Crollano Ideali, Miti,
Uomini e Torri.
Crolla il mondo
non appena ci voltiamo.
Abbiamo paura
di strade nuove
e cerchiamo noi stessi
in un'ombra
sempre più inquietante.
Siamo stanchi, provati,
ma siamo sempre qui.
Perche' una canzone,
perche' Bielle?
Perche' in una chitarra,
nelle "nostre" note,
nei versi che naufragano nel cuore
e si addormentano
nel cervello
possiamo ancora riuscire
a dare un volto
ai nostri sogni.
E Bielle vuol dire musica,
ma vuol dire soprattutto resistenza.
Resistenza ad una società
che non vogliamo accettare,
in cui non ci riconosciamo,
che viene cantata
e raccontata
da tantissime voci
semi nascoste,
deboli e oscurate,
ma pronte
a graffiare ancora,
nonostante tutto.
Claudio,
e come lui tanti altri,
ci aiuta a sopravvivere
in un mondo che ostacola
tutto ciò che non è
capitale o guerra.
Questo spazio
e' per le loro voci
e le nostre parole.
Portiamo avanti
questa stella
con la speranza che la scia
possa arrivare lontano.
Lontano da qui,
fra le nuvole e il sole,
fra le braccia di Utopia.
Bonaveri:
"Città invisibili"
Solitario,
contrabbandiere di tempo, di speranze, di resistenza.Un
album che bisognerebbe tenere a mente al momento
di scegliere le nomination per le Targhe Tenco. Perché Bonaveri
(e lo dicevamo già anni fa) quando scrive sa cosa sta scrivendo
ed ha sempre cose interessanti da dire. Ascoltiamolo senza paraorecchie.
Sono parole che fanno bene al cuore. Sono musiche che fanno respirare.
Sono canzoni da portare con noi.
(segue)
e decine di altri.
Bielle è aperta alle collaborazioni
Ci
sono dischi, film e libri che, per un motivo o per l'altro, non
dovremmo mai perdere e a volte ci passano davanti così velocemente
che non ce ne ricordiamo neanche. Questa rubrica vuole porre un
freno ai guasti della memoria. Secondo noi gli imperdibili del 2010
sono:
Massimo Bubola:
"Romagna nostra"
Massimo Bubola
è chiamato a chiudere il cerchio paradossale che unisce il
"lissio" di Romagna alla musica Tex-Mex e lo fa mettendo
in pratica gli stilemi che congiungono in un filo ideale la Romagna
col Texas meridionale e il Messico. Il risultato è spassoso.
Ma stupirà anche scoprire che "Romagna nostra"
è pure bello. Un lavoro serio e professionale che propone
classici come "Romagna mia" e "Ciao mare", ma
fatti con rispetto. Oltre a un inedito di Bubola. (segue)
E'
difficile fare una recensione seria di questo disco, che non è
né bello né brutto. E' un disco estremo, da ascoltare
solo perché lo si vuole e perché si ama nel profondo
Giaccone. Ci sono pure quattro cover (Ligabue, Dylan, Silvio Rodriguez
e Eddie Vedder), ma non sono di sicuro per assicurarsi passaggi radiofonici.
Stringe il cuore.
Piccolo
viaggio nel tempo sull'onda della provocazione intelligente e dell'amore
per la buona musica che fu. Cura filologica, passione e professionalità
riportano alla luce capolavori antichi come "Maramao perché
sei morto?" e "Pinguino innamorato", ma anche brani
dimenticati come "Girotondo dell'amore". Ottimo.
Sono
13 tracce tutte tratte o ispirate da Osvaldo Soriano e da quel magnifico
libro che si intitola "Fùtbol - Storie di Calcio",
uscito qualche anno fa (e pubblicato in Italia da Einaudi nel 2006).
Tredici tracce, fanno notare i poco scaramantici autori, come il 13
necessario per vincere in una schedina.
Questo
live londinese unisce all'assenza di novità, tipiche di un
live, un volume sonoro che è di preminenza di basso e batteria.
E' il cuore del rock, certo, ma qui non si sente altro. E allora quale
può essere lo scopo di questo acquisto? Una memorabilia per
chi c'era, forse anche indispensabile. Per tutti gli altri è
totalmente inutile.
Un
capolavoro? Forse. Nel senso del miglior lavoro possibile a questo
punto nella loro storia. Un album raffinato e popolare, politico e
poetico, elittico e concreto. E' un album a molte facce. Difficile
quanto è bello e bello per quanto possa essere difficile. Comparta
un'adesione. Intellettuale e sentimentale. Disco
comunque per pochi. Ma meno male che quei pochi esistono. Per loro.
E per noi.
Praga
è una tappa del viaggio, che è un po’ il tema
dominante di questo disco, il viaggio dell’emigrante, di chi
ce l’ha un po’ scritto nel destino l’eterno movimento,
il distacco dalle radici e il continuo ritorno.È un disco di
un viaggiatore che riflette. Ideale per un’estate assolata,
per terrazze sul Mediterraneo o per viaggiare sapendo che tutti, in
fondo in fondo, siamo un po’ emigranti.
“Una
serata da incorniciare” così Joe Barbieri definisce questa
serata del 9 gennaio 2010, suonata all’Auditorium Parco della
Musica di Roma, durante il suo “Maison Maravilha Tour”
e finita su duplice supporto, un CD con 14 tracce ed un DVD con le
riprese, davvero ben realizzate, del concerto, più una decina
di minuti di extra.
Massimo
Priviero è un rocker a tutto tondo. Questo disco doppio dal
vivo e primo dvd ufficiale ripercorre 20 anni di carriera, sempre
in bilico sul binomio tra rock e poesia e sempre alla caccia di una
dimensione di resistenza umana alla deriva dei tempi. Un disco robusto
che sa trovare spazi di delicatezza e di dolcezza anche profondi.
Strano
disco, strano personaggio, strane scelte. Ma non male. Album totalmente
anacronistici, perché Tao ha deciso di fare un'immersione totale
negli anni '70 ed ha sfornato un doppio album che fa i conti con la
musica della Summer of Love, dell'era dell'oro del rock & roll.
Il risultato? Spiazzante. Ma piacevole.
Non
abbiamo ancora finito di spellarci le mani per "Canzoni per uomini
di latta" che ci tocca replicare. Cosa ti combina il buon Muraro,
un passato di lusso nei Settore Out? Ti prende una piccola manciata
di cover eclettiche, di cui una sua e una dei Settore Out, e le miscela
con un'altra manciata di canzoni nuove. Il risultato? Eclatante! Un
viaggio nella poesia dei risvolti dell'anima. Marginale e intimo.
Delicato e forte. Intenso e profondo.
Fossimo
in un altro Paese del mondo Lino Straulino sarebbe celebre come Bruce
Springsteen
. Invece vive in Carnia e canta in friulano. Ma questo suo disco merita
di essere conosciuto. E' un disco politico dove Lino impugna la chitarra
come un'arma. La protesta monta e soffia per
i solchi di questo disco, utilizzando gli strumenti del rock. Un disco
dai sentori buoni, col quale è facile e naturale volersi schierare
Canzoni
marchigiane, ma anche "altri percorsi" in questo disco che
porta con se un patrimonio storico di indubbio valore e ha come protagonisti
artisti di grande livello qualitativo, ma soprattutto carichi di un’umanità
e di una sincerità di intenti a tratti disarmante. Pietrucci
e La Macina con ospiti e amici alle prese anche con Piero Ciampi,
Viriglio Savona, Vangelis e Pier Paolo Pasolini.
Se
affrontiamo "I mistici dell'occidente" a quasi due mesi
dalla sua uscita, dopo che tutti ne hanno già parlato in lungo
e in largo e per il 90% con lodi sperticate un motivo c'è.
Anzi più di uno. Il più semplice è che veniamo
bellamente ignorati dagli uffici stampa delle major.
Volete
trascurare questo disco? Fate pure. Rischiate di non capire assolutamente
niente del beat italiano, un fenomeno non marginale, né
per la musica, né per il costume e quindi nemmeno per la
storia d'Italia, almeno quella contemporanea. Il meglio in assoluto
dei Rokes in 16 canzoni che allineano i loro hit dal 1962 al 1968.
cinque milioni di 45 giri venduti!
Trent'anni
fa, d'estate, moriva uno dei più grandi cantautori italiani:
Rino Gaetano, vittima di un incidente d'auto. Un banale incidente
d'auto (ma qualcuno dirà che c'è un modo migliore?).
In occasione del trentennale esce una nuova raccolta. "...e
cantavo le canzoni". Niente di nuovo, a parte un piccolo
inedito, ma una raccolta di canzoni meravigliose per un artista
che vale la pena di ricordare.
Si può amare la vite sul colle
il gioco di pietre mangiate alla roggia
Il pane rotondo, l’ulivo che viene
Ma l’importante è sapere
A questo punto il prezzo qual è.
Si può amare la casa sul monte
che ride alla valle
tra lecci e castagni,
l’amore antico
di un uomo costante.
Ma l’importante è sapere
A questo punto il prezzo qual è.
Si può amare la pace leggera
del ceppo che canta nel vecchio camino,
la noce che crocchia,
il sorso del vino.
Ma l’importante è sapere
A questo punto il prezzo qual è.
E posso amare
il dubbio di dio
che mi prende il cuore
guardando la sera,
paura di stelle,
paura di terra.
Ma l’importante è sapere
A questo punto il prezzo qual è.
E posso amare
la voglia borghese
di me uomo stanco che lascio la guerra
per fare l’amore col grillo parlante.
Ma l’importante è sapere
A questo punto il prezzo qual è.
E posso amare
la rabbia perdente,
la stretta d’angosce metropolitane,
il grido più solo:
ritorno al paese.
A questo punto non serve sapere
ogni pavese è da bruciare
Per ogni stanco
Il prezzo è Guevara
È Inti Peredo,
Vietnam, Marghera
Ceccanti e Avola e Battipaglia
Brucia ragazzo brucia
La lotta continua ancora
Brucia ragazzo brucia
Continuerà.
Brucia ragazzo brucia
La lotta continua ancora
Brucia ragazzo brucia
Continuerà.
Celia
de la Cerna
di Roberto Vecchioni
Non scrivi più
e non ti sento più,
so quel che fai
e un po' ho paura, sai.
Son senza sole
le strade di Rosario,
fa male al cuore
avere un figlio straordinario:
a saperti là
sono orgogliosa e sola,
ma dimenticarti...
è una parola...
bambino mio,
chicco di sale,
sei sempre stato
un po' speciale,
col tuo pallone,
nero di lividi e di botte,
e quella tosse, amore,
che non passava mai la notte;
e scamiciato, davanti al fiume ore e ore,
chiudendo gli occhi,
appeso al cuore.
O madre, madre,
che infinito, immenso cielo
sarebbe il mondo
se assomigliasse a te!
Uomini e sogni
come le tue parole,
la terra e il grano
come i capelli tuoi.
Tu sei il mio canto,
la mia memoria,
non c'è nient'altro
nella mia storia;
a volte sai,
mi sembra di sentire
la "poderosa"
accesa nel cortile:
e guardo fuori:"Fuser,
Fuser è ritornato",
e guardo fuori, e c'è solo il prato.
O madre, madre,
se sapessi che dolore!
Non è quel mondo
che mi cantavi tu:
tu guarda fuori,
tu guarda fuori sempre,
e spera sempre
di non vedermi mai;
sarò quel figlio
che ami veramente,
soltanto e solo
finché non mi vedrai.