Al
telefono con Paola D’Agnese, una delle organizzatrici
del Premio
E’
la terza edizione del Festival?
Questa
in realtà è la quinta edizione del Premio
De Andrè: E’ la terza edizione curata
dalla nostra società Look Studio come organizzazione
generale e con la direzione artistica di Luisa Melis
e Paolo Dossena.
Ed
è cresciuta molto in questi anni …
E’
cresciuta molto. Devo dire con il sostegno ovviamente
della municipalità di Roma, con il sostegno
di Dori Ghezzi e della Fondazione De André
e piano piano si sta espandendo anche per quanto riguarda
il materiale che ci arriva. Come sai questo premio
è dedicato a Fabrizio De André e si
chiama “della musica e della parola” proprio
perché abbiamo ritenuto importante che oltre
che alla musica fosse dedicato alla poesia, in quanto
Fabrizio De André era senz’altro anche
un poeta. Quindi molta risposta sia per gli arrivi
di materiale, sia per il pubblico di questo quartiere,
la Magliana, che, come è noto è un quartiere
popolare, di periferia, che però ha dato una
risposta veramente entusiastica. Questa è una
po’ la conferma che quando si propongono cose
belle, di qualità si ha una partecipazione
calorosa.
Bisogna
portare la proposta e poi il pubblico arriva. Si è
svolto sempre nello stesso posto?
Siamo sempre
a Piazza Fabrizio De André, la piazza che gli
è stata dedicata appositamente, da qualche
parte si può ancora trovare “viale Vicopisano”
che è il vecchio nome del luogo. Ore 21, ingresso
libero.
Ho
visto il cast di quest’anno. Molto interessanti
i finalisti del premio. Ci sono anche nomi di qualità,
come Ettore Giuradei e altri. Come sono stati scelti,
da una giuria?
Da una
giuria di critici musicali, discografici e giornalisti.
Sono state fatte audizioni per il centro, per il nord
e per il sud Italia, quindi abbiamo “viaggiato”.
Tra i tanti sono stati scelti loro che adesso si esibiranno
il sei e il sette, in due serate, e poi l’otto
sarà il giorno delle premiazioni.
E
solo i premiati si esibiranno l’otto, giusto?
L’otto
si esibiranno i tre premiati. Perché diamo
tre premi diversi: per la miglior canzone d’autore,
per il miglior interprete e per la miglior poesia.
Gli
ospiti invece …
Gli ospiti
abbiamo Enzo Avitabile e i Bottari di Portico, Rocco
Papaleo che leggerà le poesie finaliste, il
sette abbiamo Alessandro Benvenuti e Banda Improvvisa,
Dolcenera, lo scrittore Marco Lodoli che leggerà
le poesie.
Dolcenera
c’è solo per ilo nome deandreiano, perché
sotto il profilo della musica d’autore c’entra
un po’ poco con De André, ma anche complessivamente
con la musica d’autore.
Devo dire
che noi abbiamo sempre sostenuto il principio di espressione
di libertà, pensando a Fabrizio. Così
chi ci invia il materiale si cimenta in tutte le tipologie
musicali, non solo cantautorali, proprio nel segno
della libertà di espressione. Allo stesso modo
noi, come vedi dal programma, ci piace immaginare
anche tipologie diversissime anche di ospiti, sia
per quello che riguarda le arti, come per i “pianeti”
musicali che sono molto diversi tra loro. Perché
ci piaceva anche l’idea di presentare un quadro
popolare e di qualità allo stesso tempo.
La
qualità c’è. Per il “popolare”
spicca questo nome: Dolcenera. Nazionalpopolare, direi.
Da Festival di Sanremo.
Beh, c’è
anche Mario Venuti che ha fatto Sanremo
E’
vero, ma direi che siamo su un altro livello. Cosa
si può dire ancora sul premio? Partecipate
numerosi?
Partecipate
numerosi, venite in tanti che l’atmosfera è
bellissima. Adesso io naturalemtne tiro acqua al mio
mulino, ma non è solo questo. Tutti gli anni
abbiamo avuto un incontro sia con la piazza che con
gli artisti di alto livello. Devo dire, non vorrei
essere retorica, ma devo dire con stupore due anni
fa alla lettura di Piera Degli Esposti che leggeva
questo poesie che, in fondo, sono di sconosciuti,
la piazza era gremita, silenziosissima e assorta,.
Ascoltava con un’attenzione altissima. Questo
mi sembra un bellissimo risultato. Anche laddove si
pensa alla poesia come qualcosa di nicchia, per pochi,
in realtà quest’anno siamo stati sommersi
di materiale di poesia da tutta Italia, di tutte le
età. L’Italia per fortuna è un
Paese che ha ancora cose da dire.
Il
tema della poesia è libero, vero?
Assolutamente
sì. E l’iscrizione è gratuita.
Gli
artisti che hanno vinto le ultime edizioni, Luca di
Nuzzo due anni fa, i Niesda lo scorso anno, sono riusciti
poi a fare strada grazie al premio? A incidere i loro
dischi?
Di Nuzzo
sì. Il panorama resta comunque quello che è
e farsi strada è sempre difficile. I Niesda
sono molto bravi, ma ahimé si sono sciolti
a un certo punto, perché ci sono stati dei
problemi tra di loro, peccato, perché erano
davvero una promessa!