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Deliri & Sbiellature

Il Festival di Sanremo secondo Ivan Cattaneo
di Elisabetta di Dio Russo

Stai seguendo il festival?
E come si fa a non vederlo?

Partiamo dalla conduzione: Giorgio Panariello. Cosa ne pensi?

Penso che Giorgio Panariello sia fuori posto completamente! Pur essendo bravo ha un tipo di comicità anni ’50, un po’ “scolastica” in certe cose: l’impressione è che Panariello sia la persona sbagliata nel posto sbagliato.
Non può fare il comico, non è capace di fare il presentatore, non è a suo agio poverino e si vede! Meglio l’intervento di Pieraccioni: battute più intelligenti e più efficaci.

Come ti sembrano le canzoni?

Penso che questo sia il Sanremo con le canzoni più brutte che abbia mai sentito in assoluto. E te lo dico con “certezza”: ho provato ad ascoltarle, a riascoltarle ma son proprio brutte! Anche quella di Alex Britti che forse è una delle meno peggio…
Come quella di Ron che non è gran che: parte molto bene, molto bello l’inciso ma poi si perde via completamente. Il testo è così banale!

Quale canzone ti piace di più?

Ma credo che la più carina, almeno per la facilità espressiva e per il motivetto orecchiabile sia quella di Povia: una canzoncina gradevole, senza niente di particolare.

E Carlo Fava?

Ma…a me non piace Noa, mi sta antipatica. La canzone poi mi sembra un intruglio di personaggi messi lì tutti insieme!

Vi è una una critica che faresti a Sanremo?

La suddivisione dei gruppi.
Sanremo è il festival della canzone e quindi poco interessa che ci sia questa suddivisione per categorie: gruppi, donne, uomini, caloriferi…
E’ una cosa che non ha nessun valore e che non significa niente.
Sarebbe stato meglio e più professionale puntare sulla “canzone” invece di puntare sulle categorie e sugli artisti. E’ la “canzone” ad essere importante più che l’interprete: ti ricordi il motivo di “Baciami piccina…” ma magari non ti ricordi se a cantarla è stata Nilla Pizzi, Alberto Rabagliati o il Trio Lescano…ma la canzone è impossibile non ricordarla…
Trovo questa assurda divisione davvero poco professionale e ridicola perché non si parte dall’esigenza di ascoltare la “canzone” ma solo dall’esigenza di fare spettacolo.

Gli ospiti?

Completamente inutili!

C’è una cosa che salveresti di questo festival?

Oddio non lo so…
Mi è piaciuto molto un particolare della scenografia: vedere le immagini ed i testi delle canzoni scorrere dietro le spalle del cantante durante la sua interpretazione.
Bellissimo questo effetto multimediale.
E’ stato un errore non utilizzarlo anche per l’interpretazione di Anna Oxa che più di tutti aveva l’esigenza di far leggere il testo della sua canzone.
E a proposito di Anna Oxa: credo che abbia fatto un gravissimo errore di comunicazione a non trasmettere il testo della sua canzone nemmeno ai giornali. La Oxa dice di aver imboccato la direzione della spiritualità per poi cadere in queste forme di snobismo che la fanno apparire completamente scollegata dalla realtà.

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10-03-2006
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