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Rassegne

Roma: Premio De André a Roma il 6, 7 e 8 luglio
di Giorgio Maimone

Al telefono con Paola D’Agnese, una delle organizzatrici del Premio

E’ la terza edizione del Festival?

Questa in realtà è la quinta edizione del Premio De Andrè: E’ la terza edizione curata dalla nostra società Look Studio come organizzazione generale e con la direzione artistica di Luisa Melis e Paolo Dossena.

Ed è cresciuta molto in questi anni

E’ cresciuta molto. Devo dire con il sostegno ovviamente della municipalità di Roma, con il sostegno di Dori Ghezzi e della Fondazione De André e piano piano si sta espandendo anche per quanto riguarda il materiale che ci arriva. Come sai questo premio è dedicato a Fabrizio De André e si chiama “della musica e della parola” proprio perché abbiamo ritenuto importante che oltre che alla musica fosse dedicato alla poesia, in quanto Fabrizio De André era senz’altro anche un poeta. Quindi molta risposta sia per gli arrivi di materiale, sia per il pubblico di questo quartiere, la Magliana, che, come è noto è un quartiere popolare, di periferia, che però ha dato una risposta veramente entusiastica. Questa è una po’ la conferma che quando si propongono cose belle, di qualità si ha una partecipazione calorosa.

Bisogna portare la proposta e poi il pubblico arriva. Si è svolto sempre nello stesso posto?

Siamo sempre a Piazza Fabrizio De André, la piazza che gli è stata dedicata appositamente, da qualche parte si può ancora trovare “viale Vicopisano” che è il vecchio nome del luogo. Ore 21, ingresso libero.

Ho visto il cast di quest’anno. Molto interessanti i finalisti del premio. Ci sono anche nomi di qualità, come Ettore Giuradei e altri. Come sono stati scelti, da una giuria?

Da una giuria di critici musicali, discografici e giornalisti. Sono state fatte audizioni per il centro, per il nord e per il sud Italia, quindi abbiamo “viaggiato”. Tra i tanti sono stati scelti loro che adesso si esibiranno il sei e il sette, in due serate, e poi l’otto sarà il giorno delle premiazioni.

E solo i premiati si esibiranno l’otto, giusto?

L’otto si esibiranno i tre premiati. Perché diamo tre premi diversi: per la miglior canzone d’autore, per il miglior interprete e per la miglior poesia.

Gli ospiti invece …

Gli ospiti abbiamo Enzo Avitabile e i Bottari di Portico, Rocco Papaleo che leggerà le poesie finaliste, il sette abbiamo Alessandro Benvenuti e Banda Improvvisa, Dolcenera, lo scrittore Marco Lodoli che leggerà le poesie.

Dolcenera c’è solo per ilo nome deandreiano, perché sotto il profilo della musica d’autore c’entra un po’ poco con De André, ma anche complessivamente con la musica d’autore.

Devo dire che noi abbiamo sempre sostenuto il principio di espressione di libertà, pensando a Fabrizio. Così chi ci invia il materiale si cimenta in tutte le tipologie musicali, non solo cantautorali, proprio nel segno della libertà di espressione. Allo stesso modo noi, come vedi dal programma, ci piace immaginare anche tipologie diversissime anche di ospiti, sia per quello che riguarda le arti, come per i “pianeti” musicali che sono molto diversi tra loro. Perché ci piaceva anche l’idea di presentare un quadro popolare e di qualità allo stesso tempo.

La qualità c’è. Per il “popolare” spicca questo nome: Dolcenera. Nazionalpopolare, direi. Da Festival di Sanremo.

Beh, c’è anche Mario Venuti che ha fatto Sanremo

E’ vero, ma direi che siamo su un altro livello. Cosa si può dire ancora sul premio? Partecipate numerosi?

Partecipate numerosi, venite in tanti che l’atmosfera è bellissima. Adesso io naturalemtne tiro acqua al mio mulino, ma non è solo questo. Tutti gli anni abbiamo avuto un incontro sia con la piazza che con gli artisti di alto livello. Devo dire, non vorrei essere retorica, ma devo dire con stupore due anni fa alla lettura di Piera Degli Esposti che leggeva questo poesie che, in fondo, sono di sconosciuti, la piazza era gremita, silenziosissima e assorta,. Ascoltava con un’attenzione altissima. Questo mi sembra un bellissimo risultato. Anche laddove si pensa alla poesia come qualcosa di nicchia, per pochi, in realtà quest’anno siamo stati sommersi di materiale di poesia da tutta Italia, di tutte le età. L’Italia per fortuna è un Paese che ha ancora cose da dire.

Il tema della poesia è libero, vero?

Assolutamente sì. E l’iscrizione è gratuita.

Gli artisti che hanno vinto le ultime edizioni, Luca di Nuzzo due anni fa, i Niesda lo scorso anno, sono riusciti poi a fare strada grazie al premio? A incidere i loro dischi?

Di Nuzzo sì. Il panorama resta comunque quello che è e farsi strada è sempre difficile. I Niesda sono molto bravi, ma ahimé si sono sciolti a un certo punto, perché ci sono stati dei problemi tra di loro, peccato, perché erano davvero una promessa!

04-07-2006
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