Isobel Campbell & Mark Lanagan: "Ballad of thebroken seas"

Vedere questi due nomi accoppiati fa uno strano effetto. Cosa hanno da spartire l'ex cantante degli Screaming Trees e una ex Belle & Sebastian?
Isobel ha lasciato il gruppo dopo "Storytelling", probabilmente per insanabili divergenze artistiche. Se ne è andata senza far rumore, secondo i modi gentili ai quali ci aveva abituati anche in seno alla band di Stuart Murdoch. Mark Lanegan, invece, non ha certo bisogno di presentazioni: gli Offlaga Disco Pax ci ricordano che è molto più conosciuto di quanto non si possa supporre…Nomi distanti, dunque, ma che intriga leggere abbinati. In conclusione, da questa collaborazione esce un disco non eccezionale, che tradisce parte delle aspettative, ma certamente non malvagio, perché i due nomi coinvolti riescono a giocare bene anche carte poco buone, i testi sono ampiamente sopra la media di quelli che ci tocca spesso ascoltare, alcuni brani hanno esiti felici. D'altro canto, e purtroppo sono difetti che incidono sull'esito finale, non si evitano una certa pesantezza e un senso di monotonia che non passa nemmeno dopo numerosi ascolti. Quella che avete appena letto è comunque solo l'opinione di chi scrive. "Ballad Of The Broken Seas" è costruito di modo che potreste anche odiarlo, o magari adorarlo.
Nicola Minucci - Onda Rock


Rieccolo, il mito intramontabile della bella e la bestia, dell’orco e la fatina, aggiornato al pop dei nostri tempi. L’inedita coppia protagonista di questo disco vanta illustri precedenti e cita esplicitamente Serge Gainsbourg & Jane Birkin, Lee Hazlewood & Nancy Sinatra come modelli di riferimento; ma potrebbero venirne in mente tanti altri, l’uomo in nero Johnny Cash con l’angelica moglie June Carter, oppure i semi cattivi di Nick Cave ammantati dalla vocina maliziosamente infantile di Kylie Minogue (“Where the wild roses grow”, una decina d’anni fa). Funziona quasi sempre, perché è facile che tra due poli opposti si creino campi magnetici, sfrigoli tensione erotica, prendano forma dinamici contrasti in chiaroscuro. Succede anche stavolta e nonostante i due, l’eterea ex di Belle & Sebastian e il trucido romantico già con Screaming Trees e ora con i Queens Of The Stone Age, abbiano lavorato soprattutto a distanza: lei nella nativa Glasgow, lui a Los Angeles, usando la posta elettronica per scambiarsi i frutti del loro lavoro prima di convergere finalmente nello stesso studio di registrazione. Così va il mondo, oggi, ma da queste session in buona parte virtuali è venuto fuori un disco ruvido e al naturale che suona come fosse registrato venti, trenta o quarant’anni fa.
Alfredo Marziano - Rockol

Un uomo ed una donna stesi al morbido scuro tentacolare, finché viene il sonno. Dormono per sognare, per parlarsi nel sonno, per destarsi e fare ancora l'amore. I sogni, le immagini, le loro voci che si uniscono a quelle del vento e della pioggia, la notte. "Ballad Of The Broken Seas" è il disco che realizza una delle collaborazioni più interessanti nel panorama della musica cantautoriale moderna, quella tra Mark Lanegan e Isobel Campbell dei Belle & Sebastian. Due delle voci, opposte di segno e timbro, più sensuali e calde che vi capiterà di ascoltare. Un soffio leggero e un brivido quella di lei, scura e densa quella di lui. Insieme, la piacevole sorpresa di un lavoro che è perfetto connubio tra Johnny Cash (American Recordings), Lee Hazlewood – fantasma privato di Lanegan- e la prima, soffice Nancy Sinatra.
Antmo - Debaser

Lei fa l'angelo, la vergine candida, la Joan Baez, lui il torbido, il demonio, il Johnny Cash o Leonard Cohen o Nick Cave; in uno scenario di suggestive ballate tra il sogno e il West che riesce a non essere autoparodistico ma intrigante, con molte chitarre e arrangiamenti minimali.
Riccardo Bertoncelli - Del Rock

Ascoltare "Ballad Of The Broken Seas" è come spiare una coppia che fa sesso. E' imbarazzante. E poco divertente. Ma parlando senza strani paragoni: la musica scarna, i suoni, gli scambi non fanno altro che darci l'impressione di essere esattamente a metà tra i due visi che cantano e si guardano, sovente suonando. Non ci vedono, ma siamo lì in mezzo. E non ci dovremmo essere...
Dale P. - Taxi Driver

Parola di Bielle
Non bisognerebe mai meravigliarsi di meravigliarsi. Ma dal connubio tra la ex "Belle & Sebastian" degli esordi e il leader dei ruvidi Screaming Trees era difficile pensare potesse uscirne niente di buono. E invece, ecco la meraviglia, il disco che hanno messo insieme (e che, in fondo, è quasi tutta opera di Isobel) è una cannonata. Lui canta basso che pare Leonard Cohen e lei è molto più angelica della Mrs Robinson degli ultimi lavori coehniani a doppia voce. Ne esce una miscela inquietante dove l'inferno e il paradiso duettano e si spartiscono i regni, anche se ad ogni brano capita di chiedersi se il diavolo sia questo omone col vocione fondo e scuro o quella voce finto angelica, ma ammaliante di sensualità e brividi sottili che gli gioca in controcanto, attorno, sotto, sopra e di fianco in un coito ininterrotto che dura12 brani. Le cronache non narrano se i due abbiano fatto l'amore. Spero di sì. Noi possiamo solo assistere e godere per interposta persona. Geniale, ammaliante.