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Deliri & Sbiellature

Festival di Sanremo e dintorni
di Elisabetta Di Dio Russo

Sanremo: festival della canzone italiana, festival dei fiori. Peccato l’assenza dei fiori che ha scatenato le polemiche di Riccardo Giordano, presidente dell’Ucflor (il mercato dei fiori di Sanremo) Peccato l’assenza della messa a fuoco delle canzoni, passate in secondo piano, come un entità demodé.

Il festival 2006 verrà ricordato come una brutta barzelletta, dove l’unico sussulto di comicità “vera” (sicuramente non quella espressa da Giorgio Panariello che per il modico compenso di un milione di euro forse avrebbe potuto anche far ridere il pubblico invece di “ridersela” solo lui) è stata espressa dall’eleganza delle battute di Leonardo Pieraccioni e di Flavio Oreglio, ospite d’eccezione, sul palco insieme ai Sugarfree.
Che a Sanremo la centralità della musica non sia più da qualche anno bersaglio della manifestazione lo si era capito da un pezzo. La manifestazione è ormai una forma di spettacolo televisivo lesionistico diretto ai telespettatori masochisti che amano farsi del male.

E’ il festival delle polemiche che hanno incrementato le vendite dei giornali per una settimana, hanno deluso le aspettative dei pubblicitari con il numero di spettatori meritatamente ai minimi storici e hanno fatto imprecare di rabbia gli abbonati Rai che si sono resi conto di aver contribuito a pagare i cachet eccessivi di conduttori, ospiti, vallette e vallette delle vallette.

E’ il festival delle eclusioni leggendarie come quella di Al Bano o di Francesco Baccini sbattuto fuori dalla porta e rientrato dalla finestra, ospite di Povia, vincitore della categoria “uomini”, che ha proposto il clone della sua precedente canzone.

E’ il festival delle eliminazioni eccellenti: da Anna Oxa, a Ron, cui la presenza inquietante (perlomeno nel look) di Loredana Bertè è stata “fatale”al cantautore, ad Alex Britti la cui banalità della canzone è stata mitizzata dalle doti accattivanti di musicista, a quella di Carlo Fava che si è esibito in coppia con Noa, supportato dai Solis String Quartet, a cui è però stato riconosciuto il premio della critica.

E’ Il festival delle gaffe imperdonabili: dalle tette indisciplinate schizzate allegramente dalla scollatura di Ilary Blasi (500mila euro), ai piedi di Victoria Cabello (400mila euro) massaggiati da John Travolta per la modica cifra di 400mila euro, compenso recepito dall’interprete de “La febbre del sabato sera”.

Gaffe anche in occasione delle onorificenze ai cantanti: Eros Ramazzotti a cui è stata assegnata la Croce al merito, a nome del Presidente della Repubblica, dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, in presenza della stampa si è lamentato della bruttezza dell’oggetto, suggerendo al sottosegretario di “cambiare designer” e ipotizzando posti alternativi in cui metterlo (!).

Sanremo ormai è il festival di tutto, tranne che della canzone italiana: per la canzone italiana, meglio emigrare all’estero.

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05-03-2006
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