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Il
6, il 7 e l'8 luglio si terrà a Roma, Piazza Fabrizio
De Andrè,la quinta edizione del PREMIO FABRIZIO DE
ANDRÈ (ore 21.00, ingresso libero).
Il cast
di questa edizione vede la partecipazione di artisti legati
al mondo del teatro, della musica pop e folk, che si alterneranno
ai 14 finalisti della sezione “Musica” e alla
lettura delle opere dei 12 finalisti della sezione “Poesia”.
Sul palco,
infatti, interverranno: il 6 luglio Banda Arvalia, Enzo Avitabile
e i Bottari di Portico, Piccola Banda Ikona e Rocco Papaleo.
Quest’ultimo avrà il compito di leggere le poesie
di sei (dei dodici) finalisti della sezione “Poesia”.
Il 7 luglio si esibiranno Alessandro Benvenuti e La Banda
Improvvisa, Alibia, Dolcenera e lo scrittore Marco Lodoli,
che leggerà le opere degli altri 6 finalisti della
sezione “Poesia”.
In queste prime due serate si esibiranno (sette per sera)
i quattordici finalisti della sezione “Musica”.
Sabato 8 luglio saliranno sul palco Almamegretta, Roberto
Citran, Fluydo, gli Andhira, Giancarlo Onorato, I Tarantolati
di Tricarico, Luca Madonia e Mario Venuti.
(segue)
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I Vincitori
dell'edizione 2006
Premio migliore Canzone d'Autore
MONOPOLIO DI STATO con la canzone Le
peggio frasi di Prevert
Premio migliore interprete
ALFREDO MARASTI con la canzone La
luna e il ladro
Premio migliore poesia
RAIMONDO IEMMA con la poesia Cercare
casa
Intervista
con l'organizzazione
Al
telefono con Paola D’Agnese, una delle organizzatrici
del Premio. E’
la terza edizione del Festival?
Questa
in realtà è la quinta edizione del Premio De
Andrè: E’ la terza edizione curata dalla nostra
società Look Studio come organizzazione generale e
con la direzione artistica di Luisa Melis e Paolo Dossena.
Ed
è cresciuta molto in questi anni
E’
cresciuta molto. Devo dire con il sostegno
ovviamente della municipalità di
Roma, con il sostegno di Dori Ghezzi e
della Fondazione De André e piano
piano si sta espandendo anche per quanto
riguarda il materiale che ci arriva. Come
sai questo premio è dedicato a
Fabrizio De André e si chiama “della
musica e della parola” proprio perché
abbiamo ritenuto importante che oltre
che alla musica fosse dedicato alla poesia,
in quanto Fabrizio De André era
senz’altro anche un poeta. Quindi
molta risposta sia per gli arrivi di materiale,
sia per il pubblico di questo quartiere,
la Magliana, che, come è noto è
un quartiere popolare, di periferia, che
però ha dato una risposta veramente
entusiastica. (segue)
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Il
premio visto da Bielle
Siamo spesso
stati critici con la Fondazione De André, che, a nostro
dire, non sempre si è dimostrata all' altezza del gravoso
compito di dare degna continuità allì'opera del
Maestro. Vi sono alcune occasioni (vi sono state) in cui il
marchio della Fondazione è stato apposto sopra operazioni
che non nascondevano la loro matrice eminentemente commerciale.
Il Premio De André, apparentemente, potrebbe entrare
in questa casistica, se non ché è arrivato ormai
alla quinta edizione, crescendo man mano di importanza, allinea
ogni anno un manipolo di giovani di belle speranze (lo scorso
anno alla fase finale hanno partecipato Isa
e il Clan Mamacé, quest'anno c'è
Ettore Giuradei e la Malacompagine, due anni
fa ha vinto Luca di Nuzzo ...), offre un bel
connubio musica/poesia e si è legato ormai a un quartiere
popolare romano come la Magliana, dove viene accolto e vissuto
come una festa, quella che in realtà è. Se poi
aggiungiamo che anche il cast degli ospiti si mantiene su un
livello di qualità più che sufficiente, con delle
punte come La Piccola Banda Ikona, la Banda Improvvisa, Enzo
Avitabile e i Bottari di Portici e che l'intera manifestazione
è gratuita, ecco che abbiamo motivi, se non per esaltarci,
quanto meno per segurie con interesse la manifestazione. In
bocca al lupo ai finalisti (tra cui ricordiamo anche Chiarastella
e Areamag) |
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Fabrizio
De André di qua, Fabrizio De André di là,
il nuovo Fabrizio De André, il premio Fabrizio De André,
La Fondazione Fabrizio De André ... Fabrizio viene
tirato tutti i giorni per la giacchetta in tutte le direzioni.
E' strano per uno che non si faceva tirare e che non mi sembra
portasse neanche le giacchette. Questo eccesso di "Deandreume"
ha portato alla nascita del CASD, in seno a Bielle. Il Comitato
Anti-Scempio De André si propone di segnalare tutti
i casi di abuso del nome e dell'arte di questo grande artista,
supplendo alla vacanza di iniziative e di idee di una Fondazione
che porta il nome, contempla gli eredi, ma, almeno per ora,
non si muove nella logica di proteggerne la memoria. Il Casd
raccoglie adesioni: se vuoi aderire scrivi le tue motivazioni
qui
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Premi
e delusioni
di Francesco Sullo
Ieri
sera, siamo andati a vedere il Premio
De Andrè. Avrei voluto ascoltare
Ettore Giuradei ma siamo arrivati
tardi e Ettore aveva già suonato.
Così ci siamo dovuti sorbire
Dolcenera e Alessandro Benvenuti in
veste di cantante solista della Banda
Improvvisa. Abbiamo retto poco.
Che vi posso dire?
Dolcenera ha una splendida voce ed
intepreta le sue canzoni con ineccepibile
bravura, ma scrive delle cose insulse
e banali, che davvero non si possono
sentire. Mi spiace sempre criticare
in maniera così netta qualcuno,
ma stavolta la critica è inevitabile.
Dolcenera c'era anche l'anno scorso.
Allora pensai che fosse capitata lì
per caso, malgrado non c'entrasse
nulla con De Andrè e la musica
d'autore. Ma il fatto che ci sia stata
anche quest'anno mi fa dire che o
ci sono altri interessi ed accordi
a livello discografico, o si vuole
accontentare semplicemente la piazza
della Magliana che è molto
popolare ed apprezza i testi didascalici
e scolastici di Dolcenera oppure si
è del tutto fuori, perché
De Andrè avrebbe mostrato senza
ipocrisie tutto il suo disprezzo per
operazioni di questo tipo.
Non ho ascoltato purtroppo nessuno
dei partecipanti. Prima pioveva, poi
era umido e faceva freddo e siamo
andati via.
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Andrea
Del Favero: "Canti randagi"
Ho letto
con stupore la recensione di Canti Randagi. Ti ringrazio degli
apprezzamenti che fai al nostro lavoro. Nonostante gli anni
passino e il pelo sullo stomaco aumenti riesco sempre a imbarazzarmi
quando qualcuno mi loda... In quel disco ho lasciato un pezzo
del mio cuore. Ho amato De André fin da ragazzo e poter
realizzare questo tributo è stato per me il raggiungimento
di un sogno. Poi parlarne con lui, accettarne le critiche,
bermi come rosolio le tantissime lodi che ci fece. emozioni
indimenticabili.
Approfitto per darti qualche conoscenza in più sul
progetto in sé:
è a dieci anni di Creuza de ma perché lo abbiamo
pensato e prodotto nel '94. Uscì nel '95 per il solito
tempismo delle case discografiche. In effetti nessuno ci credeva
più di tanto. Anche per Adele era una specie di divertissement
da regalare a Fabrizio, che era curiosissimo e non riuscivamo
a tener lontano da quanto stavamo facendo. Adele e Dori gli
hanno raccontato un sacco di palle all'epoca per non fargli
capire nulla.
Il nome Canti randagi è farina del
sacco De André. Una volta fatto un
rough mix del disco glielo abbiamo dato da ascoltare e, dopo
una notte insonne, come da copione, a riascoltarsi questi
suoi gioielli rinati, se ne uscì con questo titolo
geniale! Il suo narcisismo era appagato, ma anche il gusto
musicale, eccome! (segue)
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