieno". Si parla poi del suo amore per i cantautori classici "Sono cresciuto ascoltando Tenco, Bindi, Endrigo - erano i dischi che piacevano alla mia mamma" e di come proprio il suo amore per Endrigo l'abbia portato ad inviargli una versione di "Questo amore"da lui interpretata, cosa che portò alla registrazione di quel brano - nell'album "Fabbricante di canzoni" proprio in duetto con il cantautore polano. "Di Endrigo mi ha soprattutto colpito quel suo saper emozionare e divertire, quella sua capacità di passare in modo fluido da un racconto impegnato a una barzelletta sfrenata, quella sua alternanza di goliardia e brividi".

E' ora il turno di Caparezza, che dimostra - se mai ce ne fosse bisogno - di essere un personaggio con un certo spessore. Parla del rischio di cadere nella retorica ogniqualvolta si tocchi un argomento scomodo. "L'importante è adattare le cose alla tua poetica personale, cercare di farne un discorso in qualche modo artistico, mantenere una buona dose di ludicità. Senza l'aspetto ludico le mie canzoni sarebbero dei banali proclami". Racconta dei problemi avuti con la Lega Nord, che si è vista sbeffeggiata nel suo "Partito verdiano" e di come - "in modo abbastanza inquietante, a dire il vero, tutti i miei argomenti di fantasia si siano trasformati in realtà".

Dopo Simone Cristicchi e Caparezza è la volta di Rocco Papaleo - il tappabuchi di questa edizione - che, ci duole per il pubblico delle serate, ha dato il meglio di sé proprio in conferenza (se si escludono le sue esibizioni musicali del dopo Tenco): “tutto quello che ho fatto fino ad oggi è finalizzato al rimorchio. Infatti, mi piacerebbe fare il Festival di Sanremo vero, con i Big della canzone italiana, non con questa unilateralità di nicchia! Per carità, voi siete tanto intelligenti ed io vi adoro, però lì non si scherza più a donne!”

Conclude la mattinata di conferenze il Premio Tenco 2006 Willy DeVille che, con una disposizione gentile ed eccentrica, risponde al pubblico. Come tutti gli americani dichiara candidamente di non conoscere praticamente nulla della musica italiana "Forse il nome di Pavarotti", ma si dimostra disponibile a raccontare dedel suo stile, della sua poetica, del suo lavoro in chiave Mariachi fatto su Hey Joe, del suo lavorare mescolando più stili. Annuncia poi di essere impegnato a dipingere, nella preparazione di un nuovo disco e di un nuovo tour e anche nella scrittura del primo libro di sua penna. "Farà ridere e farà piangere, ci saranno tutte le emozioni. Proprio come nella musica. Si intitolerà "End with every reason to live" (ossia qualcosa come "smettiamola di cercare una ragione per vivere" ndr) perché tutti i personaggi sono morti. Più si invecchia più si è consapevoli della morte". Parla poi dei grandi del blues in un tono molto blues: "Stiamo perdendo gli ultimi, è la fine di quelli che hanno creato il rock'n'roll" e ancora "La musica è un linguaggio universale, non serve capire le parole. Solo la musica riesce a far scaturire questa reazione".

Al pomeriggio, il primo incontro è con John Vignola, Enrico Deregibus e l’assessore Nicoletta Marconi, che parlano del Premio Nazionale Città di Loano (che ha già due anni), con lo scopo di “far conoscere e promuovere la musica popolare italiana” anche nelle sue nuove forme.

Segue la presentazione de “I suoni intorno alle parole”, libro+cd curato da Annino La Posta per la casa editrice Zona: si tratta di un’operazione finalizzata alla scoperta della canzone d’autore che vive in penombra. Per l’occasione, Isa ed Alessio Lega (due degli artisti intervistati da La Posta) dal vivo eseguono rispettivamente i brani “Notturno italiano” e “Dall’ultima galleria”.

Dopodiché è la volta di Caparezza e Stefano Senardi della Fandango, che presentano “Unusual”, un tributo a Giuni Russo. Maria Antonietta Sisini, che ha concepito e voluto il progetto, è polemicamente assente per lo sconforto dovuto alla consueta indifferenza dei media per l’uscita del disco e per l’opera di Giuni Russo in genere, come scrive in una lettera letta in sala.

Mario De Luigi (direttore di Musica e dischi) presenta l’ “Albo d’oro della canzone italiana”, una rosa di 100 nomi fondamentali degli ultimi 30 anni, curato insieme ad Antonio Orlando, Augusto Morini, Luigi Pestolazza ed Enrico De Angelis.

Chiudono la giornata il regista Oreste Castagna e Tiziana Anna Pizzo di Emergency, che presentano un progetto realizzato con Peace Reporter: “Girogirotondo”, un libro+cd in uscita a dicembre destinato ai bambini, i cui proventi andranno al centro di pediatria del Sudan (fondato da Emergency nell’agosto del 2005). Al disco ha partecipato anche il trombettista Roy Paci che, assente per un’influenza, interviene via telefono.

Ultimo aggiornamento: 10-11-2006
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