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BiELLE DISCHI
Le RECENSIONI degli album usciti nel 2012

Data
Copertina
Giudizio
Interviste, pagine
Ascolti
21/05/2012 Fausto Mesolella: "Suonerà fino a farti fiorire"

Fausto Mesolella accarezza la sua chitarra ed è subito magia, perché Fausto è un grande virtuoso, ma soprattutto è un grande romantico, e tutto questo sentimento fluisce quasi palpabile dalle corde. Quando finisce si resta ancora per un po’ stesi, ad ascoltare i mille pensieri che quei suoni sono riusciti a cavare da angoli impolverati, da curve dimenticate, da viottoli secondari, spinti fuori dalla gran quantità di cose messe lì, dentro una chitarra, da chi con quella chitarra riesce a dialogare direttamente con la nostra anima.
   
11/05/2012 Roberto Scippa: "Vagando dentro"

E facciamo spazio anche a chi, in piena crisi, in totale recessione, in assenza di prospettive, ha il coraggio di fare un disco intenso come "Vagando dentro", un disco strepitoso, che si propone tuttavia senza strepiti, ma accarezzando le orecchie, vellicando il palato e soddisfando i sensi. Sono 13 canzoni per 47 minuti di musica che pacificano col mondo, anche quando, alcune volte, si impennano a raccontare fatti di oggi.
  Ascolti: "La testa che gira a vuoto"
10/05/2012 Claudia Pastorino: " Tango che ho visto ballare..."

Per ricordare il ventennale della morte di Astor Piazzolla, Claudia Pastorino ha pubblicato su disco la registrazione del suo spettacolo tenutosi il 24 settembre del 2011 al St. Anna Golf Club di Cogoleto Lerca, una delle tante date del suo tour dedicato al repertorio di Horacio Ferrer e Astor Piazzolla, che più volte l’ha vista cantare al fianco dello stesso Horacio.
  Ascolti: "Milonga de Don Nicanor Paredes"
10/05/2012

Ugo Cattabiani: "Il cortigiano"

Ugo Cattabiani, trentaquattrenne musicista parmense, ex frontman degli Ottobre Scirocco, ha scelto per il suo disco d’esordio come solista, un linguaggio musicale che affonda nel blues, in cui però troviamo anche la canzone d’autore, il country folk, lo swing, la melodia ricercata. Ne è uscito un prodotto godibile e di presa immediata, che non necessita di ascolti su ascolti per farsi apprezzare. Niente di nuovo sotto il sole, direte. Vero. Ma onesto e fatto bene.

   
05/05/2012

I Luf: "I Luf cantano Guccini"

Abbiamo tardato a parlare di questo disco. Abbiamo colpevolmente tardato. E allora recuperiamo il tempo perduto, spiegando subito che si tratta di un bellissimo omaggio al maestrone di Pavana, fatto con tutti i crismi da una della band più vitali ed efficaci su piazza: i Luf. Certo che si può sempre dire che "Dio è morto" non ha nessun bisogno di essere rifatta. E' perfetta così. Cristallizzata nella versione di Augusto Daolio e dei Nomadi di quasi 50 anni fa (47 per la precisione). Tanto che anche i rifacimenti dello stesso Guccini non hanno aggiunto niente. Ma provate ad ascoltarla.

  Ascolti: "Dio è morto"
05/05/2012

Nomadi: "I Nomadi interpretano Guccini"

E' un disco storico. Mi è tornato in mente ascoltando "I Luf cantano Guccini". Molti anni fa, era il 1974, un'altra band aveva osato fare lo stesso passo. Un omaggio, in vita, a un grande cantautore. Che per i Nomadi era stato un po' un compagno di vita e anzi, proprio l'autore delle loro prime canzoni. Guccini per i Nomadi aveva scritto "Noi non ci saremo", "Per quando noi non ci saremo" (pezzo ingiustamente dimenticato), "Noi", "Il disgelo", "Canzone per un'amica" e "Per fare un uomo", oltre al testo italiano di "Un figlio dei fiori non pensa al domani" ("Death of the clown" dei Kinks).

  Ascolti: "Asia"
04/05/2012 AAVV: "Sulle labbra di un altro"

Nel 2001 la Lilium Produzioni di gianCarlo Onorato dedicava a Luigi Tenco un tributo intitolato “Come fiori in mare - Luigi Tenco riletto”. Dopo dieci anni, ecco che con “Sulle labbra di un altro” arriva la continuazione del progetto in un cofanetto .
Il primo album della serie: "Come fiori in mare"  
03/05/2012 Renato Franchi e l'Orchestrina del suonatore Jones: "Dopo le strade ... appunti di viaggio"

E poi esiste (sopravvive?) un sottobosco musicale - magari naif, magari imperfetto, magari ruspante, però sincero e, soprattutto, con qualcosa da dire. “Dopo le strade…” risulta, in definitiva, un lavoro d’altri tempi, folk/rock fino al midollo, figlio di storie, ascolti, contaminazioni, contatti, a cavallo di musica popolare e cantautorato storico.
   
03/05/2012 Paolo Andreoni: "Un nome che sia vento"

Sono canzoni di terra e di vento, che ti prendono a sorpresa e che un po’ ti lavorano di dentro, anche nella tua distrazione. Poi passa il tempo e ti accorgi che i solchi hanno solcato anche te. Le tracce hanno lasciato tracce e impronte sulla pelle, pronte a lasciare a loro volta impronte per contatto. Un disco che parla di libertà e di solitudine, dove la solitudine non è quella della cameretta del poeta, ma piuttosto gli spazi aperti. Il deserto come realtà fisica, geografica e parimenti metaforica: il deserto urbano, il deserto dei nostri cuori. E' senz'altro un album molto intimo, che scava in profondità. E, anche nel deserto, scavano a fondo, si trova l'acqua. E si possono irrigare i sogni.
Download "La caduta delle città del nord" Ascolti: "Il concerto"
Ascolti: "Dimentica"
30/04/2012 Joe Barbieri: "Respiro"

“Respiro” il nuovo album di Joe Barbieri è caratterizzato da una poetica che parte dalle piccole cose, da gesti quotidiani, persino involontari e naturali, non governabili, come il respiro, per andare poi a cogliere temi universali, esistenziali. E' un disco dalle tinte pastello, in cui Joe Barbieri ci racconta l’amore, ma soprattutto le pene legate all’amore. Il suo canto non è mai imposizione bensì un porgere garbato, quasi sussurrato all’orecchio, è l’ascoltatore che deve abbandonare il quotidiano trafelato correre, per lasciarsi coinvolgere in queste confidenze. Se però questo climax è raggiunto, allora sarà amore e amore per sempre.
   
28/04/2012

Coockies Trio: "Cookies Trio"

Il primo EP dei biellesi Cookies Trio (cinque tracce tra serio & faceto) è ascrivibile all’interno della combinazione pesce/zucchero (buoni entrambi, per carità, ma solo se assunti separatamente). Discrete potenzialità musicali (tra jazz e ritmi gitaneggianti), verve in dosi sufficienti, sciupata da qualche velleitarismo tematico & cazzeggio di troppo (Se mio nonno avesse fatto il benzinaio avrei percorso molta più strada).

   
24/04/2012 Paola Turci: "Le storie degli altri"

E’ un disco dolente, le storie degli altri, ma non è mai rassegnato. Un disco inciso da un piccolo combo di sole 4 persone che hanno suonato dal vivo e come se fosse un concerto.Un disco “vero”, in presa diretta, che fotografa il nostro tempo, con i suoi impazzimenti, ma anche con le sue utopie che non vogliono finire mai. La degna chiusura di una trilogia di grande spessore. Opera coraggiosa, da conoscere, da tenere in salvo, da proteggere. Un soffio di aria buona, anche andando a leggere dentro "Le storie degli altri".
Intervista: "L'utopia è un orizzonte in movimento" Ascolti: "Devi andartene"
18/04/2012 Luca Gemma: "Supernaturale"

Il quarto album nasce all’alba, seguendo una creatività istintiva esaltata dal lento risveglio, e dall’esigenza di una ritrovata semplicità dei suoni che non disdegna l’eleganza, la ricerca stilistica, la sorpresa compositiva. La ritmica è in evidenza, la base forte sulla quale montano le canzoni spesso sostenute, una ritmica black seventies, funky, potente, nuda, che riporta agli Stones di quegli anni e ai Black Keys.
  Ascolti: "Il cielo sopra di te"
18/04/2012 Micol Martinez: "La testa dentro"

La testa dentro” esprime pienamente il talento di Micol Martinez, una ragazza che ha dalla sua una voce originale e molto affascinante, una bellezza un po’ anni ’70 che emerge con forza dagli scatti di Claudio Devizzi Grassi e che mi ricorda un po’ Françoise Dorléac, sorella di Catherine Deneuve, ma soprattutto una capacità, direi unica, di scrivere con intensità, passionalità e maturità sorprendenti dell’amore, il motore primo dell’umanità, qui colto però in una dimensione intima e perciò ancor più coinvolgente.
  Ascolti:"Un nome diverso"
02/04/2012

Fabio Concato: "Tutto qua"

Tutto qua", understatement persino nel titolo. Ma non credetegli a scatola chiusa. "Tutto qua" non va letto come sminuente, ma solo come "tutto quello che serve e niente di più". Un gradito ritorno dopo 11 anni: "Ero impegnato a vivere". E vivendo, vivendo, si invecchia, si sta male, ci si ammala, si guarisce, si perde il coraggio e poi lo si ritrova. Fabio questo percorso lo ha fatto un po' tutto. E alla fine del percorso ecco 11 brani nuovi che suonano belli come quelli antichi. Non a caso Concato condisce il disco fisico con la possibilità di scaricarsi, tramite un codice contenuto nella confezione, cinque brani storici in versione acustica, chitarre e voce: "Fiore di maggio", "Guido piano", "Rosalina", "Sexy tango" e "Canto". Ebbene, i brani nuovi non sfigurano a fronte dei vecchi.

Intervista su "Tutto qua" Ascolti: "Stazione Nord"
19/03/2012

Giulio Casale: "Dalla parte del torto"

Il "Dalla parte del torto" di Giulio Casale è sostanzialmente la summa di sette anni di teatro-canzone ed è un ritorno al rock. E fa bene sentire che Casale ha metabolizzato le lezioni e e torna a parlare con la sua voce dolce-amara denunciando tutto quello che di brutto gli gira intorno. Si coglie benissimo la sua urgenza di comunicare. Quello che gli importa è di dire come stanno le cose, di seguire un percorso. Perché se è vero che il lavoro non segue esattamente i canoni di un concept album, è altrettanto vero che le canzoni non sono messe lì a casaccio, ma c'è un filo logico che lega il tutto.Casale è bravo, sa scrivere belle storie e belle canzoni con cui raccontarle. Ma questo già lo sapevamo. Vivamente consigliato.

Intervista su "Dalla parte del torto"

Lo spettacolo teatrale

Ascolti: "La febbre"
15/03/2012

Lu Colombo: "Molto più di un buon motivo"

C’è indubbiamente molto più di un buon motivo per accostarsi a questo nuovo disco di Lu Colombo. In primo luogo c’è il mondo poetico di Joaquin Sabina, cantautore spagnolo celeberrimo sia in patria sia in Sudamerica. Infine, non ultimi, ci sono ben altri dodici motivi per ascoltare, con intenso piacere. Il disco si muove tra influenze ispaniche, messicane, sonorità mariachi, insomma è tutto da gustare. Un disco prezioso, che vede il definitivo affermarsi di Lu Colombo nell’ambito della canzone d’autore,

  Ascolti: "Molto più che un buon motivo"
06/03/2012

Francesco Renna: "Appunti dal blu"

Francesco Renna, classe 1987, da Avellino, studioso di chitarra e armonica, ha pubblicato questo disco a fine settembre, con il lancio del singolo Biciclette Al Passeggio, ed è stato una bella sorpresa. L’esordio è notevole musicalmente, ricco di spunti che mostrano un ricco bagaglio di ascolti e di esibizioni live, passando con disinvoltura dal rock alla ballad, dallo swing al funk, dal blues alla bossanova, al pop, alla musica cantautorale del nostro passato remoto e prossimo, a dimostrazione di un livello di professionalità e di qualità compositiva e tecnica davvero notevole.

   
06/03/2012 Gang-Priviero-Biacchessi: "Storie dell'altra Italia"

Della gloriosa guardia rossa continuano a remare in ostinata controtendenza Marino e Sandro Severini, ora e sempre Gang, banditi senza tempo, né macchia né paura, che fanno i dischi come una volta: cuore, muscoli & cervello, e un bel po’ di coraggio per non mandarle a dire, per cantarle e ricantarle anzi brutto muso. “Storie dell’altra Italia” è un album salutare, necessario, compendio emblematico di vecchie e nuove resistenze.
Marino Severini: "A canzoni si fan rivoluzioni"  
06/03/2012 Verily So: "Verily So"

Suono accattivante, magnetico, frutto della rara capacità di sintetizzare Black Mountain e Nick Cave, Nick Drake e Arcade Fire, tra il folk melanconico e il fuzzy, tra Jesus and Mary Chain e Leonard Cohen, con una componente di originalità e freschezza che sorprende e intriga. Rapimento piacevole, con il trasporto, la piacevolezza, il godimento. Non è possibile resistere ai talentuosi ritornelli resi ancora più magici dal contrasto e la sintesi delle due voci.
   
22/02/2012 Maria Pierantoni Giua e Armando Corsi: "TrE"

Testi intriganti, suoni portati da onde marine che partono dal Mediterraneo, lo lambiscono, si riflettono al di là dell'Atlantico sulle coste argentine e brasiliane e ritornano, portando con sè tutti i colori catturati nel loro viaggio. Giua e Corsi, uno di quei casi in cui uno più uno fa "TrE", azzeccatissimo titolo per questo lavoro vivo e vivace, allegro e non vacuo, ironico e ammiccante, suonato e cantato da dio. Loro si sono divertiti a farlo, e TrE sprizza energia da tutti i solchi. Inizia bene questo 2012, almeno dal punto di vista musicale, con un'infilata di dischi imperdibili. TrE è uno di questi.
Intervista a Giua - Prima parte
Intervista ad Armando Corsi
Intervista a Giua - Seconda Parte
Intervista a Giua primo album
Ascolti: "Beleza"

"Qui sul collo e sull'orecchio"


Video: "Totem e tabù"
20/02/2012 Fiorella Mannoia: "Sud"

Nostra Signora dei cantautori si è messa in proprio e vara un concept disc che si svolge tutto attorno al tema dei vari sud del mondo e, non contenta, oltre all'interpretazione aggiunge i testi e, in parte, anche le musiche, "Sud" è uno di quegli album che bisogna tenere sul cuore e volergli bene, perché si sente che è fatto con amore e che ogni suono, ogni parola, ogni scelta è stata a lungo meditata e studiata e fatta con amore. Uno di quei dischi da portarsi vicini, perché possono servire, perché sono emozionanti e belli, perché le donne, in Italia, stanno assumendo sempre più un ruolo trainante nella canzone d'autore. E perché, in fondo, abbiamo bisogno di emozionarci per pensare. E di pensare per emozionarci meglio
Intervista Giorgia Fazzini
Intervista Giorgio Maimone
Ascolti: "Io non ho paura"
19/02/2012 Teatro degli Orrori: "Il mondo nuovo"

Volete farvi un favore? Dimenticate il più in fretta possibile Sanremo, le strofe superflue, le balbuzie analfabete del pop, i figli dell’invasione talent show, il canta che (tanto non) ti passa, ritornate alla grande sul pianeta Terra con Il teatro degli orrori: l’affresco del collasso globale sta al loro “Il Mondo nuovo” come la straripante vena rock alla canzone sociale. Se questo incipit fosse davvero una pubblicità sarebbe la classica eccezione che conferma la regola: mollate le menate e ri-fatevi orecchie, muscoli e cervello con queste 16 tracce che sono i capitoli di un romanzo impietoso, la presa diretta dall’Apocalisse che è ora e qui.
   
19/02/2012 Keko Folkimia: "I me pensée"

Il terreno lungo il quale si muove Keko è già stato ben arato e seminato da nomi come Davide Van de Sfroos o i Luf. Tecnicamente si tratta di un EP un cd di soli sei brani per un minutaggio complessivo di circa venticinque minuti, diciamolo subito ben cantato e ben suonato. Ora è solo questione di crescere e magari cimentarsi in un disco “vero”, perché anche in musica la lunghezza non è tutto, ma qualcosa conta...

 

Ascolti: "La cicala e la furmiga"

Video: "Fiore, amoe, disertore"

09/02/2012 Caffé Sport Orchestra: "E pensare che sono venuto solo per comprare un pescespada"

Ed ecco il primo imperdibile del 2012! D'altra parte quando si aspetta per 7 anni l'uscita di un demo già sentito nel 2004 può capitare di perdere la testa. A me capita. Abbiamo, come al solito, un titolo chilometrico alla Lina Wertmuller. Ma poi ascolti le canzoni e pensi a Fellini. A volte la bella musica ti viene a trovare, altre devi cercarla tu. A volte le parole non seguono, altre sì. E quando succede eccolo il piccolo miracolo. Caffé Sport Orchestra è un piccolo miracolo e "il pesce spada" è il disco che vorremmo incontrare spesso: luogo dell’anima, provincia sonnolenta, mare d'inverno, spiaggia deserta, frustrazioni vitellonesche e una passione per il cinema che sonnecchia in sottofondo. Buon ascolto.
Intervista a Francesco Senni sul pescespada" Ascolti: "Il congedo"
Ascolti: "Teresa"
Ascolti: "San Lorenzo"
07/02/2012 Frei: "Sulle tracce della volpe"

Ragazzi, fatemi un favore: non mandatemi più nulla che risulti anche lontanamente imparentato col pop, perché questo di Frei è l’ultimo cd "leggero" che recensisco, giuro. Mi sarei alquanto stufato di ripetermi: le-canzoncine-fine-a-se-stesse-proprio-non-le-mando-giù. Non mi dicono niente. Anche se vezzose, orecchiabili, scorrevoli, fischiettabili, accattivanti, come le undici figuranti in scaletta di “Sulle tracce della volpe”.
   
25/01/2012 Gli Ex: "Primavera, autunno, inverno"

Un rabarbaro Zucca contro il sole cocente, il ghiaccio e quella nota di vaniglia che contrastano l'amaro del rabarbaro. Il denso del fluido che nasconde l'alcol che ti colpirà poi, soprattutto se lo bevi sotto il sole. Perché sotto le cose, sotto le frasi, sotto le musiche, sotto l'estate c'è sempre ancora qualcosa da tenersi stretti. Fosse anche solo la nostalgia degli anni Sessanta. E Gli Ex sono abbastanza unici in questo loro procedere divertente ed erratico.
  Ascolti: "Io vado a sud"

VIdeo: "Zazzera leggera"
23/01/2012 Mario Incudine: "Anime migranti"

Gran bel disco che ruota intorno ad un tema di grandissima attualità come quello delle migrazioni, sviluppato attraverso un vero e proprio affresco corale che vede coinvolti tante voci preziose. Ascoltatelo con il cuore vi si aprirà un mondo musicale d’incredibile fascino.
   
  Ascolti: "Speranza disperata"

Video: "Novumunnu"
13/01/2012 Fabrizio Consoli: "Live in Capetown"

 Il suo tocco alla chitarra è una meraviglia, la sua voce è calda e graffiante, insomma uno capace di “crivere canzoni / Che emozionano anche i cani / Che colorino le labbra / Alle ragazze sui balconi “ (“Camera con vista”), che sa coinvolgere ed emozionare su disco e dal vivo.
Intervista: "Perché Capetown?" Ascolti: "La forza dell'amore"

Video: "Giro di carte"
13/01/2012 Laurex Pallas: "L'ultima Liegi-Bastogne-Wembley"

Se è vero che la nostalgia è sempre canaglia (Albano docet) in questo disco non fa rima con piagnisteo, tutt’altro. Nel senso che, alla fin fine, si ridacchia alquanto e anche se fosse solo per non piangere, l’abbondanza di refrain cantabili/orecchiabili e di coretti extra-light tengono a debita distanza il magone e aiutano a stemperare.
  Video: "So quel che so"
07/01/2012 Le Canzoni da marciapiede: "Al pranzo di nozze"

Le Canzoni da Marciapiede sono un gruppo di La Spezia, che fa del periodo degli anni trenta francese e tedesco il suo pozzo dei desideri, tra cabaret, chanson, teatro alla Brecht, Edith Piaf, la Dietrich e le Dresden Dolls, il vaudeville, il burlesque, un po’ di jazz delle origini, la canzone di denuncia e la tradizione popolare italiana, con un bilanciamento delle componenti che sorprende e si fa ammirare.
  Video: La roulotte Edith a Sarzana
06/01/2012 Giorgio Conte: "C.Q.F.P."

È sempre un piacere ritrovare Giorgio Conte, il suo mondo fatto di soffusa nostalgia, ironia sorniona, elogio della quotidianità, piccole storie di provincia, bozzetti senza pretese ma pieni di umanità, sapori e profumi della campagna. Eccolo il mondo di Giorgio, pronto ad accogliere chi ha voglia di farselo raccontare. Niente emozioni forti, ma una leggerezza che riscalda il cuore e accende l'intelligenza. Un buon modo per iniziare l'anno, no?
La pagina di Giorgio Conte
Intervista su C.Q.F.P.
Video: "Come quando fuori piove"
31/12/2011 Dan Moretti & Piccola Orchestra La Viola: "The journey"

E' musica ariosa o meglio aerea, sostenuta dal soffio del sassofono e del flauto e dall'aria scaravoltata dai mantici delle fisarmoniche o degli organetti. Musica che sostiene per aria l'aria che forma le arie che a loro volta fanno le melodie fornite da questi strumenti aerofoni. Una mongolfiera musicale che si libra sul cielo sgombro di nuvole per far lievitare la pasta sonora di questo viaggio che è in grado di portarci comunque lontano.
  Ascolti: "Angel Silver"
30/12/2011 Chiara Ragnini: "Il giardino di rose"

Una musica gentile, acustica, a volte, ma solo a volte, leggermente poppeggiante, più incline a strizzare un occhio, o anche entrambi, alla canzone d'autore.
E' una boccata d'aria fresca ascoltare Chiara Ragnini. Certo che non si deve storcere il naso di fronte alla semplicità. Un'album estremamente piacevole, morbido, arrendevole, cedevole sotto il ciglio del sorriso e del sospiro. Un ottimo lavoro giovanile

 
  Ascolti: "Ogni mia poesia"
30/12/2011 Radicanto: "Bellavia"

Un disco di terra e di sale. Un disco delicato, ma robusto, un album sapido e colorato, ma in grado di imporsi sempre con la dolcezza, mescolando linguaggi e strumenti, tollerando i loop (contenuti) e la programmazione, accanto alle darbouke e ai violoncelli, al bouzouki e alla marimba. La forza tranquilla e salda della musica popolare, anche quando l'origine si perde al di là del mare e ci ritorna dalle parole e dai suoni dei nuovi cantori. Radicanto, la musica dalla parte delle radici.
  Ascolti: "Soni a battenti"
24/12/2011 Folco Orselli: "Generi di conforto"

“Le dieci tracce che compongono “Generi di conforto” hanno a mio parere le stesse caratteristiche del cioccolato, delle sigarette, di un cordiale sorseggiato quando fa freddo, di una coperta sotto cui addormentarsi, di un fuoco e di un abbraccio. Di conforto appunto”. Come dargli torto, questo è un disco maledettamente bello, irrinunciabile. 
  Ascolti: "Manila"
24/12/2011 Giorgia Del Mese: "Sto bene"

Si potrebbe dedurre che il titolo del lavoro derivi da un certo stato di soddisfazione per quanto realizzato fino ad ora ma non è per niente così, perché ascoltando il disco, ci si accorge ben presto che il titolo è un eufemismo e in realtà è espressione di una calma solo apparente.
  Ascolti: "Niente da espirare"
14/12/2011 Andrea Giops: "Io non sono Giuseppe Verdi

Che disco è "Io che non sono Giuseppe Verdi"? Un sano disco di pop. Che non pretende di essere di più e che di più forse non potrebbe nemmeno essere. La domanda resta valida: perché un disco siffatto esce per l'etichetta di Fabrizio De André? Giops peraltro, che non scrive né testi né musica, se non in piccola parte, dimostra di avere personalità e voce e una bella dose di umiltà e conoscenza dei propri limiti. Forse non indimenticabile, ma ascoltabile di sicuro.
Intervista : da X-Factor a Faber Ascolti: "Sweet sorrow"
13/12/2011 Roberta Barabino: "Magot"

Parliamo della semplicità, della chiarezza. Parliamo di quanto possa essere naturale ascoltare questo disco. Parliamo della brezza del primo pomeriggio, del vento fresco di maggio, parliamo di disegni fatti a matita e ripassati a china. Parliamo di un dolce declivio di una collina e dei passi leggeri che la percorrono in discesa. Parliamo di un temporale d'estate, coi suoi tuoni e con i suoi scrosci d'acqua e dell'abbaiare festoso di un cane. Parliamo di dita leggere sopra una chitarra e di pochi tocchi di altri strumenti: un violoncello, una seconda chitarra. Parliamo di tutto questo e ci avvicineremo al cuore di quello che Roberta Barabino ha proposto con "Magot", ma non ne scalfiremo la superficie, perché Magot è leggera come un quadro di Chagall.
Intervista: "Scrivo canzoni, nulla più" Ascolti: "Notte blu"
12/12/2011 Pilar: "Sartoria italiana fuori catalogo"

Pensiamola complicata. Pensiamola sfaccettata. Pensiamo una situazione in cui le lingue e i suoni del mondo vengano a contatto ravvicinato. Pensiamo la complessità di una costruzione molto curata, di un abito d'haute couture disegnato da un grande stilista. Uno stile un po' forse demodè, ma con un'attenzione al particolare, al dettaglio che solo la cura artigiana di un marchio può portare a compimento.  "Sartoria italiana fuori catalogo" è un album non comune, che miscela linguaggi alti e tentativi popolari, che coniuga un linguaggio poetico a una cura musicale estrema. Prodotto artigianale, sì, ma di quell'artigianalità che crea l'eccellenza.
Intervista : "Canzoni senza bisogno d'orlo" Ascolti: "Innestami"
11/12/2011 Adriana Spuria: "Il mio modo di dirti le cose"

“Il mio modo di dirti le cose” di Adriana Spuria, all’esordio sulla lunga distanza dopo un Ep nel 2008, è un album che conquista e convince, con una serie di brani molto ben assemblati, ricchi di spunti melodici e di arricchimenti tecnici, melodie, una bella voce controllata e duttile, e soprattutto con una scelta stilistica coraggiosa, frutto di un progetto voluto, chiaro e di gran pregio.
Intervista : "Jazzando con il folk nel cuore" Ascolti: "3 sul rouge"
01/12/2011 Alfonso De Pietro: "(In)canto civile"

Nemmeno sotto tortura potrei scrivere male di un cantautore giovane & impegnato come Alfonso De Pietro, il suo secondo nome potrebbe suonare “mosca bianca”, nel mare magnum sconsolante di Barbie e Big Jim (ma lo fanno ancora?) di ritorno da talent show. In “(In)cantocivile” c’è l’ha messa tutta per rinvigorire i muscoli della ballata di peso specifico, evocandone l’humus delle origini, quello, per intenderci, del tipo pedagogico/pensoso/indignato/divergente (qualcuno vuole, per favore, sforzarsi di ricordare?).
  Ascolti: "Terra"