Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.


 














BiELLE CAMPAGNE



En attendent Lolli ...

L'uscita di un disco nuovo di Claudio Lolli non è evento di poco momento. Prima ancora di afffezionarci all'oggetto, alla scatolina, al libretto, abbiamo provato a metterci in sintonia con i titoli delle canzoni. Però, da soli, si può arrivare fino a un certo punto. Claudio, hai voglia di aiutarci? Ci starebbe bene un tuo commento sempre che tu abbia voglia di darci un commento di prima mano.

"Si, volentieri, se riesco a capire di cosa si tratta …"

Noi abbiamo fatto una pagina ispirandoci alla tracklist comunicata da Storie di note. L’abbiamo fatto per quattro canzoni questo gioco. Adesso ti dico cosa abbiamo scritto e mi dici se ci abbiamo azzeccato.

"Va bene: è un bel gioco!"

E poi se ci dici qualcosa anche sul resto del disco, chi sono le persone coinvolte (di cui non sappiamo niente). Allora, abbiamo cominciato con “Majakovskij e la scoperta dell’America” che doveva essere il titolo dell’album. Ma poi cos’è successo?

C’è stato qualche problema, diciamo così di …. vendibilità. L’ufficio promozione mi ha detto “Guarda no, così non va. Sembra la corazzata Potiomkin! Ci aspettiamo reazioni tipo Fanzozzi”. Quindi mi hanno convinto a scorciarlo … (ride)

Però è rimasto come titolo della canzone …

Eh sì, la canzone è mia, i titoli li scelgo io. (segue)


Le registrazioni sono state effettuate tra il dicembre ‘05 e il marzo ‘06 da Pasquale Maria Morgante presso lo “Studio Morgana” a Bologna.
Produzione esecutiva: Ilaria e Rambaldo degli Azzoni per Storie di note
Progetto grafico: Franco Vassia (Studio Imago)
Foto di copertina e del libretto: Enzo Eric Toccaceli

ESTRAGONE Dove andiamo?
VLADIMIRO Non lontano.
ESTRAGONE No, no, andiamocene lontano di qui!
VLADIMIRO Non si può.
ESTRAGONE Perché?
VLADIMIRO Bisogna tornare domani.
ESTRAGONE A far che?
VLADIMIRO Ad aspettare Godot.
(Samuel Beckett)

E noi restiamo qui, esattamente come Estragone e Vladimiro. Restiamo qui e aspettiamo, aspettiamo, aspettiamo con grande pazienza che ... ma che? Ma che arrivi Godot! Ossia che esca il disco nuovo di Claudio Lolli. Cosa sappiamo finora? Il titolo: "La scoperta dell'America" e una scaletta con i titoli dei nove brani e l'ordine in cui verranno pubblicati:

A (Il grande poeta russo) Majakovskij e la scoperta dell'America
(testo e musica Claudio Lolli) 4.40
B Bisogno orizzontale
(testo e musica Claudio Lolli) 4.20
C Il secondo sogno
(testo e musica Claudio Lolli) 4.20
D Le rose di Pantani
(testo Gianni D'Elia e musica Claudio Lolli) 4.10
E Poco di Buono
(testo e musica di Fabrizio Zanotti e Nicola Ricco) 5.02
F L'eterno canto dell'uomo
( testo Ernesto dello Jacono e musica Claudio Lolli – Pasquale M. Morgante – Salvatore De Siena) 5.01
G Nuovo carcere paradiso
(testo e musica Claudio Lolli) 5.52
H Piccola storia di un dio
( testo Claudio Lolli e musica Paolo Capodacqua) 4.33
I Medley con rumori rosa
( testo Claudio Lolli e musica Nicola Alesini - Paolo Capodacqua - Pasquale M. Morgante) 6.00

Più un piccolo gruppo di note tecniche. Il dato consolante è che questa volta ci sono gli strumenti: chitarre, mandolini, sassofoni e percussioni. Niente più quell'orrida drum machine che appesantiva e immiseriva la poesia di "Dalla parte del torto". E, rispetto al predecessore, non è nemmeno un disco con "qualche" canzone nuova. Per la prima volta dai tempi di "Intermittenze del cuore" del 1997, si tratta di un disco di inediti.

Questa la formazione con cui è stato registrato il disco: Claudio Lolli voce; Angelo Adamo: armonica in 6: Nicola Alesini: sassofoni in 9 ; Davide Aru: chitarre e mandolini in 8 ; Federica Arcà: basso in 1 ; Giampiero Burza: chitarra jazz ; Paolo Capodacqua: chitarra in 9 ; Max Cremonini: chitarre in 2, 4 e 6 ; Daniele Faraotti: chitarre in 3 e 7 ; Carmelo Fasanaro: basso in 6 ; Andrea Ferrario: sassofoni in 1, 2 e 3 ; Barbara Giorgi: cori ; Mario Grillo: chitarre in 1 ; Robs Mantovani: percussioni in 5 ; Mircomenna: voce in 6 ; Pasquale M. Morgante: pianoforte, piano elettrico, tastiere e organo ; Maurizio Nicolaci: percussioni in 3 ; Saverio Pagano: percussioni in 8 ; Roberto Rossi: percussioni in 6 e 7 ; Marcello Surace: batteria in 2 e 4 ; Tiziano Zanotti: basso in 2 e 4 , violoncello in 7 e contrabbasso.

Arrangiamenti & programmazione computer: Pasquale Maria Morgante, tranne “Piccola storia di un dio”, arrangiato in collaborazione con Davide Aru.

Nove canzoni per sognare e provare a immaginare, di cui 4 interamente di Claudio (parole e musica), una per niente e 4 in compartecipazione. Ne abbiamo scelte quattro (tre due e una con testo di Gianni D'Elia) per provare a sentirle con l'orecchio del cuore.

(Il grande poeta russo) Majakovskij e la scoperta dell'America
Sembrava dovesse essere il titolo dell'album intero, poi l'album si è semplificato ne "La scoperta dell'America" e Majakovskij è rimasto solo in questa canzone? Cosa c'entra il poeta russo con l'America? Forse lo spunto è un libro: "America" di Majakovskij, diviso in due parte: "la mia scoperta dell'America" e "Versi sull'America", da cui è tratta questa "Broadway":
"L'asfalto è vetro.
Cammino e tintinno.
Alberi e fili d'erba
ben rasati.
Da sud
a nord
vanno le avenues
da est a ovest
le streets.
E in mezzo -
(dove il costruttore le ha portate) -
le case
di impossibile lunghezza.
Alcune
lunghe fino alla luna,
altre
fino alle stelle.
Gli yankee
sono pigri
a far andare le suole:
è più semplice
e rapido l'ascensore
(segue)
Majakovskij si recò in America nel 1925 con un viaggi per nave. Immagino che Lolli sia partito di qua, ottant'anni dopo per riscoprire un'America molto diversa.

Le rose di Pantani

E' una poesia di Gianni D'Elia, musicata da Claudio. Pantani è per definizione un personaggio poetico, con quella faccia da alieno e quella storia, tutto sommato "aliena" anch'essa. Dopo "Bartali", dopo "Gimondi e il Cannibale", dopo "Diavolo Rosso" e "Il bandito e il campione" (Gerbi e Girardengo), ancora una canzone d'autore sul ciclismo. Che piace, come sport, perché il ciclismo ha ritmo da ballata. La pedalata ha dentro lo stesso blues di massicciata di un treno gettato alla fatica. Grandi cose ci aspettiamo da Pantani. Che non arrivava in volata, ma, leggero com'era, si posava direttamente sulle vette. Peraltro, dopo "Villeneuve" è la seconda canzone che Claudio dedica a un campione scomparso.

 

Bisogno orizzontale

Bisogno orizzontale è un titolo che ci fa sognare. Ci piace anche prima di ascoltarla. D'altra parte ho già sostenuto che con Claudio Lolli il piacere di una nuova uscita inizia per strati. Prima c'è quello di tenersi in mano il disco con la sua nuova confezione, aprirlo, sfogliarne il libretto, leggersi i testi e dopo, solo dopo, arriva il piacere dell'ascolto. Ma già la lettura del libretto spesso è fonte di piacere paragonabile a quello dell'ascolto. Ora qui abbiamo ancora meno che un libretto: abbiamo solo un elenco di titoli, ma "Bisogno orizzontale" vale quasi da solo l'acquisto! Immagino una canzone sui piacere dello starsene coricato, sul tempo che passa e sul tempo che passiamo noi in posizione orizzontale. E quella posizione può essere tutto.

Si sta in posizione orizzontale quando si nasce e quando si muore, quando si fa l'amore e quando si sta male, in un letto d'ospedale o in un'amaca tropicale. L'amore poi, il sesso insomma, è caratterizzato da tutta una serie di piani orizzontali che si intrecciando, che si sovrappongono, che si contrappongono ad altre verticalità. Orizzontale/verticale è tutto quello che si sviluppa nel nostro corpo quando cresce il bisogno d'amare. Si sta orizzontali su una spiaggia o sopra un prato e infine si sta orizzontali, perché così si sta da un'altra parte rispetto a questo mondo tutto verticale. Il bisogno orizzontale quindi può anche essere un grido contro la massificazione, contro l'omogenizzazione. Ma c'è di più: ci può essere il "bisogno di mettersi orizzontali", ossia "vado a stendermi un attimo". Che può essere anche necessità di riflessione o di rilassamento. Ultima lettura: i bisogni. Quando si propagano in senso orizzontale. In senso sociologico e non scatologico. Ma la soluzione dell'enigma è, con tutta evidenza, già contenuta in una poesia di Lolli da "Rumore rosa". Leggete per credere: "Fare l'amore noi, da pari a pari / e questo è il mio bisogno orizzontale" .

Nuovo carcere Paradiso


Un titolo che sembra una parodia. Un titolo che, con ogni evenienza parla dell'Italia di oggi rapportata all'Italia di ieri. "Nuovo cinema Paradiso
" è strato il film che ha rivelato all'Italia e poi al mondo il talento narrativo per immagini di Giuseppe Tornatore. "Due anni dopo la fine della II guerra mondiale a Ciancaldo, un paese siciliano, il cinema è l'unico divertimento. Davanti ad una platea chiassosa, ma anche emotiva, il "parroco-gestore" fa passare sullo schermo celebri film americani e italiani, dopo adeguati tagli di cui si occupa l'anziano Alfredo, il proiezionista, che inizia ai misteri della macchina da proiezione il ragazzino Salvatore". "Nuovo carcere Paradiso" può essere tutto quello che non è ma appare oggi, Potrebbe essere la realtà italiana vista dall'esterno, dagli occhi degli immigrati che arrivano da noi aspettandosi di trovare il Paradiso, raccontato dalle televisioni di Mastro Imbonitore, e si trovano invece in quei carcari che così poco hanno di Paradiso che sono i Centri di Permanenza Temporanei.

Ma c'è anche un altro "carcere Paradiso". Un articolo di Epoca di una decina di anni fa ci parla di una struttura pilota a Rimini (non so sinceramente se sia ancora funzionante) per il recupero dei tossicodipenti, ovviamente già detenuti in carcere. "Sono solo in 7 - dice l'articolo - su 15 mila in galera per droga. Grazie a un direttore antiproibizionista non stanno in cella e non sono sorvegliati da secondini armati. Ma lavorano in serra, fanno terapia di gruppo e vivono in camerate accoglienti. Funziona? Cronaca di un esperimento che ha dell' incredibile. "I migliori momenti della giornata sono quelli che si passano in serra: dà un' illusione di libertà" In due anni dal "residence" sono passati una cinquantina di tossicodipendenti. Oggi ce ne sono solo sette, di cui due sieropositivi. Dormono divisi in due camerate. Stanze grandi, con i lettini e gli armadietti di legno. Escono al mattino per andare in serra a lavorare. Sono a poche centinaia di metri dalla casa circondariale, ma é spazio aperto, circondato solo dalle colline che disegnano l' entroterra rivierasco. La guardia che li accompagna non porta armi e nemmeno divisa. Si riconosce per il cartellino appeso sul petto". Un carcere che, forse non c'è più. E che dalla descrizione sembra non esserci mai nemmeno stato. Io non so di cosa parli la canzone di Lolli. procedo solo per suggestioni dettate dai titoli. Ma da lui, come sono abituato, qualsiasi sia lo specifico del soggetto scelto, mi aspetto da questo brano una canzone di grande denuncia sociale e civile. Qualcosa che ci faccia vergognare di essere umani e contemporaneamente recuperare la dignità. Anche per fare qualcosa che serva a trasformare sempre più carceri, se non in paradisi, almeno in qualcosa diverso dallo zoo.

HOME