9 novembre 2006, ore 12: si alza il sipario sulla
trentunesima rassegna della canzone d’autore,
con tutto ciò che ci gira intorno e l’atmosfera
accogliente, interessata e rilassata che la contraddistingue.
La mattinata è dedicata alla conferenza stampa
con gli artisti della giornata, gestita e coordinata
da Antonio Silva ed Enrico De Angelis.
Apre Marina Alessi…cantautrice
sconosciuta? Errato: fotografa conosciuta. Già
collaboratrice di Aldo, Giovanni e Giacomo, “Zelig
Circus”, Bellocchio e Salvatores, allestisce
una mostra “work in progress”: utilizza
la Polaroid Giant Camera, una macchina di 100 kg,
per scattare fotografie agli artisti che passano al
bar per esporle poi di lì a un’ora.
La mattinata diventa frizzante con Morgan
e Bugo. Si parla tanto della stima di Morgan
per Bugo e le sue raccomandazioni per farlo venire
alla Rassegna, si parla di Lauzi, ma ciò che
resta impresso è una news di Morgan, alla domanda
“quando esce il tuo nuovo album?”: “non
lo so, perché ieri la Sony me l’ha bocciato
perché dicono che è difficile e non
ha niente di nuovo”.
Segue il Premio Tenco 2006 per l’operatore culturale
ad Achinoam Nini, in arte Noa, che
racconta di sé, ricorda Rabin a qualche giorno
dall’anniversario della sua morte (4 novembre
1995) e saluta tutti i manifestanti che nello stesso
momento in cui parla stanno sfilando al centro di
Gerulasemme per il primo Gay Pride israeliano (“una
piccolissima vittoria per la democrazia”).
Chiudono la mattinata Samuele Bersani e Pacifico,
che raccontano della loro amicizia, precedente alla
loro collaborazione artistica (che dovrebbe manifestarsi
in altri episodi in futuro).
Il discorso torna su Bruno Lauzi
e il ricordo di De Angelis è toccante. Racconta
dell’amicizia degli ultimi anni, di tutte le
manifestazioni che il Club Tenco ha organizzato e
a cui Lauzi ha felicemente partecipato, del suo ultimo
concerto di Ercolano, delle ultime telefonate, dell’assegnazione
del Premio Tenco e la dedica della rassegna quando
era ancora vivo e vegeto ma, infine, ammette : “è
arrivato tardi, non solo perché non è
qui con noi”.
Il
pomeriggio è dedicato agli incontri condotti
da Sergio Secondiano Sacchi.
Alle ore 16 ci sono Antonello Cassan
e Franco Lucà (Premio Tenco
nel 2000) per parlare dello storico Folk Club,
pilastro della storia e dell’evoluzione della
canzone d’autore. Dopodiché si parla
del personaggio a cui questa rassegna è dedicata:
Bruno Lauzi. Si presentano “Ciocco…latino”,
ultimo disco, e “Tanto domani mi sveglio”,
ultimo libro. Il cd fortunatamente concluso e prodotto
da Raitrade è una dedica alla musica brasiliana,
per cui Lauzi aveva tanta passione (dimostrata in
rifacimenti, traduzioni e parodie) e contiene anche
degli inediti, tra cui “Governo militare”,
sviluppata da un’idea del figlio Maurizio,
a cui il disco è dedicato.
Anche il libro è dedicato a Maurizio Lauzi:
si tratta della nota autobiografia di cui s’è
tanto parlato all’indomani della morte di Bruno.
Anticonformismo, libertà intellettuale e spirito
energico e vitale: sono le caratteristiche di Lauzi,
servite da una prosa puntuta e ficcante. Ma non c’è
solo la rabbia, esiste anche la stima e l’affetto
per altri artisti, come si legge nel passo in cui
parla di Sergio Endrigo.
Alle 17 un momento topico: incontriamo Giorgio
Calabrese, Gino Paoli e Gianfranco Reverberi
(anche lui Premio Tenco 2006 per l’operatore
culturale) per parlare della cosiddetta “scuola
genovese”. Una valanga di aneddotica appassionata
ed interessante invade la sala, che segue i tre artisti:
un tuffo nel passato, in cui si incrociano Lauzi,
Tenco, Gaber, Bindi, Endrigo, De André, Fossati
e tanti altri. Un aneddoto su tutti, raccontato da
Reverberi: un giovane Gino Paoli suona la tromba convinto
di imitare alla perfezione un assolo di Miles Davis,
provocando l’ilarità dei colleghi. Ma
è esistita questa scuola genovese, visto che
lo stesso Lauzi lo nega nel suo libro? Giorgio Calabrese,
studioso, paroliere e traduttore mattacchione, conclude:
“diciamo che eravamo una confraternita”.