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di speranze,d'informazione, dell'uomo.
















Sbiellature

Fasta e nefasta 2005?
di Cosimo

Un balcone da qualche parte del mondo. Una finestra che guarda sempre dal lato giusto del Sole. Questo vorrei in una Londra illuminata da un cielo glorioso, azzurro ed arancione. Giornate prima di Natale, una memoria di un dio fatto uomo che poi se ne è andato in vacanza per sempre.

Quando gli uomini e gli dei muoiono, ci sono sempre centurioni romani a spartirsi le vesti. Sotto la croce di Cristo e nelle banche gestite da Fiorani Y Su Cricca. L'energia, la fatica, il sudore delle persone che soffrono e che contano gli scatti del telefono, un conto alle Poste ed uno alla Cassa di Risparmio locale. Muori e tutto sparisce. O si ricicla. Il Centurione Fiorani e quello Fazio. Con nessuno dei due a dire "era veramente il figlio di Dio", ma forse solo qualche frase sulla finanza sionista e su quella cattolica e che il tipo sul legno se l'è meritato.

Probabilmente solo una maniera per sfuggire all'entropia, un'idea rivoluzionaria per rivitalizzare quei soldi anchilositi ed impermalositi.

Probabilmente quei pensionati o giovani morti nelle stragi del Sabato sera, dai conti ripuliti da funzionari solerti, avrebbero goduto al pensiero di risparmi in volo attraverso il mondo, verso paradisi fiscali, Svizzera, Madeira, Bermuda, come mai loro avevano fatto in vita, per paura di spender troppo. Paradisi fiscali o semplici Paradisi, mentre loro si trovavano all'inferno od in Purgatorio, per qualche bestemmia di troppo al bar. "Quel Giampiero si è montato la testa...", le voci del paese, Lodi invasa da migliaia di operatori finanziari da tutto il mondo per il Forex, un convegno-baccanale di tutti i mamma santissima globali dei mercati finanziari.

Le chiacchere e le bestemmie da bar, un vago cerchio alla testa al pensiero che questa potrebbe essere un'altra Argentina. finché fregano i capitani di industria, siamo in un gioco dalle regole conosciute, sicure. Ce lo si aspetta. Quando ad infrangere le regole è il presidente della Banca d'Italia, le cose cambiano. Il garante della sicurezza del sistema bancario nazionale che se ne sbatte delle regole. Che usurpa il suo potere. Una faccia imperturbabile da cafone rivestito, una faccia da pila di giornali sul tavolo neanche sfogliati con noia. Una faccia da dipinto di Bruegel.

Caravaggio. Attorno al tavolo della conversione di San Matteo. il dito di Cristo in quel caso a salvare (qui salvando salvas gratis), a redimere. La salvezza eterna, Matteo, ignora i soldi che hai davanti. Vieni con me , verso la luce alle mie spalle. No, non è un'astronave. È una promessa di libertà dalla schiavitù del denaro, degli obblighi e delle obbligazioni.

Fazio non è San Matteo. La testa sul piatto di carciofi alla Giudia in un ristorante romano, le frequentazioni clericali giuste a dirgli che ogni cosa sarà perdonata, condonata, ogni atto empio, impuro, verrà ascoltato da qualche fraticello, al quale il Governatore parlerà di tassi di interesse, opzioni, fondi in paesi tropicali. "Ma non è che quando vai in quei paesi come Bermuda adocchi le ragazze locali?" Ed il Governatore "No, io non ci vado, ci vanno solo i soldi..., non potrei mai tradire mia moglie, il matrimonio è un sacramento". Anche perché se parlasse la signora Fazio, chissa quante altre poltrone salterebbero. Complici ed amanti. Una coppia diabolica.

Fazio non è San Matteo, perché crede di esser già salvo, perché crede che ci sia un complotto ai suoi danni. perché non ha ancora deciso quello che un buon e vero cristiano farebbe, confessarsi pubblicamente, di fronte alle telecamere riunite, di fronte ad un gruppo di investitori stranieri, di fronte ad un manipolo di correntisti della Lodi che hanno trovato azioni Parmalat nel loro portafoglio, armati di mazze chiodate. Una confessione dove ci dica, signori, sono io la mela marcia. Io e Giampiero. Siamo noi il baco nella mela e vi vogliamo rassicurare che è tutto a posto.

Invece no. C'è la vaga sensazione che ci sia un sistema che va oltre la linea del telefono di Fazio ("parliamone domani a voce, che il mio telefono è sotto controllo"...).

E questo, da Italiano che vive all'estero, mi terrorizza. Questa assenza di condanna e di confessione. Se non se ne va, è perché si sente protetto. Da un dio che non è il mio. Da un senso di peccato e sua espiazione che non è il mio. E da un sistema complesso ed intricato che ha già fatto tante vittime, illustri e no, Calvi e il signor Brambilla.

Fazio, come uno spacciatore, dovrebbe andare in galera. Un pusher di false speranze, di sogni sintetici, di sostanze illecite come conti correnti internet e mutui garantiti. Una confessione pubblica, Tonino. E vedrai che nessuno ti farà niente. Siamo così noi Italiani. Urliamo al semaforo, al telefono. Ma abbiamo un senso di caritas e di misericordia che solo raramente è esploso. Anche per uccidere Mussolini ci vollero gli inglesi, sembra. Che noi lo avremmo messo in galera e magari oggi sarebbe allo stadio a vedere Di Canio che fa il pagliaccio. Ti avremmo perdonato, ti avremmo fatto andare in una prigione di lusso, la stessa di Armanini. E poi magari avresti avuto una modella/attricetta che si sarebbe innamorata di te, una storia da Novella 2100. Invece, ti neghi tutto questo, ti senti con le spalle coperte. Un dio che non è il mio, anche se entri nelle mie stesse chiese. O magari, appena entri e dopo aver accontentato il fraticello che non ti tocchi, ma che hai qualcuno che lo fa per te, entri in una cripta sotto la cattedrale. Dedicata a Mammona, ad un toro d'oro or similia. Dove si siedono i membri, gli accoliti, come nella pubblicità dove la Marini chiacchera con Andreotti e quello che fa il doppiatore per De Niro.

Io di solito mi fermo di fronte al Cristo morente, morto, sepolto. O di fronte alla culla, al bambino innocentissimo e puro, come lo sono tutti i piccoli, tutti i miracoli di cellule e materia grigia. Questo miracolo eterno, che continua. E probabilmente, Tonino, anche te lo eri un pargolo buono e gentile. Lo eri una persona innocente. Poi, dalla cappella del presepe, sei passato alla cripta di Mammona, un dio che non è quello che prego.

Ricordi affiorano, dei miei nonni che viaggiavano, sudavano, lottavano per ricostruire il paese, sul risparmio e sulla tenacia. Le rimesse degli emigranti, le case costruite da soli. i mutui a trent'anni, sempre ripagati in tempo nonostante i tassi di interesse a due cifre.

I risparmi. I sogni monetizzati. Il senso di sacro quando si invocava la banca, come il luogo che permetteva alle cose di accadere. Espiazioni e sparizioni. L'Italia del nuovo millennio che si sveglia povera di rimesse e commesse dall'estero e che si comincia ad interrogare se tutta questa tenace e spropositata architettura criminale non sia parte anche di loro, se quel sistema che ha fomentato Fazio e Fiorani non sia parte integrante del sistema. perché qui nessuno si confessa in fondo. Nessuno espia a parte le anime dei correntisti della Lodi, riammessi di urgenza in Purgatorio per decreto papalino.

Il balcone sul mondo, una vista su pianure eterne e cieli mesmerizzanti. Una nuvola bianca che rotola dall'oceano verso le montagne. Un mondo Buzzatiano, vuoto di persone e pieno di attese, di speranze che si dissolvono come le nebbie e paure che diventano certezze. San Matteo che si alza e chiede a Cristo di uscire, di andarsene. Una storia che finisce dove poteva diventare la storia più grande dell'umanità. Fino a creare un mondo dove tutti onorano Mammona e solo pochi adepti si riuniscono dentro cripte sotto i templi finanziari del dio denaro, per onorare un dio misericordioso, caritatevole, morto in croce. Un dio per il quale morirei, uno scandalo dove un banchiere lodigiano rubava soldi ai ricchi per ripagare i mutui dei poveri, delle regole infrante per far del bene. Ed in un mondo dominato dalle regole del self interest, un reato così sarebbe stato punito subito, con la morte subita. E non con il silenzio e l'assenso tacito di tutte le gerontocrazie del Bel Paese.

It Was There That I Saw You - ...And You will know us from the trail of the dead It was there that I saw you And it was there that I came As evening sighs, Rises up against the sky-line Let me come and have my leis You were fair and fey as a sun that evil day We were bold and life was great But as time went on I wondered what went wrong I wondered what became of you.

Let me hold you in my arms dear And let me melt in the heat of your gaze And let the clock strike one, Time and mind go marching on Let our sense of selves decay

Ultimo aggiornamento: 01-01-2006
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