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Deliri & Sbiellature

Il dibattito è aperto: chi è Ivano Fossati oggi?
di Cosimo Pacciani

Il dibattito e' aperto. Chi e' Ivano a meta' ed oltre del primo decennio del nuovo millennio (o un anno attorno al 1400 quasi 1500 per i mussulmani ed i Benigni fra noi)? Chi e' Ivano Fossati e come e' possibile che ancora oggi ci siano persone che vanno ai suoi concerti, che diventao eccitate ad ogni puzzetta in forma di musica che emette? Cosa vuole Ivano Fossati, cosi' come Dalla, De Gregori, Gino Latilla? Per non dire Battiato e i cori gospel ad Umbria Jazz.

Cosa vogliamo da loro? Cosa chiediamo nelle nostre richieste ai concerti, gli orsacchiotti lanciati come offerte alla musa di una creativita' ormai assopita da troppa genialita' passata? Come Messner. Una volta che ha scalato tutti gli ottomila del mondo, e' tornato sulle sue Dolomiti. Una volta all'anno si infila in un tour di CAI e dopolavori ferroviari e ricorda le sue imprese. Dove faceva sempre tanto freddo.

Ivano ci parla oggi come se fosse un ologramma di un mondo passato ed appassito su se stesso. Shoegazers' nation (ci credo, con quanto ci costano le scarpe...) Always looking backwards.
Una generazione che avrebbe potuto cambiare il paese, continuare l'opera dei padri, ma decise di imbracciare una chitarra. The first of lost generations of Italy.
i cantautori. Ivano ci ricorda come era groovy vivere in quel momento storico. Ci ha cointinuato a cantare di luoghi reali e dell'anima fatati, ipotetici ma reali nelle vibrazioni del nostro stereo portatile.
Ivano ci ha cantato un'Italia da cartolina invenduta. Un paese dove nessuno vorrebbe viverci se non costretto dagli obblighi morali e da travel-o-fobia.

Ivano come gli altri. Ma non ci ha mai indicato la direzione.

A parte quella che portava in un salotto, in una stanza dove sedersi ad ascoltare la sua musica. Come se, per la durata di un suo disco o concerto, fossimo sospesi e messi su un battel ch'ad ogni vento....
il vento dell'oblio. il loft di Ivano. Dove ogni tanto lui si apparta con la bella di turno. E noi ad ascoltare il cd.
Ivano che siede, come Dalla, come Cocciante e come Joe Sentieri, in una specie di Hotel California della musica italiana. Cosa ci racconta Ivano oggi? A volte ho l'impressione sgomenta che nessuno di quella generazione possa raccontarci piu' niente di nuovo. Non hanno costruito una struttua solida al paese.
Non hanno preparato il campo ai giovani che non fossero amici degli amici o pronti ad inchinarsi di fronte al genio (per devozione o peggio...).

Non hanno aderito al desiderio di cambiamento se non per qualche motivo Cencelliano.
Non hanno fatto altro che cantarci la stessa canzone ed oscillare fra Attenti al Lupo ed opere liriche.
Nessuno glielo ha mai detto, forse. Ma comincio a pensare che la generazione dei cantautori sia solo un gruppo di old farts, come direbbero gli inglesi.
O delle loffie, scureggie vestite.

E continuo ad ascoltarli. Continuo a stonarmi certe notti con Una Notte in Italia.
Perche' mi interessa la risposta al quesito, ai quesiti di cui sopra.
Perche' dall'esito dipende anche la mia comprensione di cosa sia diventato io, il mio paese ed il mio desiderio di tornare a combatterci la battaglia della vita.

Poi, giro il dito sul mio capiente ipod e tiro fuori gli Appleseed Cast o i Tre Allegri Ragazzi Morti ed il mondo mi dice di uscire fuori dal guscio e reclamare qualcosa di meglio per tutti. A partire dalla musica. Al suono della musica.

27-02-2006
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