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BiELLE DISCHI
Le RECENSIONI degli album usciti nel 2005

Data
Copertina
Giudizio
Interviste, pagine, ascolti
07/12/2005
Paolo Conte: "Live Arena di Verona"
Dunque è uscito il nuovo Conte, il che è sempre un evento; in questo caso un evento leggermente oscurato dal fatto che solo l’anno scorso si pubblicava l’attesissimo lavoro inedito in studio, ma io attendo e mi stupisco non meno per ogni novità contiana, come era stato per l’appena precedente Reveries, raccolta di materiale studio, ma in larghissima parte ri-scritto (spiegherò poi perché preferisco questa dizione a ri-arrangiato) e registrato per l’occasione.
 
30/11/2005
Paola Turci: "Tra i fuochi in mezzo al cielo"
E’ un lavoro maturo, consapevole, frutto di un lavoro introspettivo, probabilmente sofferto, se la stessa Turci dichiara: "Sono riuscita ad esprimere dolcezze di cui non mi vergogno più, ho bussato alla porta dei miei divieti e ho messo in luce quello che ho sempre nascosto: la perdita, l'abbandono, le debolezze".
 
29/11/2005
Lou Seriol: "Reviori"
Si potrebbero spendere milioni di parole per dar conto di una gestazione di quasi due anni nella nascita di questo ultimo disco dei Lou Seriol. Milioni di parole potrebbero spendersi per raccontare del mirabolante concerto che ha accompagnato il lancio del disco. Certo, si potrebbe spenderle, tutte queste parole. Ma perché farlo quando basta mettere sul piatto dello stereo “Reviori?
 
28/11/2005
Ivana Gatti e Gianni Maroccolo: "IG"
Legni suonati, batterie con effetti, tastiere onnipresenti, ritmi jungle e fisarmoniche che ricordano certi arrangiamenti del suono IRA Records. Senza contare frasi spagnoleggianti, giochi di parole e rilassamenti quasi à la Gainsbourg (l'inedita "Capra sotto la Panca" alla fine).
 
27/11/2005
Ada Montellanico, Enrico Pieranunzi: "Danza di una ninfa"
L'idea di accostare Tenco al jazz non è per nulla peregrina. Tenco veniva dal jazz e i suoi esordi in campo musicale sono stati come suonatore di sassofono e di clarinetto. Ma al di là delle buone intenzioni (e della scoperta di quattro testi inediti musicati per l'occasione), una serie infinita di cachinni del canto sporca (e di molto purtroppo) le buone intenzioni e le buone musiche.
 
27/11/2004
Daniele Sepe: "La banda dei pezzenti"
E’ il Sepe di sempre. E’ indefinibile. E’ tutto e non può essere ricondotto ad una sola parola, ma neanche una sola espressione. Ma visto che bisogna dare una bussola a chi legge e il cd non l’ha ascoltato, è necessario tentare un abbozzo di definizione. Se proprio vogliamo metterci l’anima in pace, diciamo che Daniele Sepe è jazz.
Intervista
23/11/2004
La Banda Improvvisa con Daniele Sepe: "Lesamoré"
Massì, confessiamolo! Quando c'è di mezzo Daniele Sepe attendersi il colpo di genio è quasi obbligatorio. Il nostro genietto napoletano preferito (da quando Maradona si è ritirato dal calcio giocato) ancora una volta inventa magia a colpi di sassofono, ma soprattutto di testa, giocando, assieme al''inseparabile e bravissima Auli Kokko, con la Banda Improvvisa, una banda di paese di oltre 50 elementi.
 
22/11/2005 Zoldester: "Se"
In bilico tra il pop ben fatto e un rock acustielettrico modello Afterhours, Cristina Donà o Baustelle, per capirci, la musica è sicuramente di buona qualità.
Le melodie sono pulite e talora un trio di archi, canti e controcanti impreziosiscono il già folto tappeto intessuto da Antonio Tuzza alle chitarre, Agostino Scaranello al basso e Giuseppe Grondona alla batteria
 
21/11/2005
Acustimantico: "Disco numero 4"
E' il quarto disco della formazione romana, un live che riporta per intero il primo lavoro ed estratti dagli altri due, più due cover: "Les anarchistes" di Leo Ferré e "Alfonsina y el mar". Ospiti di lusso come Andrea Satta e Pietro Brega illustrano un lavoro in cui gli Acustimantico sono al meglio. Caldi, eleganti e coinvolgenti. Qualità su qualità.
Intervista
20/11/2005
Roberto Vecchioni: "Il contastorie"
Roberto Vecchioni, chitarra; Patrizio Fariselli, piano; Paolino Dalla Porta, contrabbasso. Questo il magico combo che affronta, rivalorizzandolo, l'ampio canzoniere vecchioniano, ripulendolo e restituendolo vivace, elegante, raffinato e fresco. Un make up benvenuto su un pugni di classici e meno classici di uno dei nostri cantautori storici.
Intervista a Fariselli
17/11/2005 Alberto Cantone: "Angeli e ribelli"
La prima cosa che si nota ascoltando la voce di Alberto Cantone nel suo nuovo cd "Angeli e ribelli" è la somiglianza, a tratti impressionante, con quella di Fabrizio De André.La canzone d'autore è il mondo in cui si muove Cantone, che scrive testi e musiche dei suoi brani. Magari senza dare contributi di originalità strepitosi, ma seguendo le strade dei suoi maestri (De André e Guccini in primis) con impegno e sincerità.
 
14/11/2005 Claudio Lolli, Paolo Capodacqua, Gianni D'Elia: "La via del mare"
Povertà, rigore, asciuttezza. Ormai i dischi di Claudio Lolli si susseguono e sempre più assomigliano alle pietre del San Michele, cantate da Ungaretti: "così freddi /così duri / così prosciugati /così refrattari / così totalmente / disanimati". Insomma, un disco vero, duro, teso, cattivo, incazzato, per un recital di resistenza umana. Può non piacere? Certo! E' lento, scarno, antimusicale: ma è poesia, vola alta, non è fatta per vendere!
Pagina Lolli
14/11/2005 Radicanto: "La corsa"
Tornano i Radicanto, a tre anni di stanza dal mirabile "Lettere migranti". Tornano con un disco schizofrenico che strizza l'occhio per metà alla tradizione e per metà alla musica d'autore. Come si compete ai dischi schizofrenici è ovviamente venuto per metà. Alcune canzoni molto belle, ma il disco, nella sua globalità, è frammentario.
"Lettere migranti"
13/11/2005 LaCrus: "Infinite possibilità"
Curiosa copertina ha l’ultimo lavoro del LaCrus. Ghirigori, zigzag, punti dritti e un garbuglio di filo rosso si si intersecano su una tela di lino beige. Per chi ha qualche esperienza di taglio e cucito ricorda quei pezzini di stoffa che si piegano a fisarmonica e s’infilano sotto l’ago della macchina da cucire quando la si ripone...
 
05/11/2005

Roberto Cacciapaglia: "Incontri con l'anima"
Con ogni probabilità io e Roberto Cacciapaglia non condividiamo neanche un'oncia di motivi comuni su cui meditare.Eppure il disco è bello. E se lo scopo di questa musica è di far pensare e mettere in comunicazione con gli strati più profondi del nostro essere (o con gli strati superni, sempre che ce ne siano) lo scopo può dirsi raggiunto.

 
01/11/2005 Baustelle: "La malavita"
E' una malavita casalinga, ma triste. Non tetra, ma intinta nell'humor nero. Citazionista ma non realista. E' un quadro a cui si guarda da lontano, pensando che sia toccato ad altri e a te non toccherà. C'è più Simonetta che Scerbanenco, c'è "Tirar tardi", c'è il primo Gaber, ma c'è, in filigrana, anche la periferia di Sironi e il Caffè Giamaica e la pipa di Gianni Brera. Ma il gioco regge e il disco sfonda il muro dell'ascolto e si attacca direttamente ai ricordi. Pop, sicuramente, ma pop d'autore.
"Sussidiario illustrato della giovinezza"
25/10/2005 Simone Cristicchi: "Fabbricante di canzoni"
La prima volta che ho sentito Simone Cristicchi ho pensato : "ecco uno pronto per il "non parleremo di ..." su Bielle. Ma, ascoltando bene, le musiche non sono così tanto buttate via come farebbe un Pino Marino o un albero di castagne qualunque! C'è del metodo in quella follia. Dopo ascolti ripetuti l'impressione è confermata: c'è della follia in quel metodo!
 
24/10/2005 Pino Daniele: "Iguana Cafè"
Una scintillante prestazione chitarristica in un dischetto che fatica a raggiungere la soglia anemica della mezzora di durata. Volessimo esaminarlo sotto il profilo prezzo/quantità potremmo anche già chiuderla qui. Resta il fatto invece, e lo dico a sorpresa di me stessa, che il dischetto in questione è del tutto piacevole.
 
11/10/2005 Massimo Bubola: "Quel lungo treno"
E' un buon disco? Sì, ma ... E' una buona idea, anzi ottima. Sì, ma ... E' quasi perfetto, uno dei dischi migliori dell'anno. Sì, ma ... E' un album "sì, ma...", credo che sia la miglior definizione possibile. Tante buone intenzioni, tante buone realizzazioni, ma anche qualche ciambella non riuscita col buco esattamente al centro.
Pagina: Bubola
07/10/2005 Pippo Pollina: "Bar Casablanca"
Bar Casablanca”. In origine doveva essere un live, voluto dalla casa discografica Storie di note, un modo per fare il punto su una carriera ormai piuttosto lunga. Poi, strada facendo, Pippo ha deciso di fare un album di canzoni nuove, registrate in presa diretta (ma senza pubblico).
 
18/10/2005 Paolo Russo & Band Au Neon: "Oltretango"
All'autunno di Milano si addice il tango, il ritmo di queste mattine grige e senza sole sa di tango, le foglie che cadono volteggiano a ritmo di tango. Ed è tango che mi sgocciola dalle orecchie quando cadono le prime gocce di pioggia. Il bandoneon mi avvolge come una sciarpa di seta per non farmi sentire i primi brividi di freddo, i sassofoni mi soffiano via le prime ombre di raffreddore e il pianoforte mi protegge dall'influenza aviaria. Il tango si addice a Milano.
 
18/10/2005 Calambre: "Buenos Aires ora zero"
È nato il quintetto Calambre che si occupa di riportare alle atmosfere leggere e inquietanti del jazz, la musica di Astor Piazzola. È nato per farci assaggiare le carezze di un tango indipendente e contaminato, che è riuscito a riunire musicisti dal passato diviso e dai gusti diversi. Intona tanghi come fossero marce sfruttando l'energia della sua giovinezza, con senile cura!
 
18/10/2005 Camillo Cromo: "Musica onirica per film immaginari"
I Camillo Cromo ci hanno regalato un sogno. Hanno tolto le immagini e lasciato la musica e la musica, signori, fa sognare! E il disco che gira pigro sul lettore ci manda sentori felliniani ed echi bregoviciani, rimandi di jazz, New Orleans anni '30, l'orchestra del Titanic, il pianista sull'oceano, ma anche la classe e la nitidezza di suono dei Madredeus in "Lisbon Story" di Wim Wenders e la rarefazione e gli echi di valzer immaginari di qualche film francese in bianco e nero.
 
10/10/2005 Francesco Guccini: "Anfiteatro"
Doppia uscita. Un doppio cd e un dvd. Inspiegabile. Anzi no. Non siamo ingenui. La spiegazione è nella pecunia, ed è davvero triste se vale per un’uscita discografica di Francesco Guccini. La nostra bontà, la nostra ammirazione per un artista tale ci vuole far pensare che la responsabilità ricada tutta sulla EMI, più che su di lui. Anche in questo caso, sia ben chiaro, le colpe sarebbero minori, ma sempre esistenti.
Pagina: Guccini
10/10/2005 Stefano Saletti e Piccola Banda Ikona: "Stari most"
Non ho dubbi: è un grande disco. Uno dei migliori sentiti quest'anno. Disco intenso, d'atmosfera e di passione. Disco ottimamente scritto e ancora meglio eseguito. Stefano Saletti, il band leader, è stato per anni spina dorsale dei Novalia, condivendo la "militanza" e ben 10 dischi con quel Raffaello Simeoni che quest'anno ci ha deliziato con "Controentu".
 
09/10/2005 Ivan Segreto: "Fidate correnti"
Non è un segreto per nessuno che Ivan Segreto gioca (suona) in quella sottile ed eterea area di confine tra il pop e la musica d'autore, la stessa area dove alloggiano ottimamente altri personaggi come Sergio Cammariere e l'ultimo Pino Daniele. Una zona della musica di tutto pregio, dove la selvaggina stanziale è costituita da dischi che un po' si assomigliano tra loro: levigati, precisi, puliti, in grado di piacere a tutti e non scontentare nessuno.
 
09/10/2005 Giorgio Conte: "The best of ... (Live al Sovrano Festival)"
Inizia con una Sultan impostata tra la taranta e il jazz. Percussioni, contrabbasso, clarino e applausi a introdurre una notte live, quella del 17 agosto 2004 ad Alberobello. Si sentono il caldo che sale dalle pietre, il buio, se ci si fa caso anche il profumo della notte. “The best of Giorgio Conte/Live al Sovrano Festival” è stato registrato davanti al Trullo Sovrano davanti ad un pubblico numeroso e assolutamente coinvolto nell’evento tanto da esibirsi in applausi, cori e fischiettamenti assortiti.
Pagina: Giorgio Conte
Intervista a Roma
14/10/2005 C|O|D: "Preparativi per la fine"
Aggiungo solo che il resto è quasi sempre all'altezza, nonostante il livello stellare di "Desolée", e che i testi, se letti da soli, non valgono un centesimo dello smalto che acquistano poi cantati "come fosse la fine" su melodie lineari, dalla piacevolezza tagliente e semplice senza essere mai banale. Miele e cianuro.
 
19/10/2005 Agricantus: "Habibi"
Avrebbe tutto per piacere. Ma più lo ascolto e più mi pongo il problema che ogni disco degli Agricantus, fin dai primi, mi fa più o meno lo stesso effetto. E, purtroppo, è questo che spiace, è una sensazione di artefatto, di lavoro in qualche modo concepito per essere "piacione", come un bel gattone persiano che fa le fusa, bello da vedere, armonioso nel suo muoversi, fascinoso e altero, ma non in grado di dare l'unghiata risolutiva.
 
04/10/2005 Piccola Orchestra La Viola: "Arovà"
Un album esplicitamente dedicato a un sentimento: la nostalgia. Più nello specifico, la “nostalgia dell’animo contadino”. La Piccola orchestra la viola si inserisce a pieno titolo nel filone di chi si rivolge al passato, alla musica popolare per proporre la propria ricetta musicale. Una ricetta costruita attorno a uno strumento simbolo di quella tradizione, l’organetto.
 
03/10/2005

Luciano Ligabue: "Nome e cognome"
Strano tipo il signor Ligabue! Ha l'età in cui gli uomini, che smettono di giocare da mediano per raggiunti limiti d'età, appendono le scarpette al chiudo e iniziano a far gonfiare lo stomaco da qualche birra in più, da qualche polpetta in più, da qualche certezza in meno, da qualche amarezza in più, da qualche capello e qualche ideale in meno.

 
06/10/2005   Giulio Casale: "In fondo al blu"
Giulio Casale prosegue nella sua carriera solista non solo discografica, ma anche teatrale. In fondo al Blu infatti, non solo è il secondo lavoro solista dell'ex (?) leader degli Estra, ma nche il punto di partenza di “Illusi d'esistenza”, uno spettacolo con la regia di Roberto Citran in cui le canzoni del disco, eseguite in ordine diverso, si alternano a monologhi di ispirazione civile.
 
04/10/2005   Giovanni Imparato: "Kuba Sound System Proyecto"
Si balla e ci si diverte su questo insolito progetto che dedica tutta l’attenzione alla musica cubana. Tradizione che non viene tradita perché c’è passione e, soprattutto, una tecnica indiscutibile in Giovanni Imparato, esperto percussionista e cantante dai particolari vocalizzi. Ma il gioco, alla lunga, mostra la corda.
 
29/09/2005    Giovanni Allevi: "no concept"
Lui suona il piano. E basta? E basta. Non canta e suona da solo. Ma non basta. è anche laureato in filosofia e insegna in una scuola media. E che genere fa? Genere Giovanni Allevi. Dentro ci sono tante storie e nemmeno una parola. Ci sono tracce di compositori classici e ci sono tracce di jazz. Detta così potrebbe essere la premessa a un disco palloso. o a un disco di Richard Clayderman. E invece no...
 
27/09/2005

Capone & Bungt Bangt: "Lisca di pesce"
Da qualche parte nel mondo l'estate non è ancora finita. Qui da noi avanza l'autunno con le sue foglie rosse, le castagne, i fichi e i funghi, ma nell'aria, se avete messo sul lettore "Lisca di pesce" è ancora estate. E di quelle buone, col sole caldo, ma con un po' di quell'aria "da respirare / e respirare un po' d'aria / guardarsi intorno e respirare / Aria /guardarsi intorno un momento / Aria / anche se non c'è niente / Aria / e respirare un po' d'aria".

Ascolti: Asikkumara Babalù - Respirare
19/09/2005   Oliviero Biella: "Accade / Pol das"
Che un cantante che si chiama Oliviero Biella trovasse prima o poi la strada per essere pubblicato su Bielle sinceramente ci stava.Oliviero, poi, le azzecca tutte: l'album, per tradurlo in categorie semplici e comprensibili, è veramente bello. Fascinoso, ammaliante, caldo, invasivo. Un album che ti gira intorno e impregna l'atmosfera e poi, col fascino sottile di una mattina di nebbia, trova gli spiragli per entrarti dentro.
 
19/09/2005   Tendachent: "La valle dei Saraceni"
L'effetto reale è quello della macchina del tempo. Ma una macchina sintonizzata su un tempo immobile. Ho messo nel lettore il cd dei Tendachent e dai primi suoni usciti dalle casse sono stato sbalzato direttamente al finire degli anni '70, quando in Inghilterra Pentangle, Fairport Convention e Steeelye Span davano il via al fenomeno del folk revival.

03/09/2005    Nomadi: "Studio collection" (2 cd)
Dal punto di vista della grafica era difficile fare peggio. Uno sfondo verde pisello, sfumato nella parte inferiore con scontornati all'interno i 5 di una delle ennesime formazioni dei Nomadi in divisa d'ordinanza. Ma in effetti tutte le produzioni della serie Studio Collection non brillano per la forma. Poi si passa a osservare la scaletta e, in questo caso, viene da dire, è poco meno che perfetta.

01/09/2005    Garbo: "Gialloelettrico"
Sarebbe facile parlare di un ritorno con tutte le belle frasi che corredano i discorsi di questo tipo. Sarebbe facile ma non sarebbe esatto. Perché Garbo dalle scene non è mai uscito. Ma non sarebbe esatto parlare di ritorno soprattutto perché Garbo non ha mai smesso di fare dischi. Quindi l'unico senso che possiamo dare alla parola ritorno associato al nome di Garbo è il ritorno dell'attenzione nei suoi confronti .

30/08/2005 Riserva Moac: "Bienvenido"
C'è stamina, c'è carica, c'è qualche idea ... ma purtroppo 'è un contorno che suona tutto uguale: un brodo primordiale di ritmiche e musiche che ormai tendono ad assomigliarsi con lo stampino. Solita sezione ritmica "ottusa" che appanna gli sforzi del resto del gruppo, interessante soprattutto nell'uso delle voci e degli strumenti tradizionali. Più da singolo che da album intero.
 
30/08/2005 Ratapignata: "Sighi Sighi"
Anche per i Ratapignata il termine di freno è il "già sentito" che riaffiora forte qua e là, in alcune soluzione armoniche per nulla innovative e in strutture di canzoni che hanno già dato il meglio di sé in altre epoche, anche recenti. Però ...però ... c'è un fascino di fondo che spinge a restare ad ascoltare qualche brano in più e che spinge a considerare "Sighi sighi" molto più un album che non prodotti consimili.
 
25/08/2005   Fortis, Alberto: Fiori sullo schermo futuro
Con “Fiori sullo schermo futuro”, l’artista piemontese, come sempre svincolato da ogni forma di conformismo nei confronti del potere discografico e sociale, concentra le sue capacità espressive non solo sulla musica ma sui testi a tratti forti, crudi ma anche delicati e romantici che si riflettono nell’attualità più o meno spietata dei nostri tempi ma che riescono a catturare gli ultimi residui di sentimentalismo che la società ci offre.
 
18/08/2005    Indaco: "Porte d'Oriente"
La musica degli Indaco è un miscuglio molto interessante di armonie indiane, suoni mediorientali, contaminazioni mediterranee e rimembranze di quello che fu il prog-rock degli anni d'oro. Potrebbero essere elementi di scontro, di possibili collisioni pericolose, di frizioni vicine al kitsch, che invece viene miracolosamente evitato.
 
11/08/2005 Ardecore: "Ardecore"
Non a tutti piacciono gli stornelli romani. Lo stornello romano è genere melenso, datato e superato. Forse nemmeno più i vetturini e i barcaioli li cantano più (ma esistono ancora vetturini e barcaioli?). A sorpresa quindi il lavoro che hanno messo in piedi gli Ardecore, mettendo peraltro in piedi gli stessi Ardecore, mi ha colto impreparato. Da due mesi vado avanti a stornelli romani e tra un po' avrò anche un accento che Gigi Proietti me fa 'n baffo!
 
26/07/2005 Sursumcorda: "L'albero dei bradipi"
Le vie della musica sono infinite. Dove non arriva l'informazione, arriva fortunamente a volte il passaparola. E così un ottimo disco come "L'albero dei bradipi" dei Sursumcorda viveva di vita propria già da un anno, senza che noi di Bielle se ne avesse avvertimento. Benedetto sia il lettore che ci passò l'indicazione!
 
28/06/2005 Marco Ongaro: "Archivio Postumia"
Tutti i personaggi di Ongaro sono non vivi, a partire dall’autore, che parla appunto postumo, come la luce di una stella che ci giunge quando essa è spenta da chissà quanto, ma non per questo brilla meno. Non confondiamo però il postumo col morto, Ongaro parla da classico, dunque immortale, perciò fuori dalla storia. La sua è una riflessione sul sacrificio che la vita fa alla parola per divenire qualcos’altro.
 
28/06/2005 Gli Arpioni: "Malacabeza"
"Malacabeza" è di sicuro il loro punto più alto: disco lungo, denso, intenso e calibrato. Sedici canzoni, per 65'09" di musica, senza un colpo a vuoto e con alcune chicche: come ad esempio la riproposta di "Una storia disonesta" di Stefano Rosso, eseguita assieme all'autore. La forza del combo bergamasco sta nel duo motore Scarpellini-Ferri, rispettivamente chitarra e voce e autori di tutti i pezzi del gruppo, due sole volte in singolo e gli altri in coppia neanche fossero Lennon-McCartney!
 
25/05/2005 Vittorio Merlo: "Ho sognato Bruno Vespa"
Il disco di Vittorio Merlo è una boccata d’aria fresca è uno di quei dischi che quando li ascolti ti senti un po’ meno solo è un po’ più compreso.Traspaiono forti e chiare la satira e il rifiuto verso una televisione diventata ormai strumento privilegiato per la diffusione della propria propaganda politica. Merlo descrive lo smarrimento di molti italiani in questi ultimi tempi.
 
23/05/2005    Sulutumana: "Decanter"
Diciamo subito che NON è un disco sulla scia di "Di segni e di sogni" e tantomeno de "La Danza". Rispetto a quei Sulutumana rappresenta uno "scarto" laterale: né un passo avanti, né un ritorno indietro. Semplicemente un cammino laterale. Ma "Decanter"è un buon disco oppure no? Senz'altro frammentario, ma sei canzoni su dieci sono di ottima levatura.
Pagina: Sulu
Decanter
Intervista Giamba
Ascolti: Cussesumaiami
20/05/2005    Umberto Sangiovanni & dauniaOrchestra:"La Controra"
Entra dentro di te passo per passo, non invade, non eccede mai. Striscia, cammina, in ogni caso si avvicina. E procedendo centimetro per centimetro ti arriva addosso. Ma non si ferma lì: una volta arrivato inizia a scavare, a costruirsi delle piccole nicchie, dei piccoli angolo d'attacco e supera la scorza e alla fine entra nel corpo e nel cuore con le sue movenze languide, con i suoi ritmi da "Controra", per l'appunto.

12/05/2005 Luca Nesti: "Ho cambiato idea"
Dovrei cercare di capire meglio cosa e quanto mi piace di questo disco, ma credo occorrerà tempo. Certo, tutto quanto è a posto: testi, musiche, temi. Ma "il piacere" è qualcosa in più, una sensazione chimica che non sempre si riesce a spiegare con i termini normali delle categorie razionali. Una componente "chimica" è di sicuro la voce e la voce di Luca Nesti è graffiante, scura il giusto, espressiva e calda.
 
06/05/2005
I Luf: "Bala e fa balà"
E finalmente la lupa ha partorito: è salita sui monti, si è inoltrata nel folto del bosco, ha chiamato a raccolta il suo branco e gli amici più fidi ed ha dato al mondo (discografico) un lupacchiotto. Ha deciso di chiamarlo "Bala e fa balà" e mai nome fu meglio speso. Basta guardarlo, basta ascoltarlo e le gambe iniziano a muoversi da sole. E' festa nel bosco e nei dintorni: è nato il disco dei lupacchiotti!
Pagina
Ascolti: Amami Bionda
30/04/2005 Davide Giromini: "Apuamater"
L'avevo già visto all'opera, Davide, più volte, con la sua fisarmonica, e la sua grinta a fare da contrappunto alle sue sembianze; ma era la prima volta, dopo molto anni, che sentivo una canzone "nuova" vibrare di sapore antico e, allo stesso tempo, sentivo una canzone "antica" che sapevo essere nuova. Ed è "Sottosopra" che da' inizio ad "Apuamater", il primo disco di Davide. "In cava si sale e in miniera si scende", e viceversa, continua a ripetere, in una sospensione, ed inversione, continua fra inferno e paradiso.
Pagina
Ascolti: Cara Laura
25/04/2005   

Yo Yo Mundi: "Resistenza"
Le approvazioni le si deve meritare e gli Yo Yo Mundi ce la mettono tutta per meritarsela. In primo luogo seguendo una strada che li porta ad infischiarsene ampiamente delle cosiddette logiche di mercato: usciti con un bellissimo mini-cd ("La banda Tom e altre storie partigiane") in febbraio non si peritano di evitare un'uscita ravvicinata e molto simile come questa "Resistenza" che, da un lato ingloba il mini-cd precedente e dall'altro si espande fino a raggiungere le dimensioni di un cd intero.


21/04/2005   Modena City Ramblers: "Appunti partigiani"
Bellissimo! Ma non basta: è di più: imprescindibile. Travolgente. Appetitoso. Appassionato. Politico. Rigoroso. Orgoglioso. Intenso. Caldo. Necessario. Bene, ho messo tutti gli aggettivi nelle prime due righe così mi resta spazio per commentare e soprattutto per ascoltare questo disco che considero un magnifico lavoro.
 
06/04/2005 Raffaello Simeoni: "Controentu"
Insomma, è musica popolare, è davvero musica popolare, è fino in fondo musica popolare, di quella che a molti fa sbuffare e venire afa, di quella che ad altri (quorum ego) crea palpiti e passioni. "Controentu", ci ha messo un poco a entrarmi sotto pelle, forse per questo suo voluto andare controvento, ostinata e contraria, come una barca che cerchi di prendere il largo, ma quando ce la fa corre veloce tra onda e onda e porta a casa profumi di mare e gli elementi primi per un fritto di paranza dal gusto vero.
 
 31/03/2005  

Mercanti di Liquore: "Cosa/te/ne/fai/di/un/titolo"
Oggi assistiamo alla raccolta dei semi sparsi in questi anni. Prima cosa che si nota anche a un ascolto superficiale: il sound ha perso un po’ della sua solarità, a favore di toni più in chiaroscuro. Il che si traduce in meno chitarre e fisarmoniche ritmate e gitane, arrangiamenti più complessi e curati, spazio ad archi, fiati, pianoforte. E ne risulta un bel passo avanti.

Intervista
23/03/2005   Francesco De Gregori: "Pezzi"
De Gregori non è un clone di Bob Dylan e, per quanto, in questo disco molti giri armonici suonino vecchi e i richiami (a Dylan, a Cohen, persino a Vecchioni che a sua volta si ispira agli altri due) si sprechino, "Pezzi" non può essere un lavoro da sottovalutare. Per due motivi: il primo sono i testi che, quasi ovunque, sono sostenuti da una lucida determinazione verso una visione apocalittica di sicura presa (e lo stesso Deg avrebbe detto che l'album avrebbe potuto chiamarsi "Visioni") e il secondo la voce.
Pezzi
22/03/2005 Massimiliano Larocca: "Il ritorno delle passioni"
Io e Massimiliano non abitiamo a più di cinquecento metri l'uno dall'altro, eppure per mettere le mani sul suo cd lui ed io abbiamo dovuto convenire, fra e-mail e telefonate, un incontro. Il cd è venuto a portarmelo, alla fine del suo lavoro e in un intervallo rubato del mio, quasi fosse una partita di droga. Ma forse, senza saperlo, abbiamo violato qualche legge sul contrabbando delle....gemme! E' un magnifico disco: non venderà un cazzo!
Intervista
Ascolto: Etica, Nini
11/02/2005   Giancarlo Onorato: "Falene"
Dodici brani che sfiorano, poi toccano, carezzano, suggeriscono e bisbigliano. Per poi avvolgerti e catturati. E non te ne stacchi più. Delicato, pulito, in equilibrio tra canzone d'autore e underground, così è il lavoro di Giancarlo Onorato. Con qualche nota psichedelica, ma non troppo acida”

01/02/2005 Clan Mamacé: "Accordi e disaccordi"
I Clan Mamacé con “Accordi e disaccordi” hanno percorso un periplo lungo due anni prima di sbarcare dalle parti dei nostri lettori (intesi sia come strumenti che come terminali del nostro lavoro). “Accordi e disaccordi” peraltro è un gran bel disco: fresco, piacevole, un po’ ingenuo ogni tanto nei testi, ma di quella ingenuità che fa piacere. I ragazzi del Clan hanno infatti tra un minimo di 22 anni e un massimo di 34.
Intervista
12/01/2005 Caffè Sport Orchestra: "Il Chihuahua storico ..."
Capita di rado, ma capita. Chi si parta con un “cinque stelle”. Che sia un disco sconosciuto e di sconosciuti. Che sia composto di bellissime canzoni. Che la prima recensione del 2005 parli di un disco che è stato inciso nel 2001. Però è stato pubblicato solo nel 2004 e, se verrà venduto, lo sarà nel 2005. Ha un titolo decisamente inusuale, forse anche troppo, eppure è un disco che, da quando mi è capitato in mano gioca la parte del padrone sul mio lettore.
Intervista
Ascolto: Mambo
     

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