Sanremo:
festival della canzone italiana, festival dei fiori.
Peccato l’assenza dei fiori che ha scatenato le polemiche
di Riccardo Giordano, presidente dell’Ucflor (il mercato
dei fiori di Sanremo) Peccato l’assenza della messa
a fuoco delle canzoni, passate in secondo piano, come
un entità demodé.
Il festival 2006 verrà ricordato come una brutta
barzelletta, dove l’unico sussulto di comicità
“vera” (sicuramente non quella espressa
da Giorgio Panariello che per il modico compenso di
un milione di euro forse avrebbe potuto anche far
ridere il pubblico invece di “ridersela”
solo lui) è stata espressa dall’eleganza
delle battute di Leonardo Pieraccioni e di Flavio
Oreglio, ospite d’eccezione, sul palco insieme
ai Sugarfree.
Che a Sanremo la centralità della musica non
sia più da qualche anno bersaglio della manifestazione
lo si era capito da un pezzo. La manifestazione è
ormai una forma di spettacolo televisivo lesionistico
diretto ai telespettatori masochisti che amano farsi
del male.
E’ il festival delle polemiche che hanno incrementato
le vendite dei giornali per una settimana, hanno deluso
le aspettative dei pubblicitari con il numero di spettatori
meritatamente ai minimi storici e hanno fatto imprecare
di rabbia gli abbonati Rai che si sono resi conto
di aver contribuito a pagare i cachet eccessivi di
conduttori, ospiti, vallette e vallette delle vallette.
E’ il festival delle eclusioni leggendarie come
quella di Al Bano o di Francesco
Baccini sbattuto fuori dalla porta e rientrato
dalla finestra, ospite di Povia,
vincitore della categoria “uomini”, che
ha proposto il clone della sua precedente canzone.
E’ il festival delle eliminazioni eccellenti:
da Anna Oxa, a Ron,
cui la presenza inquietante (perlomeno nel look) di
Loredana Bertè è stata “fatale”al
cantautore, ad Alex Britti la cui
banalità della canzone è stata mitizzata
dalle doti accattivanti di musicista, a quella di
Carlo Fava che si è esibito
in coppia con Noa, supportato dai
Solis String Quartet, a cui è
però stato riconosciuto il premio della critica.
E’ Il festival delle gaffe imperdonabili: dalle
tette indisciplinate schizzate allegramente dalla
scollatura di Ilary Blasi (500mila euro), ai piedi
di Victoria Cabello (400mila euro) massaggiati da
John Travolta per la modica cifra di 400mila euro,
compenso recepito dall’interprete de “La
febbre del sabato sera”.
Gaffe anche in occasione delle onorificenze ai cantanti:
Eros Ramazzotti a cui è stata
assegnata la Croce al merito, a nome del Presidente
della Repubblica, dal sottosegretario alla Presidenza
del Consiglio, in presenza della stampa si è
lamentato della bruttezza dell’oggetto, suggerendo
al sottosegretario di “cambiare designer”
e ipotizzando posti alternativi in cui metterlo (!).
Sanremo ormai è il festival di tutto, tranne
che della canzone italiana: per la canzone italiana,
meglio emigrare all’estero.
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