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Ipse
dixit! |
Recensioni
pagine, ascolti |
| 04/11/2008 |
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Niccolò
Fabi, violenza 134
«Volevo
utilizzare la musica come un luogo dove far incontrare
degli artisti che stimo e come un progetto da condividere,
libero da una forma precostituita. Volevo un principio
più che un fine e una storia importante raccontata
da una coralità di voci. La musica non morirà
fino a quando avrà dietro una motivazione autentica».
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| 17/09/2008 |
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Francesco
Guccini , un viaggio per un incontro
«Io
non vengo visto come un dio, come un extraterrestre,
ma come un vecchio amico; adesso, purtroppo, anche
come un vecchio zio, il che mi addolora un po’.
Mi fa piacere non essere identificato come qualcosa
al di là di una barriera, ma come qualcuno
che si può incontrare. Ecco, questa è
la cosa migliore».
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| 02/09/2008 |
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Bandabardò,
"Ottavio"
«Le
nostre sono sempre state canzoni-cortometraggio, in
cui si sviluppa tutta la storia. Questa volta ci siamo
divertiti a realizzare un lungometraggio fatto di
tante storielline legate tra di loro. Ne sono uscite
le vicende di Ottavio, personaggio la cui vita è
votata all’amore, dalla nascita al gran finale,
il momento del pareggio, uno strano equilibrio che
lui trova con se stesso. E' un viaggio di vita e d´amore
di chi senza amore proprio non sa stare».
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| 08/08/2008 |
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Edoardo
Bennato: ho un cd pronto, ma senza editore"
«È
inquietante pensare come uno come Bennato, che ha
venduto milioni di dischi sia stato cancellato. Però
io questo non posso neanche dirlo, sennò passo
per perseguitato. Posso dire però che ho un
disco di venti pezzi pronto e non ho una casa discografica
che lo pubblichi». |
Così
è se vi pare (libro) |
| 21/07/2008 |
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Sud
Sound System, la gioia del palco
«A
noi la musica ha dato la possibilità di crescere
negli anni ed essere apprezzati e seguiti da gente
che crede in noi. Ora vogliamo restituire quello che
la musica ci ha dato: il senso gioioso delle cose.
Molta gente ci considera non perché dietro
di noi c’è un discorso di produzione
enorme, ma molto più perché negli anni
abbiamo fatto “la strada”, ci siamo fatti
conoscere».
(Terron Fabio - Sud Sound System).
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Intervista audio |
| 16/07/2008 |
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I
Tetes de Bois al Tour de France
Tra il gioco, la passione e il lavoro. La bizzarra
spedizione al seguito
del Tour de France di Andrea Satta.
Vivere dall'interno la carovana dei corridori e la
Francia per farne, probabilmente, argomento di canzoni
e di un prossimo lavoro. «Il
contorno è essenziale per farti un quadro d'assieme,
la macchina che si muove, la carovana, il fiume di
gente. Tutto questo. E poi la Francia che attraversi
da un capo all'altro. E' un'occasione unica, anche
perché non decidi tutto tu»
(Andrea Satta - Tetes de bois) |
Intervista
audio |
| 07/07/2008 |
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Traffic
Torino Free Festival: "siamo come i panda"
«Siamo
un po’ come i panda. Temiamo l’estinzione
(ridiamo). E’ una realtà in disuso che
però a noi piace praticare, finché sarà
possibile. Finché l’economia che sostiene
il Festival lo consentirà. E’ uno degli
elementi su cui Torino e il suo comprensorio puntano
per valorizzare se stessi e rendersi visibili sulle
mappe del traffico giovanile».
(Alberto Campo - giornalista di Rumore e organizzatore) |
Intervista
audio |
| 21/05/2008 |
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Stefano
Tessadri, quasi punkabilly
«Mi
interessa molto questa scarnificazione che c’è
nel rock & roll, dove anche in trio riescono a
fare ore di concerti, cambiando anche sonorità
e risultando interessanti.E poi mi interessa il punk.
Verrà da me, non è solo un pezzo rockabilly
e infatti il mio batterista che viene da un gruppo
storico del punk come i Rappresaglia, mi ha detto
che il mio non è rockabilly, ma una forma di
punkabilly».
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Intervista
audio |
10/05/2008 |
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Isa:
"Voglio raccontare la donna all'uomo"
«Credo
di essere piuttosto femminile come scrittura, come
taglio, come modo di vedere la vita. Non credo che
si possa prescindere dal sesso se si analizzano le
cose che faccio, però quello che non voglio
fare è di raccontare la donna alla donna, creando
una specie di concezione da ghetto. Semmai voglio
raccontare la donna all’uomo, ché non
la conosce. Se tu metti in giro un po’ di “istruzioni
per l’uso”, è più facile
che poi ti maneggino con cura» |
Pagina
artista |
| 10/04/2008 |
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Almamegretta:
"Le parentele nel canto tra Napoli e Africa"
«Ascoltavamo
un disco di African Headcharge notando che su queste
ritmiche reggae c’erano ritmiche africana, ma
proprio dell’Afica nera, non tanto giamaicane,
che davano un’aria di mistero alla musica e
sembravano registrate chissà in quale villaggio
… è invece era tutta roba prodotta in
uno studio di Londra. E allora ci siamo detti, ma
perché non possiamo mettere i suoni di Napoli,
che vocalmente ricordano molto il modo di cantare
arabo? Ci sono delle parentele con il mondo africano
nel canto. E quindi è iniziato il nostro progetto
e continuiamo su questa strada».
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Intervista
audio |
| 10/04/2008 |
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Max
Manfredi: "Quello che faccio io è diverso"
«Proprio
ascoltando le canzoni che compongono, per così
dire, l'inquinamento acustico, mi è venuto
in mente che quello che faccio io è diverso.
Non solo per esiti ed intenti, come dici, ma anche
nel contesto. Voglio dire che se prendi qualcosa dalla
spazzatura e lo fai tuo, non è più spazzatura,
è un oggetto di casa.
Questa è la differenza fondamentale tra la
canzone d’autore e quella no: che l’autore
sono io.
Autore è chiunque inventa e reinventa del materiale,
ad uso suo e di chi ne fruirà».
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| 10/04/2008 |
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Marco
Ongaro: "Chi arriva dopo deve fare i conti con
i grandi" «Conte,
De Andrè, Ciampi? Miei precursori. Questa idea
conferisce pari dignità in linea temporale,
la linea orizzontale che m’interessa, più
che in quella verticale dei nani e dei giganti enunciata
da Bernardo di Chartres. Chi arriva prima è
acclamato grande e il tempo lo conclama, chi arriva
dopo deve farci i conti. Quest’ultimo ha il
vantaggio di trovarsi delle cose bell’e fatte,
creazioni da digerire, modificare, innovare, con la
possibilità di partire da lì, cosa di
cui il precursore ha d’altronde già usufruito
drenando a sua volta i propri precursori. Nessuno
può negare le infinite influenze a cui sono
stati sottoposti i “tre grandi” succitati.».
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| 10/04/2008 |
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Alessio
Lega: "Sono un cantautore spudoratamente politico"
«Posso
affermare senza tema di fraintendimenti che mi ritengo
un cantautore esplicitamente, spudoratamente politico
e mi piace ricordare a ogni passo le parole di Brecht
al tempo in cui i nazisti stavano prendendo il potere
dicendo più o meno: “Essere intimisti
oggi, curarsi dell’estetica, fare l’arte
per l’arte mi sembra come un pittore che riempia
di meravigliose nature morte i saloni del Titanic
che affonda».
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| 04/04/2008 |
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Caparezza:
"L'evoluzione dell'uomo sono le scimmie"
«E’
la storia di una ragazza sessantottina di 22 anni
romana, che sta guardando il concerto di Jimi Hendrix
al Teatro Brancaccio nel ’68, un concerto che
si è tenuto veramente, e viene risucchiata
in un varco temporale che ho creato io sbattendo la
chitarra su un amplificatore, emulando Jimi Hendrix.
Lei si trova sul mio palco e io me ne innamoro, perché
lei è una sessantottina, non è una bimba-minchia
come molte delle ragazze di oggi, però purtroppo
devo riportarla nel passato perché il suo arrivo
ha sfasato tutto e il 2008 non è più
quello che conoscevo io, ma accadono cose assurde».
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Intervista
audio |
| 28/02/2008 |
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Paolo
Benvegnù: "Un piccolo sunto della non-indifferenza"
«Non
c'è il libretto proprio per non dare tanta
importanza alla parola. Per quanto sia un disco di
parola. Nella realtà il mio intento, anche
se in realtà sono sempre intenti troppo concettuali,
l’intento era: dico tutte queste parole nella
speranza che, chiamando il disco Le labbra, da qui
in poi incominci a diventare gesti e sensazioni. Poi
in realtà il libretto coi testi lo stiamo facendo,
scaricabile da internet. Anche in un formato vicino
a quello che è il formato del libretto del
disco stesso». |
Ascolti:
"1784" Intervista
audio |
| 28/02/2008 |
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Frankie
Hi-Nrg: "L'eroismo di andare a Sanremo è
più loro che mio" «Io
ha una cultura cinematografica, sia in questo brano
che nell’album si sente questo sapore. L’immaginario
a cui abbiamo attinto spazia dal western al poliziottesco.
Ce n’è un po’ per tutti per poter
sognare a occhi aperti. L’album si chiama DePrimo
maggio e uscirà subito dopo il festival. Il
29 febbraio. Un disco bisestile. Sono dieci tracce
che fanno a gara a imporsi nell’attenzione di
chi lo ascolta - e lo dico senza falsi pudori». |
Intervista
audio |
| 28/02/2008 |
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Max
Gazzè: "L'aspetto duale delle cose"
«Tra
l'aratro e la radio inizialmente doveva chiamarsi
"Come in cielo così in terra", che
comprende l’aspetto duale delle cose. Ci sono
canzoni sublimi ed altre più terrene che sono
due aspetti opposti della stesa realtà. Canzoni
come “Tra l’Evo e il medio” e “L’ultimo
cielo” sono i due estremi. Di fatto tra l’aratro
e la radio sono gli estremi simbolici del progresso
avvenuto nel secolo. Dalla produzione artigianale
alla trasmissione della voce via etere».
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Intervista
audio |
| 27/02/2008 |
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Francesco
Tricarico: "La mia vita non è semplice"
«No,
non c’è nessun rapporto con Vita spericolata
di Vasco Rossi. E’ una cosa mia. Una mia visione
della spericolatezza, nel senso che è legata
ad accogliere delle emozioni e a viverle intensamente
ed esageratamente. Abbandonandosi un po’ troppo
alle cose che accadono. All’interno di una vita
non tranquilla e cercando una speranza all’interno
di una vita che è già spericolata di
suo.». |
Intervista
audio |
| 18/02/2008 |
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Giua:
"Una canzone sull'attesa nei rapporti"
«Ci
stavo lavorando da un pezzo su questo brano, non in
vista di Sanremo. Un pezzo che mi è uscito
questa estate in seguito a un’esperienza diretta.
E poi quando si è trattato di scegliere mi
è sembrata la più giusta da portare.
E’ una canzone sull’attesa nei rapporti.
Sono partita da questo pensiero su come la stessa
attesa possa essere strumentalizzata da parte di una
persona per tenere l’altra sulla corda».
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Intervista
audio |
| 08/02/2008 |
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Davide
Van De Sfroos: Il rispetto per la ruggine"
«E’
impossibile comprimere in un disco tutto quello che
può accadere su un palco, però l’indole
è quella. Tu hai detto giustamente c’è
un approccio letterario. Quando mi chiedevano ultimamente
“ma in questo periodo stai scrivendo libri?”
io rispondevo “no, perché sto scrivendo
un disco”. Perché per me il processo
è quello: non ho “suonato” un disco,
ho “scritto” un disco. Fa niente se ho
in mano la chitarra». |
Intervista
audio La pagina |
| 06/02/2008 |
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Flavio
Giurato: il fiume carsico riapparso «Flavio
Giurato è un'anomalia del sistema, un atleta
in cerca di un'Olimpiade immaginaria, un purosangue
difficile da imbrigliare. Flavio Giurato è
un fiume carsico che riemerge molte miglia più
in là, quando nessuno se lo aspetta più".
Con queste parole lo descrive Carlo Massarini, che
lo ha amato e lo fatto conoscere a molti di quelli
che non lo hanno mai dimenticato. Nonostante anni
di silenzio discografico, il suo “culto”
si è diffuso via Internet, favorito negli anni
dal passaparola e alimentato da sporadiche apparizioni
in concerto. Ora il ritorno discografico». |
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| 22/01/2008 |
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Luigi
Maieron: "La prosa è un calice di vino"
«Nel
momento in cui hai una linea melodica e vai ad assemblare
il disco, devi avere il coraggio di togliere tutto
quello che c’è di più. Mi piace
dire che se la prosa è un bicchiere di vino,
il disco è un distillato. Quindi tu devi andare
all’essenza nel disco. Togliere e poi soppesare
i pezzi per fare in modo che dal punto di vista registico,
del suono e del contenuto si chiuda il cerchio. Così
hai questa idea dell’essenzialità che
in un disco è forza ed è sostanza».
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La pagina |
| 21/01/2008 |
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Max
Manfredi: "io a-storico e forse anti-storico"
«Premetto
che sono un astorico, forse un antistorico. Non trovo,
nella storia, ricatto e riscatto necessario, non ci
vedo l’apocalisse. Non mi rispecchio nella storia.
Non mi fido; come fanno i cani con qualcosa che non
riconoscono, o i giornalisti con qualcosa che hanno
l’impressione di riconoscere. Perché
la storia è sempre cronaca congelata, lettura
di qualcosa in funzione di qualcos’altro».
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Max
Medievale
La pagina
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| 21/01/2008 |
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Selton:
Jannacci e molto marketing
«Jannacci,
tutto sommato, si potrebbe definire un tropicalista
italiano. Il tropicalismo è un genere musicale
latinoamericano degli anni ’60, gli anni
in cui Enzo, tra l’altro, collaborava con
Chico Buarque. Allora l’umorismo amaro dei
testi, il nonsense e anche certe strutture musicali,
hanno intrigato moltissimo i Selton. Per entrare
nel mercato italiano ci sembra più "furbo"
tra virgolette appoggiarsi a un autore conosciuto
e in fondo nelle loro corde come è Jannacci.
Un disco rivolto almercato italiano ma chepotrebbe
avere successo anche in Brasile». |
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| 15/01/2008 |
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Lucio
Dalla: "Fare arrivare alla gente il meglio della
canzone"
«C'è
una canzone che è Anidride solforosa.
E’ un omaggio che faccio a me stesso e anche
un omaggio che continuo a fare a Roberto Roversi che
non è stato solo un collaboratore, ma un leader
nell’operazione che abbiamo fatto assieme. Subito
dopo aver lavorato con Roversi io ho iniziato a scrivermi
i testi da solo, quindi per me è stato anche
un riferimento, una scuola. Probabilmente avrei potuto
fare i testi anche prima, ma avendo a disposizione
una collaborazione di questo tipo ho preferito lavorare
con lui. E così mi sono preparato per scrivere
i testi al momento opportuno». |
Intervista
audio |
05/01/2008 |
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Paola
Turci: "Un libro e il tour con Max Gazzé
e Marina Rei"
«
Quando fai le cose, spesso non ne comprendi subito
la portata. Magari pensi che stai agendo in base ad
un moto di rabbia, ad un momento di sconcerto, ad
una forte emozione. Poi invece ti accorgi che sei
un tramite, sei uno strumento. La storia del Rwanda,
ad esempio, è stata portata alla ribalta soprattutto
dalla cinematografia. Il cinema ha avuto un’importanza
enorme in questo dramma dimenticato. E questa canzone,
che mai avrei sperato potesse ricevere un premio così
importante, è nata di getto, proprio sull’onda
di un film (“Hotel Rwanda”,
n.d.r.) che mi ha letteralmente stravolta».
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05/01/2008 |
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Cristina
Donà: "Alla ricerca della riconoscibilità
pulita"
«Già
dentro a Settembre, la canzone
che apre l’album c’è il seme: “è
tempo di …” . E’ un periodo
dedicato a un riassunto della mia vita - perché
a quarant’anni uno si guarda indietro - e alla
preparazione, per fermarsi, pensare a se stessi e
ripartire, capendo cosa portarsi dietro. In quest’album
volevo trasmettere qualcosa di positivo e volevo che
questo si riflettesse anche nella musica. Non solo
mantenere i brani in maggiore, ma anche arrangiarli,
come abbiamo fatto con Peter Walsh con sonorità...
chiamiamole pop. Una produzione pulita e ben strutturata
e fa parte del mio desiderio di questo periodo: di
avere una riconoscibilità pulita. E non mi
riferisco solo alla musica. » |
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