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Concerti

Mantova Musica Festival: Gianna Nannini, il rock è vivo, viva il rock
di Lucia Carenini e Chiara Ghizzi

Tante piccole “clonesse” di Gianna Nannini invadono il teatro Bibiena, lo riempiono di striscioni, vecchi manifesti, lo “profanano” con muggiti di trombe da stadio. Spunta anche un accendino, subito “estinto” dall’intervento di una maschera. Forse quest’atmosfera sarebbe piaciuta a Mozart il dissacratore, che vi suonò da bimbo e il cui spirito, si dice, pare occhieggi - ogni tanto – tra i palchi.

Si spengono le luci, attacca il video di “sei nell’anima”, le imagini di Karl Karman riempiono lo schermo, poi un boato esplode con la forza di un vulcano, quando compare sul palco una ragazzina di cinquant’anni in jeans, maglietta e scarpe da ginnastica. Lei sorride, saluta; i fan si alzano, urlano e corrono verso il palco. Iniziano I fuochi d’artificio dei flash.

Enzo Gentile – anfitrione dell’incontro, non si scompone più di tanto. Rimane un attimo in disparte, sorridente e sornione, in attesa di iniziare il viaggio nella vita di Gianna.

Quando finalmente si fa silenzio, Gianna srotola il gomitolo dei ricordi, dai più recenti, legati alla realizzazione del suo ultimo lavoro, “Grazie”, con tanto di inseguimenti degni di 007 nei confronti del produttore Will Malone, che lei voleva assolutamente perché è ‘lunico che sa arrangiare gli archi in maniera rock’, ai più lontani, contenuti nella sua autobiografia “Io”. “L’ho scritto con urgenza, con mille penne diverse. L’ho cominciato in aereo, scrivendo sulla busta per vomitare”– dice ridendo. “Solo alla fine, per assemblarlo, l’ho passato al computer”. Dentro c’è tutta la sua vita.

Cerca di citare un capitolo che non ricorda, ma un ragazzo è subito lì, sventola una copia del libro, glie la sporge sul palco. E il racconto scivola tra mille peripezie, dall’infanzia nella pasticceria paterna, all’impegno politico per Greenpeace quando scalò un palazzo per cantare su un balcone, al suo amore per gli sport alle mille volte che si è fatta male.

Poi l’incontro con Annie Lennox, il rapporto con Antonioni, i contatti con Sharon Stone che, dopo averla vista in un servizio su “Life” e - incuriosita – aver ascoltato "Profumo" – la voleva per una parte in Basic instinct 2, disposta a cambiarne la sceneggiatura per giustificare il suo personaggio.

E ancora si parla delle passioni di Gianna, compresa quella per il vino che lei produce e di come lo produce. “Ne faccio poco e lo esporto soprattutto in America. Ma è bono. D’altra parte il vno mi piace, in giro ne ho sempre bevuto parecchio e se non è bono non lo bevo”

Quando Enzo Gentile le chiede una canzone, lei si defila, “Sono qui per parlare, canto stasera. E ho parlato troppo, non ho più voce. SE vuoi posso accompagnare loro al pianoforte – indica il pubblico – se vogliono cantare una mia canzone”. Urla entusiaste, ma non si trova l’accordo sul titolo. Così Gianna si defila, non prima di aver firmato autografi e distribuito sorrisi con quell suo fare un po’ ruvido e arruffato da eterna ragazzina.

La sera, poi, è il tripudio. Tremila persone ad ascoltarla, ad urlarle “Sei nell’anima”, a seguirla nei suoi contrasti di ruvidezze arrabbiate e di tenerezze delicate. E il suo rock forte, sostenuto da Christian Lohr e dalla sua ottima band, che non ha paura a lasciarsi inframmezzare da incursioni acustiche, trascina tutti in una corrente di emozioni.

E chiude alla grande queste cinque giornate di Mantova.

29-05-2005
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