Un
balcone da qualche parte del mondo. Una finestra che
guarda sempre dal lato giusto del Sole. Questo vorrei
in una Londra illuminata da un cielo glorioso, azzurro
ed arancione. Giornate prima di Natale, una memoria
di un dio fatto uomo che poi se ne è andato
in vacanza per sempre.
Quando gli uomini e gli dei muoiono, ci sono sempre
centurioni romani a spartirsi le vesti. Sotto la croce
di Cristo e nelle banche gestite da Fiorani Y Su Cricca.
L'energia, la fatica, il sudore delle persone che
soffrono e che contano gli scatti del telefono, un
conto alle Poste ed uno alla Cassa di Risparmio locale.
Muori e tutto sparisce. O si ricicla. Il Centurione
Fiorani e quello Fazio. Con nessuno dei due a dire
"era veramente il figlio di Dio", ma forse
solo qualche frase sulla finanza sionista e su quella
cattolica e che il tipo sul legno se l'è meritato.
Probabilmente solo una maniera per sfuggire all'entropia,
un'idea rivoluzionaria per rivitalizzare quei soldi
anchilositi ed impermalositi.
Probabilmente
quei pensionati o giovani morti nelle stragi del Sabato
sera, dai conti ripuliti da funzionari solerti, avrebbero
goduto al pensiero di risparmi in volo attraverso
il mondo, verso paradisi fiscali, Svizzera, Madeira,
Bermuda, come mai loro avevano fatto in vita, per
paura di spender troppo. Paradisi fiscali o semplici
Paradisi, mentre loro si trovavano all'inferno od
in Purgatorio, per qualche bestemmia di troppo al
bar. "Quel Giampiero si è montato la testa...",
le voci del paese, Lodi invasa da migliaia di operatori
finanziari da tutto il mondo per il Forex, un convegno-baccanale
di tutti i mamma santissima globali dei mercati finanziari.
Le chiacchere e le bestemmie da bar, un vago cerchio
alla testa al pensiero che questa potrebbe essere
un'altra Argentina. finché fregano i capitani
di industria, siamo in un gioco dalle regole conosciute,
sicure. Ce lo si aspetta. Quando ad infrangere le
regole è il presidente della Banca d'Italia,
le cose cambiano. Il garante della sicurezza del sistema
bancario nazionale che se ne sbatte delle regole.
Che usurpa il suo potere. Una faccia imperturbabile
da cafone rivestito, una faccia da pila di giornali
sul tavolo neanche sfogliati con noia. Una faccia
da dipinto di Bruegel.
Caravaggio.
Attorno al tavolo della conversione di San Matteo.
il dito di Cristo in quel caso a salvare (qui salvando
salvas gratis), a redimere. La salvezza eterna, Matteo,
ignora i soldi che hai davanti. Vieni con me , verso
la luce alle mie spalle. No, non è un'astronave.
È una promessa di libertà dalla schiavitù
del denaro, degli obblighi e delle obbligazioni.
Fazio non è San Matteo. La testa sul piatto
di carciofi alla Giudia in un ristorante romano, le
frequentazioni clericali giuste a dirgli che ogni
cosa sarà perdonata, condonata, ogni atto empio,
impuro, verrà ascoltato da qualche fraticello,
al quale il Governatore parlerà di tassi di
interesse, opzioni, fondi in paesi tropicali. "Ma
non è che quando vai in quei paesi come Bermuda
adocchi le ragazze locali?" Ed il Governatore
"No, io non ci vado, ci vanno solo i soldi...,
non potrei mai tradire mia moglie, il matrimonio è
un sacramento". Anche perché se parlasse
la signora Fazio, chissa quante altre poltrone salterebbero.
Complici ed amanti. Una coppia diabolica.
Fazio non è San Matteo, perché crede
di esser già salvo, perché crede che
ci sia un complotto ai suoi danni. perché non
ha ancora deciso quello che un buon e vero cristiano
farebbe, confessarsi pubblicamente, di fronte alle
telecamere riunite, di fronte ad un gruppo di investitori
stranieri, di fronte ad un manipolo di correntisti
della Lodi che hanno trovato azioni Parmalat nel loro
portafoglio, armati di mazze chiodate. Una confessione
dove ci dica, signori, sono io la mela marcia. Io
e Giampiero. Siamo noi il baco nella mela e vi vogliamo
rassicurare che è tutto a posto.
Invece
no. C'è la vaga sensazione che ci sia un sistema
che va oltre la linea del telefono di Fazio ("parliamone
domani a voce, che il mio telefono è sotto
controllo"...).
E questo, da Italiano che vive all'estero, mi terrorizza.
Questa assenza di condanna e di confessione. Se non
se ne va, è perché si sente protetto.
Da un dio che non è il mio. Da un senso di
peccato e sua espiazione che non è il mio.
E da un sistema complesso ed intricato che ha già
fatto tante vittime, illustri e no, Calvi e il signor
Brambilla.
Fazio, come uno spacciatore, dovrebbe andare in galera.
Un pusher di false speranze, di sogni sintetici, di
sostanze illecite come conti correnti internet e mutui
garantiti. Una confessione pubblica, Tonino. E vedrai
che nessuno ti farà niente. Siamo così
noi Italiani. Urliamo al semaforo, al telefono. Ma
abbiamo un senso di caritas e di misericordia che
solo raramente è esploso. Anche per uccidere
Mussolini ci vollero gli inglesi, sembra. Che noi
lo avremmo messo in galera e magari oggi sarebbe allo
stadio a vedere Di Canio che fa il pagliaccio. Ti
avremmo perdonato, ti avremmo fatto andare in una
prigione di lusso, la stessa di Armanini. E poi magari
avresti avuto una modella/attricetta che si sarebbe
innamorata di te, una storia da Novella 2100. Invece,
ti neghi tutto questo, ti senti con le spalle coperte.
Un dio che non è il mio, anche se entri nelle
mie stesse chiese. O magari, appena entri e dopo aver
accontentato il fraticello che non ti tocchi, ma che
hai qualcuno che lo fa per te, entri in una cripta
sotto la cattedrale. Dedicata a Mammona, ad un toro
d'oro or similia. Dove si siedono i membri, gli accoliti,
come nella pubblicità dove la Marini chiacchera
con Andreotti e quello che fa il doppiatore per De
Niro.
Io di solito mi fermo di fronte al Cristo morente,
morto, sepolto. O di fronte alla culla, al bambino
innocentissimo e puro, come lo sono tutti i piccoli,
tutti i miracoli di cellule e materia grigia. Questo
miracolo eterno, che continua. E probabilmente, Tonino,
anche te lo eri un pargolo buono e gentile. Lo eri
una persona innocente. Poi, dalla cappella del presepe,
sei passato alla cripta di Mammona, un dio che non
è quello che prego.
Ricordi affiorano, dei miei nonni che viaggiavano,
sudavano, lottavano per ricostruire il paese, sul
risparmio e sulla tenacia. Le rimesse degli emigranti,
le case costruite da soli. i mutui a trent'anni, sempre
ripagati in tempo nonostante i tassi di interesse
a due cifre.
I risparmi. I sogni monetizzati. Il senso di sacro
quando si invocava la banca, come il luogo che permetteva
alle cose di accadere. Espiazioni e sparizioni. L'Italia
del nuovo millennio che si sveglia povera di rimesse
e commesse dall'estero e che si comincia ad interrogare
se tutta questa tenace e spropositata architettura
criminale non sia parte anche di loro, se quel sistema
che ha fomentato Fazio e Fiorani non sia parte integrante
del sistema. perché qui nessuno si confessa
in fondo. Nessuno espia a parte le anime dei correntisti
della Lodi, riammessi di urgenza in Purgatorio per
decreto papalino.
Il balcone sul mondo, una vista su pianure eterne
e cieli mesmerizzanti. Una nuvola bianca che rotola
dall'oceano verso le montagne. Un mondo Buzzatiano,
vuoto di persone e pieno di attese, di speranze che
si dissolvono come le nebbie e paure che diventano
certezze. San Matteo che si alza e chiede a Cristo
di uscire, di andarsene. Una storia che finisce dove
poteva diventare la storia più grande dell'umanità.
Fino a creare un mondo dove tutti onorano Mammona
e solo pochi adepti si riuniscono dentro cripte sotto
i templi finanziari del dio denaro, per onorare un
dio misericordioso, caritatevole, morto in croce.
Un dio per il quale morirei, uno scandalo dove un
banchiere lodigiano rubava soldi ai ricchi per ripagare
i mutui dei poveri, delle regole infrante per far
del bene. Ed in un mondo dominato dalle regole del
self interest, un reato così sarebbe stato
punito subito, con la morte subita. E non con il silenzio
e l'assenso tacito di tutte le gerontocrazie del Bel
Paese.
It Was There That I Saw You - ...And You will know
us from the trail of the dead It was there that I
saw you And it was there that I came As evening sighs,
Rises up against the sky-line Let me come and have
my leis You were fair and fey as a sun that evil day
We were bold and life was great But as time went on
I wondered what went wrong I wondered what became
of you.
Let me hold you in my arms dear And let me melt in
the heat of your gaze And let the clock strike one,
Time and mind go marching on Let our sense of selves
decay