BiELLE
DISCHI
Le RECENSIONI degli album usciti nel 2012
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Giudizio |
Interviste,
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Ascolti |
| 21/05/2012 |
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Fausto
Mesolella: "Suonerà fino a farti fiorire"
Fausto Mesolella accarezza la sua chitarra ed è subito magia,
perché Fausto è un grande virtuoso, ma soprattutto
è un grande romantico, e tutto questo sentimento fluisce
quasi palpabile dalle corde. Quando finisce si resta ancora per
un po’ stesi, ad ascoltare i mille pensieri che quei suoni
sono riusciti a cavare da angoli impolverati, da curve dimenticate,
da viottoli secondari, spinti fuori dalla gran quantità di
cose messe lì, dentro una chitarra, da chi con quella chitarra
riesce a dialogare direttamente con la nostra anima. |
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| 11/05/2012 |
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Roberto
Scippa: "Vagando dentro" E
facciamo spazio anche a chi, in piena crisi, in totale recessione,
in assenza di prospettive, ha il coraggio di fare un disco intenso
come "Vagando dentro", un disco strepitoso,
che si propone tuttavia senza strepiti, ma accarezzando le orecchie,
vellicando il palato e soddisfando i sensi. Sono 13 canzoni per
47 minuti di musica che pacificano col mondo, anche quando, alcune
volte, si impennano a raccontare fatti di oggi. |
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Ascolti:
"La testa che gira a vuoto" |
| 10/05/2012 |
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Claudia
Pastorino: " Tango che ho visto ballare..."
Per ricordare il ventennale della morte di Astor Piazzolla, Claudia
Pastorino ha pubblicato su disco la registrazione del suo spettacolo
tenutosi il 24 settembre del 2011 al St. Anna Golf Club di Cogoleto
Lerca, una delle tante date del suo tour dedicato al repertorio
di Horacio Ferrer e Astor Piazzolla, che più
volte l’ha vista cantare al fianco dello stesso Horacio. |
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Ascolti:
"Milonga de Don Nicanor Paredes" |
| 10/05/2012 |
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Ugo
Cattabiani: "Il cortigiano"
Ugo Cattabiani,
trentaquattrenne musicista parmense, ex frontman degli Ottobre
Scirocco, ha scelto per il suo disco d’esordio
come solista, un linguaggio musicale che affonda nel blues, in
cui però troviamo anche la canzone d’autore, il country
folk, lo swing, la melodia ricercata. Ne è uscito un prodotto
godibile e di presa immediata, che non necessita di ascolti su
ascolti per farsi apprezzare. Niente di nuovo sotto il sole, direte.
Vero. Ma onesto e fatto bene. |
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| 05/05/2012 |
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I
Luf: "I Luf cantano Guccini"
Abbiamo tardato
a parlare di questo disco. Abbiamo colpevolmente tardato. E allora
recuperiamo il tempo perduto, spiegando subito che si tratta di
un bellissimo omaggio al maestrone di Pavana, fatto con tutti
i crismi da una della band più vitali ed efficaci su piazza:
i Luf. Certo che si può sempre dire che "Dio è
morto" non ha nessun bisogno di essere rifatta. E' perfetta
così. Cristallizzata nella versione di Augusto Daolio e
dei Nomadi di quasi 50 anni fa (47 per la precisione). Tanto che
anche i rifacimenti dello stesso Guccini non hanno aggiunto niente.
Ma provate ad ascoltarla. |
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Ascolti:
"Dio è morto" |
| 05/05/2012 |
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Nomadi:
"I Nomadi interpretano Guccini"
E' un disco
storico. Mi è tornato in mente ascoltando "I Luf cantano
Guccini". Molti anni fa, era il 1974, un'altra band aveva
osato fare lo stesso passo. Un omaggio, in vita, a un grande cantautore.
Che per i Nomadi era stato un po' un compagno di vita e anzi,
proprio l'autore delle loro prime canzoni. Guccini per i Nomadi
aveva scritto "Noi non ci saremo", "Per quando
noi non ci saremo" (pezzo ingiustamente dimenticato), "Noi",
"Il disgelo", "Canzone per un'amica" e "Per
fare un uomo", oltre al testo italiano di "Un figlio
dei fiori non pensa al domani" ("Death of the clown"
dei Kinks). |
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Ascolti: "Asia" |
| 04/05/2012 |
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AAVV:
"Sulle labbra di un altro" Nel
2001 la Lilium Produzioni di gianCarlo Onorato dedicava a Luigi
Tenco un tributo intitolato “Come fiori in mare - Luigi Tenco
riletto”. Dopo dieci anni, ecco che con “Sulle labbra
di un altro” arriva la continuazione del progetto in un cofanetto
. |
Il
primo album della serie: "Come fiori in mare" |
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| 03/05/2012 |
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Renato
Franchi e l'Orchestrina del suonatore Jones: "Dopo le strade
... appunti di viaggio" E
poi esiste (sopravvive?) un sottobosco musicale - magari naif, magari
imperfetto, magari ruspante, però sincero e, soprattutto,
con qualcosa da dire. “Dopo le strade…” risulta,
in definitiva, un lavoro d’altri tempi, folk/rock fino al
midollo, figlio di storie, ascolti, contaminazioni, contatti, a
cavallo di musica popolare e cantautorato storico. |
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| 03/05/2012 |
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Paolo
Andreoni: "Un nome che sia vento" Sono
canzoni di terra e di vento, che ti prendono a sorpresa e che un
po’ ti lavorano di dentro, anche nella tua distrazione. Poi
passa il tempo e ti accorgi che i solchi hanno solcato anche te.
Le tracce hanno lasciato tracce e impronte sulla pelle, pronte a
lasciare a loro volta impronte per contatto. Un disco che parla
di libertà e di solitudine, dove la solitudine non è
quella della cameretta del poeta, ma piuttosto gli spazi aperti.
Il deserto come realtà fisica, geografica e parimenti metaforica:
il deserto urbano, il deserto dei nostri cuori. E' senz'altro un
album molto intimo, che scava in profondità. E, anche nel
deserto, scavano a fondo, si trova l'acqua. E si possono irrigare
i sogni. |
Download
"La caduta delle città del nord" |
Ascolti:
"Il concerto" Ascolti:
"Dimentica" |
| 30/04/2012 |
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Joe
Barbieri: "Respiro" “Respiro”
il nuovo album di Joe Barbieri è caratterizzato da una poetica
che parte dalle piccole cose, da gesti quotidiani, persino involontari
e naturali, non governabili, come il respiro, per andare poi a cogliere
temi universali, esistenziali. E' un disco dalle tinte pastello,
in cui Joe Barbieri ci racconta l’amore, ma soprattutto le
pene legate all’amore. Il suo canto non è mai imposizione
bensì un porgere garbato, quasi sussurrato all’orecchio,
è l’ascoltatore che deve abbandonare il quotidiano
trafelato correre, per lasciarsi coinvolgere in queste confidenze.
Se però questo climax è raggiunto, allora sarà
amore e amore per sempre. |
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| 28/04/2012 |
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Coockies
Trio: "Cookies Trio"
Il primo
EP dei biellesi Cookies Trio (cinque tracce tra serio & faceto)
è ascrivibile all’interno della combinazione pesce/zucchero
(buoni entrambi, per carità, ma solo se assunti separatamente).
Discrete potenzialità musicali (tra jazz e ritmi gitaneggianti),
verve in dosi sufficienti, sciupata da qualche velleitarismo tematico
& cazzeggio di troppo (Se mio nonno avesse fatto il benzinaio
avrei percorso molta più strada). |
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| 24/04/2012 |
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Paola
Turci: "Le storie degli altri" E’
un disco dolente, le storie degli altri, ma non è mai rassegnato.
Un disco inciso da un piccolo combo di sole 4 persone che hanno
suonato dal vivo e come se fosse un concerto.Un disco “vero”,
in presa diretta, che fotografa il nostro tempo, con i suoi impazzimenti,
ma anche con le sue utopie che non vogliono finire mai. La degna
chiusura di una trilogia di grande spessore. Opera
coraggiosa, da conoscere, da tenere in salvo, da proteggere. Un
soffio di aria buona, anche andando a leggere dentro "Le storie
degli altri". |
Intervista: "L'utopia
è un orizzonte in movimento" |
Ascolti:
"Devi andartene" |
| 18/04/2012 |
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Luca
Gemma: "Supernaturale" Il
quarto album nasce all’alba, seguendo una creatività
istintiva esaltata dal lento risveglio, e dall’esigenza di
una ritrovata semplicità dei suoni che non disdegna l’eleganza,
la ricerca stilistica, la sorpresa compositiva. La ritmica è
in evidenza, la base forte sulla quale montano le canzoni spesso
sostenute, una ritmica black seventies, funky, potente, nuda, che
riporta agli Stones di quegli anni e ai Black Keys. |
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Ascolti:
"Il cielo sopra di te" |
| 18/04/2012 |
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Micol
Martinez: "La testa dentro"
“La testa dentro” esprime pienamente
il talento di Micol Martinez, una ragazza che ha dalla sua una voce
originale e molto affascinante, una bellezza un po’ anni ’70
che emerge con forza dagli scatti di Claudio Devizzi Grassi e che
mi ricorda un po’ Françoise Dorléac, sorella
di Catherine Deneuve, ma soprattutto una capacità, direi
unica, di scrivere con intensità, passionalità e maturità
sorprendenti dell’amore, il motore primo dell’umanità,
qui colto però in una dimensione intima e perciò ancor
più coinvolgente. |
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Ascolti:"Un
nome diverso" |
| 02/04/2012 |
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Fabio
Concato: "Tutto qua"
Tutto qua",
understatement persino nel titolo. Ma non credetegli a scatola
chiusa. "Tutto qua" non va letto come sminuente, ma
solo come "tutto quello che serve e niente di più".
Un gradito ritorno dopo 11 anni: "Ero impegnato a vivere".
E vivendo, vivendo, si invecchia, si sta male, ci si ammala, si
guarisce, si perde il coraggio e poi lo si ritrova. Fabio questo
percorso lo ha fatto un po' tutto. E alla fine del percorso ecco
11 brani nuovi che suonano belli come quelli antichi. Non a caso
Concato condisce il disco fisico con la possibilità di
scaricarsi, tramite un codice contenuto nella confezione, cinque
brani storici in versione acustica, chitarre e voce: "Fiore
di maggio", "Guido piano", "Rosalina",
"Sexy tango" e "Canto". Ebbene, i brani nuovi
non sfigurano a fronte dei vecchi. |
Intervista
su "Tutto qua" |
Ascolti:
"Stazione Nord" |
| 19/03/2012 |
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Giulio
Casale: "Dalla parte del torto"
Il "Dalla
parte del torto" di Giulio Casale è sostanzialmente
la summa di sette anni di teatro-canzone ed è un ritorno
al rock. E fa bene sentire che Casale ha metabolizzato le lezioni
e e torna a parlare con la sua voce dolce-amara denunciando tutto
quello che di brutto gli gira intorno. Si coglie benissimo la
sua urgenza di comunicare. Quello che gli importa è di
dire come stanno le cose, di seguire un percorso. Perché
se è vero che il lavoro non segue esattamente i canoni
di un concept album, è altrettanto vero che le canzoni
non sono messe lì a casaccio, ma c'è un filo logico
che lega il tutto.Casale è bravo, sa scrivere belle storie
e belle canzoni con cui raccontarle. Ma questo già lo sapevamo.
Vivamente consigliato.
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Intervista
su "Dalla parte del torto"
Lo spettacolo teatrale |
Ascolti:
"La febbre" |
| 15/03/2012 |
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Lu
Colombo: "Molto più di un buon motivo"
C’è
indubbiamente molto più di un buon motivo per accostarsi
a questo nuovo disco di Lu Colombo. In primo luogo c’è
il mondo poetico di Joaquin Sabina, cantautore spagnolo celeberrimo
sia in patria sia in Sudamerica. Infine, non ultimi, ci sono ben
altri dodici motivi per ascoltare, con intenso piacere. Il disco
si muove tra influenze ispaniche, messicane, sonorità mariachi,
insomma è tutto da gustare.
Un disco prezioso, che vede il definitivo affermarsi di Lu Colombo
nell’ambito della canzone d’autore, |
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Ascolti:
"Molto più che un buon motivo" |
| 06/03/2012 |
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Francesco
Renna: "Appunti dal blu"
Francesco
Renna, classe 1987, da Avellino, studioso di chitarra e armonica,
ha pubblicato questo disco a fine settembre, con il lancio del
singolo Biciclette Al Passeggio, ed è stato una bella sorpresa.
L’esordio è notevole musicalmente, ricco di spunti
che mostrano un ricco bagaglio di ascolti e di esibizioni live,
passando con disinvoltura dal rock alla ballad, dallo swing al
funk, dal blues alla bossanova, al pop, alla musica cantautorale
del nostro passato remoto e prossimo, a dimostrazione di un livello
di professionalità e di qualità compositiva e tecnica
davvero notevole. |
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| 06/03/2012 |
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Gang-Priviero-Biacchessi:
"Storie dell'altra Italia" Della
gloriosa guardia rossa continuano a remare in ostinata controtendenza
Marino e Sandro Severini, ora e sempre Gang, banditi senza tempo,
né macchia né paura, che fanno i dischi come una volta:
cuore, muscoli & cervello, e un bel po’ di coraggio per
non mandarle a dire, per cantarle e ricantarle anzi brutto muso.
“Storie dell’altra Italia” è un album salutare,
necessario, compendio emblematico di vecchie e nuove resistenze.
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Marino
Severini: "A canzoni si fan rivoluzioni" |
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| 06/03/2012 |
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Verily
So: "Verily So" Suono
accattivante, magnetico, frutto della rara capacità di sintetizzare
Black Mountain e Nick Cave, Nick Drake e Arcade Fire, tra il folk
melanconico e il fuzzy, tra Jesus and Mary Chain e Leonard Cohen,
con una componente di originalità e freschezza che sorprende
e intriga. Rapimento
piacevole, con il trasporto, la piacevolezza, il godimento. Non
è possibile resistere ai talentuosi ritornelli resi ancora
più magici dal contrasto e la sintesi delle due voci.
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| 22/02/2012 |
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Maria
Pierantoni Giua e Armando Corsi: "TrE" Testi
intriganti, suoni portati da onde marine che partono dal Mediterraneo,
lo lambiscono, si riflettono al di là dell'Atlantico sulle
coste argentine e brasiliane e ritornano, portando con sè
tutti i colori catturati nel loro viaggio. Giua e Corsi, uno di
quei casi in cui uno più uno fa "TrE", azzeccatissimo
titolo per questo lavoro vivo e vivace, allegro e non vacuo, ironico
e ammiccante, suonato e cantato da dio. Loro si sono divertiti a
farlo, e TrE sprizza energia da tutti i solchi. Inizia bene questo
2012, almeno dal punto di vista musicale, con un'infilata di dischi
imperdibili. TrE è uno di questi. |
Intervista
a Giua - Prima parte Intervista
ad Armando Corsi Intervista
a Giua - Seconda Parte Intervista
a Giua primo album |
Ascolti:
"Beleza"
"Qui sul collo e sull'orecchio" Video:
"Totem e tabù" |
| 20/02/2012 |
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Fiorella
Mannoia: "Sud" Nostra
Signora dei cantautori si è messa in proprio e vara un concept
disc che si svolge tutto attorno al tema dei vari sud del mondo
e, non contenta, oltre all'interpretazione aggiunge i testi e, in
parte, anche le musiche, "Sud" è uno di quegli
album che bisogna tenere sul cuore e volergli bene, perché
si sente che è fatto con amore e che ogni suono, ogni parola,
ogni scelta è stata a lungo meditata e studiata e fatta con
amore. Uno di quei dischi da portarsi vicini, perché possono
servire, perché sono emozionanti e belli, perché le
donne, in Italia, stanno assumendo sempre più un ruolo trainante
nella canzone d'autore. E perché, in fondo, abbiamo bisogno
di emozionarci per pensare. E di pensare per emozionarci meglio |
Intervista
Giorgia Fazzini Intervista
Giorgio Maimone |
Ascolti:
"Io non ho paura" |
| 19/02/2012 |
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Teatro
degli Orrori: "Il mondo nuovo"
Volete
farvi un favore? Dimenticate il più in fretta possibile Sanremo,
le strofe superflue, le balbuzie analfabete del pop, i figli dell’invasione
talent show, il canta che (tanto non) ti passa, ritornate alla grande
sul pianeta Terra con Il teatro degli orrori: l’affresco del
collasso globale sta al loro “Il Mondo nuovo” come la
straripante vena rock alla canzone sociale. Se
questo incipit fosse davvero una pubblicità sarebbe la classica
eccezione che conferma la regola: mollate le menate e ri-fatevi
orecchie, muscoli e cervello con queste 16 tracce che sono i capitoli
di un romanzo impietoso, la presa diretta dall’Apocalisse
che è ora e qui. |
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| 19/02/2012 |
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Keko
Folkimia: "I me pensée" Il
terreno lungo il quale si muove Keko è già stato ben
arato e seminato da nomi come Davide Van de Sfroos o i Luf. Tecnicamente
si tratta di un EP un cd di soli sei brani per un minutaggio complessivo
di circa venticinque minuti, diciamolo subito ben cantato e ben
suonato. Ora è solo questione di crescere e magari cimentarsi
in un disco “vero”, perché anche in musica la
lunghezza non è tutto, ma qualcosa conta...
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Ascolti:
"La cicala e la furmiga"
Video:
"Fiore, amoe, disertore" |
| 09/02/2012 |
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Caffé
Sport Orchestra: "E pensare che sono venuto solo per comprare
un pescespada" Ed
ecco il primo imperdibile del 2012! D'altra parte quando si aspetta
per 7 anni l'uscita di un demo già sentito nel 2004 può
capitare di perdere la testa. A me capita. Abbiamo, come al solito,
un titolo chilometrico alla Lina Wertmuller. Ma poi ascolti le canzoni
e pensi a Fellini. A volte la bella musica ti viene a trovare, altre
devi cercarla tu. A volte le parole non seguono, altre sì.
E quando succede eccolo il piccolo miracolo. Caffé Sport
Orchestra è un piccolo miracolo e "il pesce spada"
è il disco che vorremmo incontrare spesso: luogo dell’anima,
provincia sonnolenta, mare d'inverno, spiaggia deserta, frustrazioni
vitellonesche e una passione per il cinema che sonnecchia in sottofondo.
Buon ascolto. |
Intervista
a Francesco Senni sul pescespada" |
Ascolti:
"Il congedo" Ascolti:
"Teresa" Ascolti:
"San Lorenzo" |
| 07/02/2012 |
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Frei:
"Sulle tracce della volpe" Ragazzi,
fatemi un favore: non mandatemi più nulla che risulti anche
lontanamente imparentato col pop, perché questo di Frei è
l’ultimo cd "leggero" che recensisco, giuro. Mi
sarei alquanto stufato di ripetermi: le-canzoncine-fine-a-se-stesse-proprio-non-le-mando-giù.
Non mi dicono niente. Anche se vezzose, orecchiabili, scorrevoli,
fischiettabili, accattivanti, come le undici figuranti in scaletta
di “Sulle tracce della volpe”. |
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| 25/01/2012 |
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Gli
Ex: "Primavera, autunno, inverno" Un
rabarbaro Zucca contro il sole cocente, il ghiaccio e quella nota
di vaniglia che contrastano l'amaro del rabarbaro. Il denso del
fluido che nasconde l'alcol che ti colpirà poi, soprattutto
se lo bevi sotto il sole. Perché sotto le cose, sotto le
frasi, sotto le musiche, sotto l'estate c'è sempre ancora
qualcosa da tenersi stretti. Fosse anche solo la nostalgia degli
anni Sessanta. E Gli Ex sono abbastanza unici in questo loro procedere
divertente ed erratico. |
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Ascolti:
"Io vado a sud" VIdeo:
"Zazzera leggera" |
| 23/01/2012 |
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Mario
Incudine: "Anime migranti" Gran
bel disco che ruota intorno ad un tema di grandissima attualità
come quello delle migrazioni, sviluppato attraverso un vero e proprio
affresco corale che vede coinvolti tante voci preziose. Ascoltatelo
con il cuore vi si aprirà un mondo musicale d’incredibile
fascino.
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Ascolti:
"Speranza disperata" Video:
"Novumunnu" |
| 13/01/2012 |
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Fabrizio
Consoli: "Live in Capetown" Il
suo tocco
alla chitarra è una meraviglia, la sua voce è calda
e graffiante, insomma uno capace di “crivere canzoni / Che
emozionano anche i cani / Che colorino le labbra / Alle ragazze
sui balconi “ (“Camera con vista”), che sa coinvolgere
ed emozionare su disco e dal vivo. |
Intervista:
"Perché Capetown?" |
Ascolti:
"La forza dell'amore" Video:
"Giro di carte" |
| 13/01/2012 |
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Laurex
Pallas: "L'ultima Liegi-Bastogne-Wembley"
Se
è vero che la nostalgia è sempre canaglia (Albano
docet) in questo disco non fa rima con piagnisteo, tutt’altro.
Nel senso che, alla fin fine, si ridacchia alquanto e anche se fosse
solo per non piangere, l’abbondanza di refrain cantabili/orecchiabili
e di coretti extra-light tengono a debita distanza il magone e aiutano
a stemperare. |
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Video: "So
quel che so" |
| 07/01/2012 |
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Le
Canzoni da marciapiede: "Al pranzo di nozze"
Le
Canzoni da Marciapiede sono un gruppo di La Spezia, che fa del periodo
degli anni trenta francese e tedesco il suo pozzo dei desideri,
tra cabaret, chanson, teatro alla Brecht, Edith Piaf, la Dietrich
e le Dresden Dolls, il vaudeville, il burlesque, un po’ di
jazz delle origini, la canzone di denuncia e la tradizione popolare
italiana, con un bilanciamento delle componenti che sorprende e
si fa ammirare. |
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Video:
La roulotte Edith a Sarzana |
| 06/01/2012 |
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Giorgio
Conte: "C.Q.F.P." È
sempre un piacere ritrovare Giorgio Conte, il suo mondo fatto di
soffusa nostalgia, ironia sorniona, elogio della quotidianità,
piccole storie di provincia, bozzetti senza pretese ma pieni di
umanità, sapori e profumi della campagna. Eccolo
il mondo di Giorgio, pronto ad accogliere chi ha voglia di farselo
raccontare. Niente emozioni forti, ma una leggerezza che riscalda
il cuore e accende l'intelligenza. Un buon modo per iniziare l'anno,
no? |
La pagina
di Giorgio Conte Intervista
su C.Q.F.P. |
Video:
"Come quando fuori piove" |
| 31/12/2011 |
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Dan
Moretti & Piccola Orchestra La Viola: "The journey"
E'
musica ariosa o meglio aerea, sostenuta dal soffio del sassofono
e del flauto e dall'aria scaravoltata dai mantici delle fisarmoniche
o degli organetti. Musica che sostiene per aria l'aria che forma
le arie che a loro volta fanno le melodie fornite da questi strumenti
aerofoni. Una mongolfiera musicale che si libra sul cielo sgombro
di nuvole per far lievitare la pasta sonora di questo viaggio che
è in grado di portarci comunque lontano.
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Ascolti:
"Angel Silver" |
| 30/12/2011 |
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Chiara
Ragnini: "Il giardino di rose"
Una musica gentile, acustica, a volte, ma solo a volte, leggermente
poppeggiante, più incline a strizzare un occhio, o anche
entrambi, alla canzone d'autore. E'
una boccata d'aria fresca ascoltare Chiara Ragnini. Certo che non
si deve storcere il naso di fronte alla semplicità. Un'album
estremamente piacevole, morbido, arrendevole, cedevole sotto il
ciglio del sorriso e del sospiro. Un ottimo lavoro giovanile
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Ascolti:
"Ogni mia poesia" |
| 30/12/2011 |
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Radicanto:
"Bellavia" Un
disco
di terra e di sale. Un disco delicato, ma robusto, un album sapido
e colorato, ma in grado di imporsi sempre con la dolcezza, mescolando
linguaggi e strumenti, tollerando i loop (contenuti) e la programmazione,
accanto alle darbouke e ai violoncelli, al bouzouki e alla marimba.
La forza tranquilla e salda della musica popolare, anche quando
l'origine si perde al di là del mare e ci ritorna dalle parole
e dai suoni dei nuovi cantori. Radicanto, la musica dalla parte
delle radici. |
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Ascolti:
"Soni a battenti" |
| 24/12/2011 |
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Folco
Orselli: "Generi di conforto"
“Le dieci
tracce che compongono “Generi di conforto” hanno a mio
parere le stesse caratteristiche del cioccolato, delle sigarette,
di un cordiale sorseggiato quando fa freddo, di una coperta sotto
cui addormentarsi, di un fuoco e di un abbraccio. Di conforto appunto”.
Come
dargli torto, questo è un disco maledettamente bello, irrinunciabile.
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Ascolti: "Manila" |
| 24/12/2011 |
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Giorgia
Del Mese: "Sto bene"
Si potrebbe
dedurre che il titolo del lavoro derivi da un certo stato di soddisfazione
per quanto realizzato fino ad ora ma non è per niente così,
perché ascoltando il disco, ci si accorge ben presto che
il titolo è un eufemismo e in realtà è espressione
di una calma solo apparente. |
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Ascolti:
"Niente da espirare" |
| 14/12/2011 |
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Andrea
Giops: "Io non sono Giuseppe Verdi Che
disco è "Io che non sono Giuseppe Verdi"? Un sano
disco di pop. Che non pretende di essere di più e che di
più forse non potrebbe nemmeno essere. La domanda resta valida:
perché un disco siffatto esce per l'etichetta di Fabrizio
De André?
Giops peraltro, che non scrive né testi né musica,
se non in piccola parte, dimostra di avere personalità e
voce e una bella dose di umiltà e conoscenza dei propri limiti.
Forse non indimenticabile, ma ascoltabile di sicuro. |
Intervista :
da X-Factor a Faber |
Ascolti: "Sweet
sorrow" |
| 13/12/2011 |
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Roberta
Barabino: "Magot" Parliamo
della semplicità, della chiarezza. Parliamo di quanto possa
essere naturale ascoltare questo disco. Parliamo della brezza del
primo pomeriggio, del vento fresco di maggio, parliamo di disegni
fatti a matita e ripassati a china. Parliamo di un dolce declivio
di una collina e dei passi leggeri che la percorrono in discesa.
Parliamo di un temporale d'estate, coi suoi tuoni e con i suoi scrosci
d'acqua e dell'abbaiare festoso di un cane.
Parliamo di dita leggere sopra una chitarra e di pochi tocchi di
altri strumenti: un violoncello, una seconda chitarra. Parliamo
di tutto questo e ci avvicineremo al cuore di quello che Roberta
Barabino ha proposto con "Magot", ma non ne scalfiremo
la superficie, perché Magot è leggera come un quadro
di Chagall. |
Intervista:
"Scrivo canzoni, nulla più" |
Ascolti:
"Notte blu" |
| 12/12/2011 |
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Pilar:
"Sartoria italiana fuori catalogo" Pensiamola
complicata. Pensiamola sfaccettata. Pensiamo una situazione in cui
le lingue e i suoni del mondo vengano a contatto ravvicinato. Pensiamo
la complessità di una costruzione molto curata, di un abito
d'haute couture disegnato da un grande stilista.
Uno stile un po' forse demodè, ma con un'attenzione al particolare,
al dettaglio che solo la cura artigiana di un marchio può
portare a compimento.
"Sartoria
italiana fuori catalogo" è un album non comune,
che miscela linguaggi alti e tentativi popolari, che coniuga un
linguaggio poetico a una cura musicale estrema. Prodotto artigianale,
sì, ma di quell'artigianalità che crea l'eccellenza.
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Intervista : "Canzoni
senza bisogno d'orlo" |
Ascolti: "Innestami" |
| 11/12/2011 |
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Adriana
Spuria: "Il mio modo di dirti le cose" “Il
mio modo di dirti le cose” di Adriana Spuria, all’esordio
sulla lunga distanza dopo un Ep nel 2008, è un album che
conquista e convince, con una serie di brani molto ben assemblati,
ricchi di spunti melodici e di arricchimenti tecnici, melodie, una
bella voce controllata e duttile, e soprattutto con una scelta stilistica
coraggiosa, frutto di un progetto voluto, chiaro e di gran pregio.
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Intervista
: "Jazzando con il folk nel cuore" |
Ascolti:
"3 sul rouge" |
| 01/12/2011 |
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Alfonso
De Pietro: "(In)canto civile" Nemmeno
sotto tortura potrei scrivere male di un cantautore giovane &
impegnato come Alfonso De Pietro, il suo secondo nome potrebbe suonare
“mosca bianca”, nel mare magnum sconsolante di Barbie
e Big Jim (ma lo fanno ancora?) di ritorno da talent show. In “(In)cantocivile”
c’è l’ha messa tutta per rinvigorire i muscoli
della ballata di peso specifico, evocandone l’humus delle
origini, quello, per intenderci, del tipo pedagogico/pensoso/indignato/divergente
(qualcuno vuole, per favore, sforzarsi di ricordare?). |
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Ascolti: "Terra" |
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