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Concerti

Mantova Musica Festival: si apre la rassegna di Piazza Sordello
di Lucia Carenini e Chiara Ghizzi

Dopo la pioggia e il freddo di mercoledì, giovedì sera il pubblico ha risposto con grande partecipazione alla rassegna in Piazza Sordello; protagonisti i primi sei selezionati, intervallati da una nutrita schiera di “grandi nomi”.

Una piazza gremita, segno che la nostra teoria di tirar fuori la musica dal buio dei teatri per portarla in piazza era giusta. E la piazza pian piano si è riempita, fino a raggiungere quasi i limiti della sua capienza, ed è rimasta gremita fino alla fine del concerto.

La scelta operata dai selezionatori ha portato ad una proposta musicale varia, trasversale tra i generi, ma fondamentalmente “rock”. Più band che solisti quindi, e in generale, dovendo fare un rapporto tra le due componenti della canzone, più attenzione alla musica che alle parole. Buona la qualità complessiva della proposta, ottima la risposta del pubblico.

A rompere il ghiaccio Stefano Tessadri, con le sue atmosfere in bilico tra lievi echi balcanici e il west di Sergio Leone. Accompagnato dai suoi bravissimi musicisti ha proposto un set davvero convincente, dimostrando di avere delle storie da raccontare e di saperle raccontare con il giusto piglio.

A seguire i Cinemavolta, band bresciana, che nella migliore tradizione del rock italiano, quello che va dai Subsonica ai Marlene Kunz, dai Verdena agli Afterhours, ha proposto un set vigoroso e possente, e qualcuno ha iniziato ad alzarsi per ballare.

E’ quindi il turno dei primi ospiti: apre le danze Andrea Mirò che propone in solo al pianoforte la “Storia di Silvia”, viaggio nella mente e nelle emozioni di una donna che sta andando ad abortire. Toccante e profonda.

Entrano poi Enrico Ruggeri ed il resto della band, per un set tutto improntato su temi sociali: si va infatti dal problema della pena di morte, con lo splendido duetto di “Nessuno tocchi Caino” ad un feroce attacco alla politica invasionista americana, nella fattispecie applicata all’Italia del dopoguerra, ma estesa, nel discorso introduttivo di Ruggeri anche ai fatti più recenti. Intensità tangibile e applausi a cascata.

La scena passa ai cosentini de La soluzione. Sicuramente buoni musicisti, con un’ottima sezione fiati e dotati di cantante-ballerino, la loro proposta che si muove tra lo ska e il funky manca purtroppo di originalità e non ci convince appieno, così come non ci ha convinto la giovane Alice Pelle. Sicuramente molto brava tecnicamente, sia al piano che con i suoi vocalizzi virtuoseggianti, ricalca lo schema di canto “mineggiante”, all’Amanda Gré, con qualche richiamo alle cantanti americane alla Judy Garland, appoggiandolo su testi decisamente banali.

Niente da dire sulla tecnica, inoltre la ragazza è giovane. Dovrebbe forse trovare una sua vena un po’ più originale.

Esilarante invece l’intervento di Lucia Vasini. L’attrice traccia un suo viaggio tra sedicenti psicologi-maghi-sciamani che offrono i rimedi più disparati per guarire l’anima. Risate (riflessioni) e scrosci di applausi.

Ma le sorprese non sono finite, ed ecco sul palco Niccolò Fabi che porta a sorpresa Max Gazzé, reduce dal suo concerto del tardo pomeriggio in Piazza Erbe. Schiere di ragazzi assiepati intorno al palco e cori a suggello dell’intervento.

Divertente il Gruppo Elettrogeno, con le sue atmosfere tra Capossela e il circo Barnum che introduce l’intervento di Simone Cristicchi che si dimostra una volta di più una voce davvero originale con la sua autoironia e la sua vena di umorismo surreale e la sua vena di genuina “pazzia”.

Chiudono la serata i goriziani Kosovni Odpaki. Il loro nome, che in lingua slovena significa “cassonetti” o “rifiuti ingombranti” ben descrive il loro progetto di recupero di lingue semi-dimenticate e di culture nascoste che vengono riassemblate per comporre una nuova poetica supportata da una musicalità che si muove tra le note dure della chitarra elettrica e quelle struggenti del violino e della fisarmonica.

L’appuntamento è per domani.


25-05-2005
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